Quando un farmaco biologico inibitore del TNF-alfa non riduce i sintomi dell’artrite psoriasica, il passaggio a un altro farmaco appartenente alla stessa classe di medicinali potrebbe essere utile. Lo dimostra uno studio danese pubblicato su Arthritis & Rheumatism.

Si tratta di uno studio osservazionale basato sul registro danese DANBIO che ha valutato la frequenza dello switch tra più anti-TNF alfa e gli outcome successivi tra pazienti con artrite psoriasica. Gli outcome sono stati valutati attraverso le risposte ACR20/50/70 e il DAS28.

Come spiegato dagli esperti, l’artrite psoriasica refrattaria al metotressato o ad altri farmaci sintetici modificanti la malattia è spesso trattata con inibitori del TNF alfa. Inoltre, i pazienti frequentemente passano da un farmaco biologico a un altro quando il primo non funziona o a causa degli effetti collaterali.

Nello studio, circa il 40% dei pazienti ha effettuato lo switch da un anti-TNF a un altro. Gli effetti del trattamento si sono ridotti dopo lo switch ma circa la metà dei pazienti analizzati ha ottenuto risultati accettabili con il secondo biologico.

In particolare, nello studio, 1.422 pazienti hanno iniziato la terapia con un anti-TNF, di questi 548 (39%) hanno cambiato la terapia con un altro anti-TNF nei 10 anni successivi. I farmaci utilizzati erano infliximab, adalimumab, etanercept e golimumab. Dei pazienti che sono passati a un second anti-TNF, 245 hanno continuato la terapia con il nuovo farmaco, 189 sono passati a un terzo medicinale e 114 hanno interrotto anche il secondo trattamento ma senza iniziarne un terzo. La durata media del primo trattamento era di 2,3 anni, ma solo di 0,7 anni nei pazienti che avevano effettuato lo switch.

I pazienti che erano passati a un secondo anti-TNF erano più frequentemente donne (56%/45%), con una durata della malattia più breve (3 anni/4 anni), con un risultato più elevato dell’Health Assessment Questionnaire (HAQ), DAS28, scala analogica visiva (VAS) di misurazione del dolore  e scala di misurazione della fatigue (p<0,05 per tutti) all’inizio del trattamento.

L’attività della malattia era significativamente ridotta dopo tre e sei mesi di trattamento, rispetto al basale con il primo e il secondo farmaco. Comunque, il tasso di risposta era significativamente inferiore durante il secondo e il terzo trattamento, rispetto al primo.

La percentuale di pazienti che hanno ottenuto una risposta ACR20/ACR50/ACR70/EULAR e la remissione DAS28 dopo 3-6 mesi dallo switch era del 22%. Dopo due anni, il 47% dei pazienti che sono passati al secondo farmaco ha ottenuto l’ACR20.

Bente Glintborg et al., Clinical response, drug survival and predictors thereof among 548 switchers of tumor necrosis factor α inhibitor therapy in psoriatic arthritis. Results from the Danish nationwide DANBIO registry, Arthritis & Rheumatism DOI: 10.1002/art.37876
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