Artrite reumatoide, fibromialgia predice deterioramento funzionale a 2 anni

Sia la presenza di fibromialgia che un numero crescente di sintomi associati a fibromialgia sono un grado di predire il peggioramento dello stato funzionale nei pazienti affetti da artrite reumatoide (AR). Questi i risultati principali di uno studio pubblicato su Artrhritis Care & Research, che suffragano la tesi che vede la fibromialgia come un disordine ad ampio spettro di manifestazioni, con un range continuo di ingravescenza, piuttosto che un'entità dicotomica.

Sia la presenza di fibromialgia che un numero crescente di sintomi associati a fibromialgia sono un grado di predire il peggioramento dello stato funzionale nei pazienti affetti da artrite reumatoide (AR).

Questi i risultati principali di uno studio pubblicato su Artrhritis Care & Research, che suffragano la tesi che vede la fibromialgia come un disordine ad ampio spettro di manifestazioni, con un range continuo di ingravescenza, piuttosto che un'entità dicotomica.

Razionale dello studio
La fibromialgia, una sindrome debilitante, caratterizzata da dolore non-articolare diffuso, è una co-morbidità frequente nei pazienti con artrite reumatoide (AR): la sua prevalenza in questo set di pazienti, infatti, è prossima al 20%, rispetto al 2,5% della popolazione generale.

“In alcuni studi condotti in pazienti con AR – ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro – la fibromialgia è stata associata ad una maggiore attività di malattia riferita dai pazienti e ad un peggioramento dello stato funzionale”.

“La valutazione della qualità della vita (QoL) o dello stato funzionale, mediante impiego di misure validate riferite dai pazienti – HAQ o MDAHAQ – rappresenta, pertanto, uno di predittori più significativi degli outcome futuri nei pazienti con AR”.

Obiettivo di questo studio osservazionale prospettico è stato quello di determinare l'impatto della fibromiagia sulle variazioni dello status funzionale, a 2 anni, in pazienti con AR.

Disegno dello studio
Lo studio ha incluso un sottogruppo di 209 pazienti provenienti dallo studio BRASS (the Brigham and Women's Hospital Rheumatoid Arthritis Sequential Study), che avevano compilato, a cadenza semestrale dei questionari relativi alla qualità di vita e allo stato di salute percepito ed erano stati sottoposti anche, a cadenza annuale, ad esami della funzionalità fisica che includevano test di laboratorio.

I ricercatori hanno valutato sia la sintomatologia che lo status funzionale ricorrendo alla scala PSD  (Poly-symptomatic Distress): in base a questa scala, la fibromialgia era definita da un punteggio uguale o superiore a 13.

Quanto allo stato funzionale – comprendente la funzione fisica, il dolore percepito e lo stato globale di salute – i ricercatori si sono avvalsi del questionario MDHAQ (the Multi-Dimensional Health Assessment Questionnaire), con punteggi compresi tra 0 e 3: il punteggio più elevato era indice del peggior stato funzionale.

L'attività di malattia (AR) è stata misurata grazie al punteggio DAS28-CRP.

Inoltre, i ricercatori hanno valutato anche la condizione di stress psicologico utilizzando la scala HADS (the Hospital Anxiety and Depression Scale), graduata da 0 a 42, con il punteggio più alto associato a condizioni di maggior stress.

L'outcome primario dello studio era rappresentato dalla variazione del punteggio MDHAQ a 2 anni.

Su 209 pazienti iniziali, ne sono stati esclusi 53 nel corso dello studio a causa della mancanza di dati o della loro perdita al follow-up. Dei 156 pazienti rimanenti, la maggioranza era costituita da donne (85,9%) di etnia Caucasica (93,6%), con età media pari a 58,5 anni e durata media di malattia pari a 15,4 anni.

Risultati dello studio
Circa il 16,7% dei pazienti con AR dello studio era affetto anche da fibromialgia. Rispetto ai pazienti senza fibromialgia, questo gruppo si caratterizzava per punteggi iniziali significativamente più elevati (MDHAQ, HADS e DAS28-CRP), nonché per l'intensità del dolore e il ricorso ai corticosteroidi.

In un modello aggiustato in base a fattori demografici (età, sesso, etnia), stato funzionale iniziale, misure legate all'AR (durata di malattia, sieropositività, attività di malattia iniziale) e stress psicosociale (punteggio HADS), una condizione iniziale di fibromialgia era predittiva, a 2 anni, di un incremento pari a 0,14 del punteggio MDHAQ rispetto ai pazienti con AR non fibromiagici (p=0,021).

Da una disamina del trend del punteggio HADS nel corso dello studio è emerso che solo nei pazienti con AR non fibromialgici era possibile osservare incrementi statisticamente significativi di questi punteggi. In entrambi i gruppi, comunque, l'incremento del punteggio HADS era relativamente piccolo, in senso assoluto, e difficilmente degno di rilievo dal punto di vista clinico.

“Ciò – sottolineano i ricercatori – suggerisce che il peggioramento dello stato funzionale nel gruppo di pazienti con AR e fibromialgia non può essere totalmente spiegato con il peggioramento dello stress psicosociale”.

Lo studio ha mostrato anche l'impiego iniziale di CS era maggiore nei pazienti fibromialgici rispetto a quelli non fibromialgici. Ciò, probabilmente, è indice di livelli di dolore più elevati nei pazienti fibromialgici, che si riflette nell'ampia differenza dell'intensità iniziale del dolore tra i due gruppi.

“Non è chiaro, a tal riguardo – aggiungono gli autori – se la differenza del dolore percepito si rifletta con l'esistenza di differenze nell'infiammazione. Di qui la necessità di condurre studi di approfondimento”.

Implicazioni dello studio
In conclusione, la valutazione della fibromialgia mediante impiego della scala PSD potrebbe consentire l'identificazione di pazienti con AR aventi maggiori probabilità di sperimentare un peggioramento della funzione fisica.

“Questi individui – spiegano gli autori- potrebbero trarre beneficio da alcuni programmi di trattamento quali la fisioterapia e la terapia occupazionale, mirati al mantenimento e/o al miglioramento della funzione fisica”.

Inoltre, i ricercatori suggeriscono ai reumatologi di prendere in considerazione anche alcuni approcci farmacologici (antidepressivi triciclici, SNRI, anticonvulsivanti).

Limiti dello studio
A tal riguardo, i ricercatori hanno ricordato che, nel loro studio, la fibromialgia è stata definita in base ai criteri diagnostici preliminari ACR modificati del 2011, che non sono stati formalmente raccomandati dalla società scientifica americana.
Inoltre, la prevalenza della fibromialgia e la distribuzione dei punteggi sulla scala PSD ottenuti dai partecipanti allo studio, aventi una durata media di malattia pari a più di 15 anni, potrebbero differire da quanto osservabile nei pazienti con AR all'esordio.

NC

Bibliografia
Kim H, et al "Fibromyalgia predicts two-year changes in functional status in rheumatoid arthritis patients" Arthritis Care Res 2017; doi:10.1002/acr.23216.
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