Mentre la relazione tra colestestolo LDL-C  ed eventi coronarici avversi maggiori (MACE) non è lineare sia nei pazienti affetti da artrite reumatoide (AR) che in quelli non affetti, incrociati in base all'età e al sesso, livelli più elevati di colestestolo HDL sono maggiormente predittivi di un rischio più basso di MACE.

Questo il responso proveniente da uno studio USA, pubblicato online ahead-of-print sulla rivista Arthritis & Rheumatology.

“I pazienti affetti da AR si caratterizzano per un rischio CV 1,5-2 volte più elevato rispetto alla popolazione generale ma anche per livelli di colestestolo LDL-C più bassi – ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro. - Alcuni studi sull'associazione tra livelli di colestestolo LDL-C e il rischio CV hanno mostrato che la relazione tra i due parametri sopra citati è descritta da una “curva ad U”: i pazienti con AR e livelli più bassi di colestestolo LDL-C presentano un rischio CV simile a quello dei pazienti con livelli di LDL-C più elevati (situazione nota come “paradosso lipidico)”.

“In letteratura, invece – continuano gli autori – solo uno studio ha descritto la relazione tra livelli di colestestolo HDL-C con il rischio CV in pazienti affetti da AR, documentando l'esistenza di un'associazione tra livelli più elevati di HDL-C con un rischio CV minimo, come osservato nella popolazione generale. Il fatto, quindi, che livelli di HDL-C si associno, secondo le attese, con il rischio CV in pazienti con AR, suggerisce come questo parametro lipidico possa fornire informazioni importanti per la stima del rischio CV, indipendentemente dai livelli di colestestolo LDL-C”.

Di qui il razionale dello studio, avente lo scopo di verificare se la complessa relazione descritta tra liveli di colosterolo LDL-C e HDL-C con il rischio CV fosse differente nei pazienti affetti da AR rispetto ai pazienti non affetti dalla malattia.

Lo studio ha reclutato 16.085 pazienti affetti da AR e 48.499 soggetti non affetti dalla malattia (controlli), aventi un'età media di 52,6, sottoposti a misurazioni dei livelli di colesterolo LDL-C e HDL-C.

I pazienti affetti da AR si caratterizzavano, rispetto ai controlli, per la presenza di più fattori di rischio CV e per valori medi di colestestolo totale  e di colestestolo LDL-C più bassi, pari, rispettivamente, a 200,5 vs. 196,3 mg/dL nel primo caso e a 117,1 vs 113,8 mg/dL nel secondo. I valori di colesterolo HDL-C, invece, erano paragonabili nei due gruppi (58,6 mg/dL nel gruppo di pazienti affetti da AR e 57,3 mg/dL nei controlli).

I risultati  dello studio hanno mostrato che l'incidenza di MACE nella coorte di pazienti affetti da AR era pari al doppio di quella rilevata nei pazienti non affetti da AR. Nel dettaglio, sono stati osservati 453 eventi di MACE su 32.007 persone/anno nel gruppo di pazienti con AR, pari ad un tasso di incidenza di 14,2 per 1000 pazienti/anno. Nel gruppo controllo, invece, i casi di MACE documentati sono stati 704 su 99.098 pazienti/anno, pari ad un tasso di incidenza di 7,1 per 1000 pazienti/anno.

Anche in questo studio, la relazione tra livelli di colesterolo LDL-C e MACE descritta da una curva ad U è stata rispettata: sia nei pazienti affetti da AR che in quelli non affetti, il rischio maggiore di MACE era osservato con i livelli più bassi e con quelli più alti di colesterolo LDL-C rilevati.

La relazione tra livelli di colesterolo LDL-C e MACE non è risultata lineare, con l'assenza di differenze statisticamente significative di questa associazione tra i 2 gruppi in studio.

Non solo: utilizzando i dati provenienti dai due gruppi in esame, i ricercatori hanno documentato un rischio relativo di MACE più elevato del 40% nel quintile di concentrazioni di colesterolo LDL-C più elevato rispetto a quello del quintile di concentrazione più basso del parametro lipidico in questione.

Quanto alla relazione tra il rischio di MACE con i livelli di colesterolo HDL-C, lo studio ha mostrato in entrambi i gruppi (pazienti con AR e controlli) che il rischio di MACE era più elevato nei soggetti con livelli di colesterolo HDL-C bassi rispetto a quelli con i livelli più elevati del parametro lipidico analizzato.

Anche in questo caso la relazione 'rischio-parametro lipidico' non è risultata lineare, con l'assenza di differenze statisticamente significative di questa associazione tra i 2 gruppi in studio. Inoltre, utilizzando i dati provenienti dai due gruppi in esame, il rischio di MACE è risultato del 55% più basso in corrispondenza del quintile di concentrazione di colesterolo HDL-C più elevato rispetto al quintile più basso, dopo aggiustamento dei dati per la presenza di fattori di rischio CV.

Inoltre, in un modello che includeva sia i valori di LDL-C che quelli di HDL-C, è stato osservato che il colesterolo HDL-C era associato al rischio di MACE indipendentemente dai valori di colesterolo LDL-C, mentre l'analisi multivariata di Cox ha mostrato che la presenza di AR si associava ad un'elevazione del rischio di MACE (HR=1,7; IC95%=1,5-1,9).

Nel complesso, i risultati di questo studio hanno dimostrato che la relazione, descritta da una curva ad U, tra i valori di colesterolo LDL-C e il rischio CV, documentata nei pazienti con AR, non è significativamente differente da quella osservata in soggetti non affetti ad AR, incrociati in base all'età e al sesso. “Inoltre – aggiungono gli autori – i risultati suffragano la tesi, rinforzata dal paradosso lipidico, che i livelli di colesterolo LDL-C possano rappresentare una misura subottimale del rischio CV in pazienti affetti da AR.”

A tal riguardo, ricordano come “...un recente studio, che ha esaminato l'accuratezza delle LG 2013 ACC/AHA per il trattamento del colesterolo ai fini della riduzione del rischio CV, suggerisca come le indicazioni contenute non producano risultati migliori dell'algoritmo di Framingham in pazienti affetti da AR e che entrambi gli strumenti di calcolo sottostimino il rischio CV in questa categoria di pazienti.”

“Di qui – concludono – la necessità di nuovi studi che migliorino l'accuratezza nella determinazione del rischio CV e identifichino interventi efficaci per ridurre il rischio CV nei pazienti affetti da AR.”


Nicola Casella

Liao KP, et al "The association between lipid levels and major adverse cardiovascular events in rheumatoid arthritis compared to non-RA" Arthritis Rheum 2015; DOI: 10.1002/art.39165.

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