Artrite reumatoide e gonartrosi, studio danese documenta riduzione artroplastica ginocchio a seguito impiego farmaci biologici

Dall'introduzione dei farmaci biologici alla fine degli anni '90, il tasso di incidenza di ricorso all'artroplastica del ginocchio (TKR) nei pazienti affetti da artrite reumatoide (AR) ha subito un forte declino in Danimarca. A questi risultati č pervenuto uno studio, pubblicato su ARD, che ha utilizzato dati provenienti da registri nazionali di pazienti danesi.

Dall'introduzione dei farmaci biologici alla fine degli anni '90, il tasso di incidenza di ricorso all'artroplastica del ginocchio (TKR) nei pazienti affetti da artrite reumatoide (AR) ha subito un forte declino in Danimarca.

A questi risultati è pervenuto uno studio, pubblicato su ARD, che ha utilizzato dati provenienti da registri nazionali di pazienti danesi.

Razionale dello studio
Come è noto, in presenza di AR non controllata o severa, l'infiammazione può portare a danno articolare irreversibile. Quando il danno articolare è allo stadio finale, il ricorso alla chirurgia articolare rappresenta il solo trattamento possibile.

E' soprattutto l'artroplastica del ginocchio a fare la parte del leone su tutti gli interventi di artroplastica eseguiti, rendendo conto della quasi totalità (97%) delle procedure chirurgiche sopra indicate, con conseguente innalzamente dei costi di gestione complessiva della gonartrosi.

Di qui la necessità urgente di individuare opzioni efficaci di trattamento per questa condizione, causa frequente di disabilità.

L'introduzione dei farmaci anti-TNF come caposaldo della terapia con DMARDb, avvenuta alla fine degli anni '90, ha migliorato il trattamento dell'AR e si è dimostrata in grado di arrestare la progressione radiografica e lo sviluppo di erosioni articolari.

Non è chiaro, tuttavia, se queste proprietà si siano tradotte anche in una minor necessirà di ricorrere alla chirurgia di sostituzione articolare.

“Se – come ricordano gli autori dello studio nell'introduzione – la maggior parte dei lavori finora pubblicati ha suggerito una riduzione dell'incidenza del ricorso alla chirurgia articolare dopo introduzione dei DMARDb, altri studi, per contro, hanno documentato il contrario o dimostrato il permanere dei tassi di chirurgia articolare pre-DMARDb”.

“La chirurgia articolare è una procedura costosa e porta con sé il rischio di eventi avversi – continuano i ricercatori –. A ciò si aggiunga l'incremento della stima del rischio nei pazienti già affetti da AR”.

Su questi presupposti è stato implementato il nuovo studio che, utilizzando i dati di registri nazionali sanitari danesi, si è proposto di analizzare il possibile impatto dell'introduzione dei DMARDb e delle linee guida associate per il trattamento con farmaci anti-TNF del 2002 su tasso di incidenza a 5 anni di interventi di artroplastica totale dell'anca (THR) e di TKR in pazienti affetti da AR rispetto alla popolazione generale.

Disegno dello studio e risultati principali
I ricercatori hanno identificato 30.404 pazienti con AR diagnosticata dal 1996 al 2011 nel registro nazionale dei pazienti danesi ed incrociato i dati in base all'età, al sesso di appartenenza e al luogo di residenza con quelli relativi a 297.916 controlli (popolazione generale). Circa il 70% del campione era costituito da donne aventi un'età media di 50 anni.

I soggetti appartenenti al gruppo di pazienti con AR erano più frequentemente affetti da comorbilità come malattia polmonare o cardiaca e diabete e sono stati seguiti in un follow-up della durata di 5 anni.

I ricercatori hanno calcolato, per entrambi i gruppi, i tassi di incidenza a 5 anni di THR e TKR per 1.000 persone-anno, standardizzati in base all'età e al sesso.

Inoltre, hanno messo a confronto i livelli e i trend dell'era pre-DMARDb (1996-2001) con quelli dell'era successiva (2003-2016). L'epoca di introduzione dei DMARDb è stata fissata in corrispondenza dell'anno 2000.

Passando ai risultati, nell'anno 1996, i tassi di incidenza di THR e TKR erano pari, rispettivamente, a 8,72 e a 5,87 nei pazienti con AR e a 2,89 e 0,42 nella popolazione generale di controllo.

Nell'era pre-DMARDb, il tasso di incidenza di TKR è aumentato di 0,19 per anno (p=0,173), per poi diminuire a -0,20 per anno nell'era DMARDb.

Quanto ai controlli, invece, l'incidenza di TKR è aumentata lungo tutto il periodo di osservazione, salendo di 0,21 per anno nel periodo 1996-2003 e di 0,08 durante il periodo 2003-2016.

Considerando il tasso di incidenza di THR nel corso del periodo di osservazione 1996-2016, i ricercatori hanno documentato una riduzione di questo parametro nei pazienti con AR pari a -0,36 per anno e, per contro, un leggero incremento pari a 0,02 per anno nei controlli.

Riassumendo
In conclusione, lo studio ha dimostrato che: 1) il tasso di incidenza di THR e TKR era, rispettivamente, 3 volte e 14 volte più elevato nei pazienti con AR rispetto alla popolazione generale; 2) nei pazienti con AR, ma non nella popolazione generale, l'introduzione dei DMARDb è risultata associata ad una riduzione del tasso di incidenza di TKR, ma non di THR.

“Se, come si desume dallo studio, il trattamento con DMARDb riduce la necessità di ricorrere alla chirurgia articolare – concludono i ricercatori – ciò, molto probabilmente, migliorerà il profilo di costo-efficacia di questi farmaci, data l'elevata onerosità della chirurgia protesica”.

Nicola Casella

Bibliografia
Cordtz RL, et al "Incidence of hip and knee replacement in patients with rheumatoid arthritis following the introduction of biological DMARDs: An interrupted time-series analysis using nationwide Danish healthcare registers" Ann Rheum Dis 2017; DOI: 10.1136/annrheumdis-2017-212424.
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