Artrite reumatoide, dati "real world" confermano efficacia tocilizumab, da solo o in combinazione

Il trattamento con tocilizumab (TCZ) sottocute, da solo o in terapia di combinazione, è un trattamento efficace nell'artrite reumatoide (AR), in particolare nei pazienti con risposta insoddisfacente ai farmaci anti-TNF o in monoterapia con DMARDs. Questi i risultati di uno studio, recentemente pubblicato su Rheumatology, derivanti dall'analisi in pool dei dati ottenuti nel programma internazionale di studi clinici di Fase 4 TOMURA, che ha passato in rassegna l'efficacia nella pratica clinica reale (real world) dell'inibitore recettoriale di IL-6 in pazienti con AR di grado moderato-severo con risposta insoddisfacente ai DMARDs o alla terapia con inibitori di TNF-alfa, o naive al MTX.

Il trattamento con tocilizumab (TCZ) sottocute, da solo o in terapia di combinazione, è un trattamento efficace nell'artrite reumatoide (AR), in particolare nei pazienti con risposta insoddisfacente ai farmaci anti-TNF o in monoterapia con DMARDs.

Questi i risultati di uno studio, recentemente pubblicato su Rheumatology, derivanti dall'analisi in pool dei dati ottenuti nel programma internazionale di studi clinici di Fase 4 TOMURA, che ha passato in rassegna l'efficacia nella pratica clinica reale (real world) di TCZ in pazienti con AR di grado moderato-severo con risposta insoddisfacente ai DMARDs o alla terapia con inibitori di TNF-alfa, o naive al MTX.

Qualche informazione su tocilizumab
TCZ, somministrato in formulazioni endovena o sottocute, è il primo farmaco approvato a livello mondiale per il trattamento dell'AR che agisce bloccando l'attività biologica di IL-6, citochina attivamente coinvolta nel processo infiammatorio associato all'AR.

Il farmaco è un anticorpo monoclonale umanizzato che interferisce in modo competitivo con il legame di IL-6 al suo recettore (IL-6R, noto anche come IL-6Rα or CD126, disaccoppiando l'associazione del recettore con la glicoproteina 130, necessaria per i meccanismo di trasduzione intracellulare di segnali.

L'efficacia e la sicurezza di TCZ, da solo o in terapia di combinazione con DMARDs, è stata dimostrata in numerosi trial clinici registrativi. Questi trial hanno portato gli enti regolatori all'approvazione del farmaco, in associazione con MTX, nel trattamento dell'AR attiva da moderata a grave in pazienti adulti che non abbiano risposto adeguatamente o siano intolleranti a precedente terapia con uno o più DMARDs o inibitori del TNF-alfa. In questi pazienti, inoltre, TCZ può essere dato in monoterapia in caso di intolleranza a MTX o quando sia inappropriato continuare un trattamento con MTX.

Disegno dello studio e risultati principali
L'obiettivo del programma di studi clinici di fase IV TOZURA era quello di valutare l'efficacia, la sicurezza e l'immunogenicità di TCZ sottocute, da solo e in combinazione con DMARDs oltre 24 settimane in pazienti adulti con AR moderata-severa, in un set di pazienti residenti in un'ampia area geografica del globo.

Lo studio appena pubblicato ha fatto un'analisi in pool dei dati ottenuti nel programma di TOZURA.

Entrando nello specifico, sono stati presi in considerazione gli outcome primari di efficacia, sicurezza ed immunogenicità dei pazienti trattati al basale e dopo 1, 2 e 4 settimane e poi a cadenza mensile per 24 settimane. La safety è stata valutata anche in un follow-up aggiuntivo di 8 settimane.

Gli 11 studi inclusi nel programma di Fase IV TOZURA includevano 1.804 pazienti. Do questi, il 19,6% è stato trattato per più di 24 settimane con TCZ in monoterapia e l'80,4%, invece, in combinazione con un DMARDs.

Focalizzando l'attenzione sulle valutazioni di efficacia, è emerso che il punteggio DAS28-ESR si è ridotto in modo statisticamente significativo (dal basale alla 24esima settimana) in entrambi i gruppi (variazione media: monoterapia= -3,4; terapia di combinazione= -3.46) e senza differenze significative tra la monoterapia e la terapia di combinazione.

Inoltre, la proporzione di pazienti che ha raggiunto lo stato di remissione di malattia (definito in base ai punteggi DAS28-ESR o CDAI) o le risposte ACR (20/50/70/90) è risultata sovrapponibile tra i 2 gruppi.

Passando alle valutazioni di safety,il tasso complessivo di eventi avversi è stato pari a 622,4 per 100 persone-anno (622,1 vs. 622,5 per monoterapia e terapia di combinazione, rispettivamente).

Infezioni e infestazioni sono risultati essere gli AE più frequentemente riportati dai pazienti in trattamento (42% del totale degli AE, complessivamente)

Da ultimo, il 13,9% dei pazienti ha sospeso il trattamento assegnato – il 6,2% per problemi di safety e l'1,6% per risposta terapeutica insoddisfacente; inoltre , il 5,8% dei pazienti ha sperimentato uno o più eventi avversi seri.

Riassumendo
Pur con alcune limitazioni metodologiche intrinseche (assenza gruppo di controllo non trattato con TCZ, tasso elevato abbandono terapia e presenza dati mancanti, scelta del trattamento a discrezione del medico sperimentatore), i risultati dello studio sono positivi.

Infatti, dallo studio è emerso che:
- il trattamento con TCZ sottocute, da solo o in combinazione con DMARDs, mostra un profilo di efficacia nell'AR sovrapponibile tra i 2 gruppi
- la sicurezza di TCZ sottocute, da solo o in combinazione con DMARDs, è sovrapponibile con il profilo di safety del farmaco già noto
- anche la ridotta immunogenicità di TCZ sottocute, documentata in questa analisi, ha confermato risultati già noti in studi precedenti

Pertanto, l'analisi in pool dei dati del programma di studi clinici di Fase IV TOZURA suffraga l'impiego del farmaco nell'AR (nelle indicazioni registrate d'uso), in assenza di emersione di nuovi segnali di safety rispetto a quanto già noto.

Nicola Casella

Bibliografia
Choy E et al. Subcutaneous tocilizumab in rheumatoid arthritis: findings from the common-framework phase 4 study programme TOZURA conducted in 22 countries. Rheumatology, kex443, https://doi.org/10.1093/rheumatology/kex443
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