Artrite reumatoide, distanziare troppo le somministrazioni di tocilizumab nuoce al mantenimento della remissione

Aumentare l'intervallo di somministrazione tra due dosi di tocilizumab sottocute si associa a minori chance di mantenere la remissione a 24 settimane e non migliora la tollerabilitÓ al trattamento. Queste le conclusioni di uno studio recentemente pubblicato su Arthritis & Rheumatology.

Aumentare l'intervallo di somministrazione tra due dosi di tocilizumab sottocute si associa a minori chance di mantenere la remissione a 24 settimane e non migliora la tollerabilità al trattamento. Queste le conclusioni di uno studio recentemente pubblicato su Arthritis & Rheumatology.

Razionale e disegno dello studio
“Tocilizumab è stato inizialmente sviluppato in formulazione endovena – ricordano i ricercatori nell'introduzione al lavoro – ma è recente anche lo sviluppo di una formulazione sottocute, più maneggevole e dotata di efficacia clinica e di safety paragonabili alla formulazione endovena”.

“Uno studio retrospettivo – continuano i ricercatori – ha suggerito la possibilità di ridurre la posologia di TCZ endovena in una proporzione rilevante di pazienti con AR senza recidiva di malattia. Tuttavia, fino ad ora, non è era stata valutata l'efficacia e la sicurezza di una riduzione posologica del farmaco (endovena o sottocute) in un trial clinico randomizzato”.

Per colmare questo gap e determinare la sicurezza e l'efficacia di un distanziamento delle somministrazioni di TCZ sottocute in pazienti con artrite reumatoide che avevano raggiunto la remissione clinica, i ricercatori hanno condotto una trial randomizzato in aperto, facente parte del programma di studi clinici TOZURA.

Il progetto include 11 studi condotti in 22 paesi, ed è stato disegnato come studio a braccio singolo, avente lo scopo di valutare l'efficacia e la sicurezza di dosi settimanali di TCZ sottocute (162 mg), da solo o in combinazione con DMARDcs, per 24 settimane, in pazienti con AR moderata-severa, non responder a farmaci anti-TNF o a DMARDcs.

Lo studio appena pubblicato rappresenta la continuazione di questo studio a braccio singolo, ed è stato condotto tra il 2013 e il 2016 in 46 siti dislocati sul territorio della Spagna, dell'Irlanda e del Portogallo.

Entrando nello specifico, sono stati reclutati 179 pazienti che avevano raggiunto lo stato di remissione clinica di malattia nel precedente studio a braccio singolo. Questi sono stati randomizzati, secondo uno schema di randomizzazione 1:1, al trattamento con TCZ a cadenza quindicinale (intervallo di somministrazione raddoppiato), o a continuare il trattamento settimanale con il farmaco per 24 settimane aggiuntive.

La remissione clinica era definita da un punteggio DAS28 <2,6.

Risultati principali
Dallo studio è emerso che il 90% dei pazienti che aveva continuato a seguire il regime di somministrazione del farmaco iniziale è rimasto in remissione clinica a 48 settimane, rispetto al 73% dei pazienti che aveva raddoppiato l'intervallo di somministrazione tra le dosi (p=0,04).

Inoltre, per quanto altre misure di efficacia differenti si siano dimostrate migliori con il regime di somministrazione iniziale, i risultati ottenuti a questo riguardo non hanno raggiunto la significatività statistica, eccezion fatta per la variazione media del punteggio DAS28 dal basale a 48 settimane.

Da ultimo, sia la tollerabilità che la sicurezza sono risultate sovrapponibili tra i due gruppi in studio.

NC

Bibliografia
Sanmarti R et al. Reducing or maintaining the dose of subcutaneous tocilizumab in patients with rheumatoid arthritis in clinical remission: a randomized, open‐label trial. Arthritis Rheumatol. 2019 Apr 5. doi: 10.1002/art.40905. [Epub ahead of print]
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