Artrite reumatoide, combinazione marker biologici predittiva di risposta ai farmaci anti-TNF

Prealbumina, fattore piastrinico 4 (PF4), S100A12: questi, stando ad uno studio recentemente pubblicato su Joint Bone Spine, i 3 marker biologici che potrebbero essere in grado di predire la risposta al trattamento con farmaci anti-TNF di pazienti affetti da artrite reumatoide (AR).

Prealbumina, fattore piastrinico 4 (PF4), S100A12: questi, stando ad uno studio recentemente pubblicato su Joint Bone Spine, i 3 marker biologici che potrebbero essere in grado di predire la risposta al trattamento con farmaci anti-TNF di pazienti affetti da artrite reumatoide (AR).

Lo studio ha peraltro dimostrato che nei pazienti con AR che iniziano il trattamento con questi farmaci, livelli più bassi di prealbumina e di S100A12 e, al contrario, più elevati di PF4, sono in grado di predire una risposta positiva al trattamento.

Obiettivo dello studio: ottimizzare trattamento pazienti con AR
Come è noto, i farmaci anti-TNF rappresentano un'opzione di trattamento efficace nell'AR, ricordano i ricercatori nell'introduzione allo studio. In ragione, però, dei costi elevati e della possibilità di questi farmaci di indurre anche un certo numero di effetti collaterali, sarebbe auspicabile disporre di strumenti in grado di predire la risposta clinica al trattamento con questo farmaco, ottimizzandone costi ed efficacia.

Scopo dello studio, pertanto, è stato quello di identificare un panel di marker biologici in grado di assolvere a questo compito.

Disegno e risultati principali
I ricercatori hanno selezionato pazienti con AR naive ai DMARDb e alle prime battute di trattamento con farmaci anti-TNF. Prima dell'inizio del trattamento, i ricercatori hanno valutato i livelli ematici basali di CRP, PF4, apolipoproteina A1, prealbumina, alfa1-antitripsina, aptoglobina, proteina S100A8, S100A9 e S100A12.

I partecipanti allo studio che, a 6 mesi, totalizzavano una buona risposta EULAR, in base al punteggio DAS28, erano considerati responder ai farmaci anti-TNF.

Su 53 partecipanti allo studio, il 43% è risultato “good responder” secondo i criteri EULAR, a fronte di un 57% di pazienti non responder.

Dopo analisi di regressione logistica, è emerso che la combinazione di prealbumina, PF4 e S100A12 era in grado di predire la risposta al farmaco anti-TNF somministrato con una sensitività del 78%, una specificità del 77%, una valore predittivo positivo del 72% e negativo dell'82%.

Inoltre, livelli più bassi di prealbumina e di S100A12 e, al contrario, livelli più elevati di PF4 rispetto ad un cutoff determinato al basale sono risultati buoni predittori di risposta ai farmaci anti-TNF, sia a livello complessivo che di singolo farmaco considerato (infliximab, etanercept e adalimumab).

In conclusione, lo studio ha dimostrato come l'adozione di un modello multivariato, che ha messo in combinazione 3 marker biologici (prealbumina, PF4 e S100A12) sia in grado di predire in modo accurato la risposta di pazienti con AR ai farmaci anti-TNF, ed abbia la potenzialità di personalizzare il trattamento nella pratica clinica.

Sono ora necessari nuovi studi che siano in grado di confermare queste osservazioni preliminari.

NC

Bibliografia
Nguyen MVC et al. Prealbumin, platelet factor 4 and S100A12 combination at baseline predicts good response to TNF alpha inhibitors in rheumatoid arthritis [published online June 6, 2018]. Joint Bone Spine. doi:10.1016/j.jbspin.2018.05.006
Leggi