Artrite reumatoide, baricitinib batte MTX in alcuni outcome riferiti dai pazienti

Baricitinib, da solo o in combinazione con MTX, migliora più efficacemente alcuni outcome riferiti dai pazienti, quali la funzione fisica, l'astenia e la qualità della vita rispetto alla monoterapia con il DMARDs. Lo dimostrano i risultati di un'analisi post-hoc dello studio registrativo di Fase III RA-BEGIN, recentemente pubblicata su Arthritis Research & Therapy che potrebbe facilitare la vita di questi pazienti per i quali l'impiego di MTX non è desiderabile.

Baricitinib, da solo o in combinazione con MTX,  migliora più efficacemente alcuni outcome riferiti dai pazienti, quali la funzione fisica, l'astenia e la qualità della vita rispetto alla monoterapia con il DMARDs.

Lo dimostrano i risultati di un'analisi post-hoc dello studio registrativo di Fase III RA-BEGIN, recentemente pubblicata su Arthritis Research & Therapy che potrebbe facilitare la vita di questi pazienti per i quali l'impiego di MTX non è desiderabile.

Informazioni su baricitinib
Baricitinib è un inibitore selettivo di un particolare gruppo di enzimi definiti JAK. E’ nota l’esistenza di quattro enzimi JAK: JAK1, JAK2, JAK3 e TYK2. Si ritiene che le citochine JAK-dipendenti siano implicate nella patogenesi di un certo numero di malattie infiammatorie e autoimmuni; pertanto, i JAK inibitori potrebbero essere utili per il trattamento di una vasta gamma di malattie infiammatorie.  In caso di alterata regolazione dell’attività di specifici enzimi JAK si può infatti sviluppare un processo infiammatorio e un’attivazione anomala del sistema immunitario.

Baricitinib agisce direttamente sugli enzimi JAK1 e JAK2 modulando la sintesi di citochine JAK-dipendenti, oggi considerate coinvolte nella patogenesi di numerose malattie infiammatorie e autoimmuni, come appunto l’artrite reumatoide.

Nel dicembre 2009, Lilly e Incyte hanno annunciato un accordo di collaborazione per lo sviluppo e la commercializzazione di baricitinib e di determinate molecole sperimentali per i pazienti affetti da malattie infiammatorie e autoimmuni. Attualmente Baricitinib è in studio anche per psoriasi, nefropatia diabetica e dermatite atopica. 

E' dello scorso inverno l'approvazione del farmaco da parte della Commissione Europea per la terapia dell’artrite reumatoide da moderata a severa.

Informazioni sullo studio RA-BEGIN
RA-BEGIN, utilizzato per la nuova analisi post-hoc appena pubblicato, è uno studio di Fase III condotto in pazienti con AR attiva e naive ai DMARDs (totalmente o con esposizione limitata a MTX) e ai DMARDb. In questo trial, baricitinib, da solo o in combinazione con MTX, era stato in grado di dimostrare un'efficacia clinica superiore, unita ad un profilo di safety accettabile rispetto a MTX utilizzato come terapia iniziale nei pazienti con AR.

Lo scopo di questa analisi post-hoc è stato quello di valutare gli effetti del farmaco, somministrato in monoterapia o in combinazione con MTX, su alcuni outcome riferiti dai pazienti, rispetto alla monoterapia con MTX.

Disegno dello studio e risultati principali
I pazienti erano stati originariamente randomizzati nel trial, secondo uno schema 4:3:4, al trattamento settimanale con MTX (n=210), con una monoterapia a base di baricitinib (4 mg/die; n=159) p con la combinazione baricitinib-MTX (n=215).

Gli outcome riferiti dai pazienti analizzati nello studio post-hoc includevano il PtGA (the Patient's Global Assessment of pain), la valutazione del dolore da parte del pazienti, il punteggio HAQ-DI di disabilità (the Health Assessment Questionnaire-Disability Index), l'indice FACIT-F (Functional Assessment of Chronic Illness Therapy-Fatigue), la durata della condizione di rigidità articolare mattutina (MJS), il picco di dolore articolare e rigidità articolare, l'indice   WPAI-RA (Work Productivity and Activity Impairment-Rheumatoid Arthritis), il punteggio SF-36 e l' EuroQol 5-Dimensions (EQ-5D) relativi alla qualità della vita.

Focalizzando l'attenzione sui risultati principali, è emerso che i pazienti appartenenti ai due gruppi (su tre) che prevedevano l'impiego di baricitinib hanno sperimentato un miglioramento di entità statisticamente significativa (p<0,01) di HAQ-DI, PtGA, dolore, astenia, picco di dolore articolare, dominio fisico del punteggio SF-36 e del punteggio riportato all'EQ-5D, sia a 24 che a 52 settimane.

Per quanto riguarda il dominio mentale del questionario SF-36, i ricercatori hanno documentato un miglioramento statisticamente significativo del punteggio nei pazienti trattati con baricitinib (da solo o in associazione con MTX) rispetto alla monoterapia con MTX a 52 settimane.

Miglioramenti statisticamente significativi dell'indice WPAI-RA (p<0,05) sono stati osservati nei gruppi trattati con l'inibitore di Jak chinasi sia per lo svolgimento delle attività quotidiane (entrambi i gruppi a 24 settimane) che per la produttività al lavoro (solo terapia di combinazione a 52 settimane).

I limiti e le implicazioni dello studio
“Il focus di quest'analisi è stato sugli outcome riferiti dai pazienti – ricordano gli autori nel commentare i risultati dello studio – che, insieme alle misure di outcome clinico, rappresentano uno strumento pratico per la gestione complessiva della patologia, fornendo informazioni importanti sulla risposta dei pazienti alla terapia”.

Tra i limiti riconosciuti di quest'analisi vi è la scelta, al reclutamento, di pazienti le cui dosi di MTX non fossero superiori a 20 mg/settimana: ciò potrebbe aver ridotto la generalizzabilità dei risultati.


NC

Bibliografia
Schiff M, et al "Patient-reported outcomes of baricitinib in patients with rheumatoid arthritis and no or limited prior disease-modifing antirheumatic drug treatment" Arthritis Res Ther 2017; doi:10.1186/s13075-017-1410-1x
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