Ortopedia e Reumatologia

Artrite reumatoide, identificato nuovo marker di rischio precoce

Stando ai risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Annals of Rheumatic Disease, sarebbe stato identificato nella tenascina-C citrullinata un nuovo marker in grado di predire la possibile insorgenza di artrite reumatoide (AR) fino a 16 anni prima dalla manifestazione degli effetti di questa condizione clinica.

Stando ai risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Annals of Rheumatic Disease, sarebbe stato identificato nella tenascina-C citrullinata un nuovo marker in grado di predire la possibile insorgenza di artrite reumatoide (AR) fino a 16 anni prima dalla manifestazione degli effetti di questa condizione clinica.

In presenza di infiammazione, spiegano i ricercatori nell'introduzione al lavoro, alcune proteine risultano alterate in un processo biochimico noto come citrullinazione.
Queste forme alterate possono innescare una risposta autoimmunitaria dell'ospite – causando, in tal modo, l'insorgenza di AR.

Per questa ragione, in clinica sono già disponibili test che diagnosticano la malattia mediante legame degli anticorpi alle proteine citrullinate.
Mentre i test per le singole proteine, solitamente, si caratterizzano per una sensitività diagnostica relativamente bassa, un test più generale, che individua peptidi citrullinati sintetici ciclici (CCP), è in grado di identificare un maggior numero di casi di AR.

E' noto come la tenascina C sia presente a livelli elevati nelle articolazioni dei pazienti affetti da AR. Obiettivo dei ricercatori, pertanto, è stato quello di verificare se questa proteina poteva essere citrullinata e, in caso affermativo, se potesse fungere da bersaglio per gli autoanticorpi che attaccano l'organismo in presenza di AR. Ciò allo scopo di sondare il possibile utilizzo di questa proteina a fini diagnostici nell'AR.

I risultati dell'analisi, condotta su più di 2.000 pazienti, hanno mostrato che lo screening di anticorpi che avevano come bersaglio la tenascina-C citrullinata (cTNC) era in grado di consentire la diagnosi di AR nel 50% dei casi, compresi alcuni non identificati dal test standard con  CCP.

Non solo: i ricercatori hanno anche documentato che tale screening era associato ad un tasso veramente molto ridotto di falsi positivi, risultando accurato nel 98% dei casi nell'escludere la diagnosi di AR.

Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno sottolineato come “... sia stata particolarmente eccitante l'osservazione secondo la quale era possibile identificare la presenza di anticorpi diretti contro c-TNC addirittura 16 anni prima dell'esordio della sintomatologia (in media 7 anni prima).”

“Tale scoperta – concludono gli autori – apre la strada alla messa a punto di un test aggiuntivo da utilizzare per aumentare l'accuratezza del saggio CCP e per predire l'insorgenza di AR. Ciò consentirà  di monitorare e trattare precocemente i soggetti a rischio, con ripercussioni positive in termini di efficacia del trattamento”.


Bibliografia
Schwenzer A et al. Identification of an immunodominant peptide from citrullinated tenascin-C as a major target for autoantibodies in rheumatoid arthritis. ARD Online First, published on December 9, 2015 as 10.1136/annrheumdis-2015-208495
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