Artrite reumatoide, l'essere in sovrappeso ritarda la remissione di malattia

L'essere in sovrappeso o obesi potrebbe rallentare il raggiungimeno dell'obiettivo della remissione sostenuta nell'artrite reumatoide (AR) all'esordio. Lo dimostrano i risultati dello studio CATCH (Canadian Early Arthritis Cohort) presentati nell'ultima edizione del Congresso ACR che si è tenuto, quest'anno, a San Francisco.

L'essere in sovrappeso o obesi potrebbe rallentare il raggiungimeno dell'obiettivo della remissione sostenuta nell'artrite reumatoide (AR) all'esordio.
Lo dimostrano i risultati dello studio CATCH (Canadian Early Arthritis Cohort) presentati nell'ultima edizione del Congresso ACR che si è tenuto, quest'anno, a San Francisco.
Tale risultato suffraga l'ipotesi di un ruolo dell'obesità nel determinare un controllo non ottimale della malattia in pazienti con AR all'esordio.

Lo studio CATCH, partito nel 2007, è uno studio multicentrico osservazionale, prospettivo e longitudinale di coorte che ha reclutato pazienti con AR all'esordio (sintomi persistenti da meno di 12 mesi). Alla sua realizzazione hanno partecipato 19 siti accademici di comunità dislocati sul territorio canadese. Circa un terzo dei pazienti reclutati nello studio erano naive a qualsiasi trattamento al momento dell'inclusione mentre altri avevano appena iniziato un regime terapeutico.

L'analisi presentata al Congresso era relativa a 1.066 pazienti per i quali erano disponibili sia le misure di BMI che almeno due rilevazioni del punteggio DAS28 di attività di malattia.

Per essere inclusi nello studio, i pazienti dovevano presentare due articolazioni tumefatte o una piccola articolazione tumefatta insieme ad altre caratteristiche chiave di artrite infiammatoria precoce, come la positività al fattore reumatoide (RF) o agli autoanticorpi anti-citrullina, la presenza di episodi di rigidità mattutina della durata di almeno 45 minuti, una risposta ai FANS e la positività al test di compressione metatarsofalangea.
La condizione di remissione sostenuta era raggiunta quando il paziente, per la prima volta, mostrava un punteggio DAS28 <3,2.

I pazienti reclutati sono stati stratificati in tre gruppi sulla base della classificazione OMS del BMI in:
- pazienti normopeso (BMI compreso tra 18,5 e 24)
- pazienti sovrappeso (BMI compreso tra 25 e 29,9)
- pazienti oberi (BMI>30).

Questi sono stati trattati secondo la strategia treat-to-target e seguiti a cadenza trimestrale nel corso del primo anno, e poi a cadenza semestrale per il secondo e per gli anni successivi. La strategia di trattamento prevedeva, solitamento, una fase iniziale caratterizzata dall'impiego di DMARD sintetici – da monoterapia a terapia tripla – seguita dal trattamento con farmaci biologici in caso di mancato raggiungimento della condizione di bassa attività di malattia.

I pazienti avevano un'età media di 55 anni all'inizio dello studio, erano in prevalenza di sesso femminile (75% sul totale), di etnia Caucasica (85%), fumatori nel 18% dei casi e con una durata media dei sintomi pari a 6 mesi. Il punteggio medio DAS28 al basale era pari a 5, indicativo di attività di malattia elevata, e i livelli medi di dolore quantificati con un punteggio pari a 5,6.

I punteggi medi DAS28, i livelli di dolore percepito e la conta delle articolazioni dolenti e tumefatte erano leggermente più elevati nei gruppi a BMI elevato rispetto ai soggetti normopeso.
Poco più della metà dei pazienti reclutati nello studio era esposta a trattamento con steroidi e >80% erano esposti a metotressato (MTX) (≥15 mg/settimana) nei primi 3 mesi di osservazione.

Quello che hanno potuto osservare i ricercatori è stata la scoperta dell'esistenza di una relazione dose-risposta molto chiara tra il peso e il tempo di remissione di malattia. 
Dopo 36 mesi di follow-up, i ricercatori hanno documentato il raggiungimento della condizione di remissione sostenuta nel 48% dei pazienti normopeso a fronte del 38% di quelli sovrappeso e del 28 % dei pazienti obesi (p<0,0001 per i normopeso vs sovrappeso e obesi). Le differenze tra gruppi si sono manifestate a 24 mesi dall'inizio del follow-up.

Non solo: i risultati dell'analisi multivariata hanno mostrato come le condizioni di obesità e sovrappeso siano predittori negativi significativi del raggiungimento della condizione di remissione sostenuta nel tempo (HR= 0,63; IC95%= 0,48-0,82 per la condizione di obesità; HR= 0,75; IC95%= 0,59-0,97).

Il raggiungimento della condizione di remissione di malattia a 6 mesi (HR=4,21; IC95%=3,33-5,32), il ricorso a dosi di MTX >15 mg/settimana entro i primi 3 mesi di follow-up (HR= 1,40; IC95%= 1,05-1,87) e un livello scolastico universitario (HR=1,61; IC95%=1-2,58) sono stati individuati come fattori predittivi positivi di remissione sostenuta.

Al contrario, il numero di comorbidità (HR= 0,91; IC95%= 0,09-0,98) e l'impiego di steroidi durante i primi 3 mesi di follow-up (HR= 0,76; IC95%= 0,61-0,95) sono stati considerati fattori predittivi negativi di remissione sostenuta di malattia.

In conclusione, i risultati dello studio suffragano un numero crescente di evidenze a favore dell'inclusione degli interventi di gestione del peso corporeo all'interno delle strategie di trattamento dell'AR all'esordio.

NC

Bibliografia
Schulman E, et al "High body mass index negatively impacts time to achieving sustained remission in early rheumatoid arthritis: results from a multicenter early arthritis cohort study" ACR 2015.
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