Artrite reumatoide e remissione di malattia, attenzione alla sinovite del piede

La presenza di sinovite del piede, nonostante l'apparente raggiungimento dello stato di remissione di malattia, dovrebbe, al contrario portare i clinici a titolare la terapia in corso per l'artrite reumatoide verso l'alto, al fine di prevenire il danno articolare a lungo termine e migliorare gli outcome funzionali. E' quanto sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Arthritis Care & Research da un'equipe di ricercatori australiani.

La presenza di sinovite del piede, nonostante l'apparente raggiungimento dello stato di remissione di malattia, dovrebbe, al contrario portare i clinici a titolare la terapia in corso per l'artrite reumatoide verso l'alto, al fine di prevenire il danno articolare a lungo termine  e migliorare gli outcome funzionali.

E' quanto sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Arthritis Care & Research da un'equipe di ricercatori australiani che ha dimostrato come i pazienti che erano in remissione, in base alle misure standard per la valutazione dell'attività di malattia, ma che risultavano essere affetti da sinovite del piede, avevano una probabilità pressochè doppia di andare incontro a recidiva di malattia, rispetto ai pazienti in remissione senza sinovite del piede.

Non solo: questi pazienti affetti da infiammazione sinoviale avevano anche una probabilità maggiore di sperimentare outcome radiografici e funzionali peggiori nel lungo termine.

Entrando nei dettagli dello studio, i ricercatori hanno valutato l'attività di malattia in 266 pazienti che frequentavano un centro reumatologico australiano mediante i punteggi DAS28, CDAI (Clinical Disease Activity Index) e SDAI (Simplified Disease Activity Index).

I pazienti reclutati nello studio sono stati sottoposti, anche, a radiografie della mano e del piede, nonché a valutazione della qualità della vita (QoL) mediante questionario SF-36 (the Medical Outcome Study Short-Form 36).

I pazienti erano trattati inizialmente con una tripletta di DMARD, suscettibile di aggiustamento della posologia verso l'alto di MTX per raggiungere la remissione di malattia (indicata dal punteggio DAS28-ESR), o aggiungendo un DMARD convenzionale ulteriore o un DMARD biologico in base ad un algoritmo di trattamento pre-definito.

In questo modo i ricercatori hanno osservato che i punteggi di attività di malattia erano in grado di registrare la metà delle variazioni dei punteggi legati alla conta delle articolazioni tumefatte e dolenti del piede, a suggerire che l'utilizzo di questi criteri per la valutazione dell'attività di malattia è insufficiente per identificare gli episodi di recidiva di malattia ai piedi.

Gli autori dello studio, inoltre, hanno notato che, nonostante i criteri di remissione più stringenti, determinati dagli indici SDAI e CDAI, un quarto dei pazienti in remissione secondo questi 2 indici andava incontro a sinovite del piede.
Non solo: la sostenibilità della remissione ha influenzato la progressione dei punteggi di erosione (p=0,006) e la sinovite del piede è risultata essere associata a una QoL peggiore, in base al punteggio ottenuto al questionario SF-36 (p=0,025).

Nel complesso, “...i risultati dello studio enfatizzano l'importanza di esaminare piede e caviglia come parte della gestione standardizzata dei pazienti con AR – scrivono gli autori nella discussione dello studio”.
“Dato l'impatto della sinovite del piede sulla stabilità della remissione e la progressione radiografica di malattia, le decisioni sul trattamento non dovrebbero essere prese unicamente in base ai punteggi di attività di malattia che escludono la valutazione delle articolazioni del piede – concludono gli autori”.

Nicola Casella

Bibliografia
Wechalekar MD et al. Active Foot Synovitis in Patients with Rheumatoid Arthritis: Patients with Foot Synovitis in Apparent Remission have Unstable Remission Status, Radiographic Progression and Worse Functional Outcomes.  Arthritis Care Res. 2016. doi: 10.1002/acr.22887
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