Artrite reumatoide, le ospedalizzazioni post-diagnosi di scompenso non sono prevalentemente cardiovascolari

Stando ad uno studio Usa pubblicato su Seminars in Arthritis and Rheumatis, i pazienti affetti da artrite reumatoide (AR) presentano rischi maggiori di ospedalizzazione post-diagnosi di insufficienza cardiaca rispetto ai pazienti scompensati ma senza AR. Lo studio, per˛, sottolinea un aspetto in parte inatteso: il driver principale di questo aumento del rischio di ricoveri ospedalieri nei pazienti con AR sarebbe da attribuire, prevalentemente, a cause non cardiovacolari, a suggerire che l'aumentata complessitÓ di gestione di questi pazienti con comorbilitÓ CV potrebbe avere un ruolo in quanto osservato.

Stando ad uno studio Usa pubblicato su Seminars in Arthritis and Rheumatis, i pazienti affetti da artrite reumatoide (AR) presentano rischi maggiori di ospedalizzazione post-diagnosi di insufficienza cardiaca rispetto ai pazienti scompensati ma senza AR. Lo studio, però, sottolinea un aspetto in parte inatteso: il driver principale di questo aumento del rischio di ricoveri ospedalieri nei pazienti con AR sarebbe da attribuire, prevalentemente, a cause non cardiovacolari, a suggerire che l’aumentata complessità di gestione di questi pazienti con comorbilità CV potrebbe avere un ruolo in quanto osservato.

Relazione tra artrite reumatoide e insufficienza cardiaca: qualche dato epidemiologico
Quasi l’80% dei pazienti con AR presenta una condizione cronica aggiuntiva: gli studi disponibili hanno documentato un incremento del 21% della prevalenza di comorbilità (prevalentemente CV) in pazienti con AR nel corso degli ultimi 20 anni.

L’insufficienza cardiaca rappresenta una delle comorbilità CV di più frequente riscontro nei pazienti con AR. Studi precedenti, condotti dalla stessa equipe di ricerca coinvolta nel nuovo lavoro pubblicato, hanno osservato un incremento pari a 2 volte del rischio di scompenso in presenza di AR rispetto alla popolazione generale, suggerendo un contributo significativo dell’insufficienza cardiaca all’eccesso di mortalità osservato nell’AR.

Pertanto, alla luce dell’aumentata frequenza di scompenso cardiaco in pazienti con AR, è utile approfondire le conoscenze sui trend di ospedalizzazione post-diagnosi di scompenso ai fini di una corretta pianificazione sanitaria, sia dal punto di vista gestionale che di allocazione di risorse.

Obiettivi e disegno del nuovo studio
Fino ad ora, però, vi era un deficit di studi che avevano riportato i dati relativi alle ospedalizzazioni post-diagnosi di insufficienza cardiaca in pazienti con AR rispetto alla popolazione generale.

Per colmare questo gap, gli autori del nuovo studio hanno messo a confronto la frequenza e i trend di ospedalizzazione per qualsiasi causa dopo diagnosi di scompenso cardiaco in pazienti con o senza AR in un lungo arco temporale (1987-2015), al fine di valutare i fattori di rischio di ricovero ospedaliero.

Facendo riferimento ai dati del Rochester Epidemiology Project, i ricercatori hanno preso in considerazione i dati relativi a pazienti con scompenso cardiaco e AR pregresso.

Lo studio, nello specifico, ha incluso 212 pazienti con AR (età media alla diagnosi di scompenso cardiaco= 78,3±9,8 anni) e 636 pazienti senza AR (età media alla diagnosi di scompenso= 78,6±9,7 anni). I ricercatori hanno “seguito” questi pazienti fino al decesso o alla data del 31 dicembre 2015 e condotto una review retrospettiva delle loro cartelle cliniche, allo scopo di identificare i fattori di rischio di ospedalizzazione in entrambi i gruppi di pazienti.

Risultati principali
Dall’analisi dei dati è emerso un tasso di ospedalizzazione più elevato nei pazienti con AR rispetto a quelli non affetti da questa malattia (dopo diagnosi di scompenso cardiaco) [100,2 ospedalizzazioni/100 persone-anno vs. 86 ospedalizzazioni/100 persone-anno, rispettivamente; RR= 1,17; IC95%=1,08-1,26]. Il trend si è sostanzialmente replicato in base al sesso e ai range di età media dei pazienti.

Il dato più interessante, però, è stato che, nei pazienti con AR, il rischio di ricovero ospedaliero era legato, prevalentemente, a cause non cardiovascolari (RR=1,26; IC95%= 1,14-1,39) piuttosto che a scompenso cardiaco  (RR=0,96; IC95%=0,75-1,2) o ad altre cause CV (RR=0.99; IC95%=0,81-1,2) rispetto ai pazienti non affetti da artrite.

Ciò detto, i ricercatori hanno identificato altri fattori di rischio di ospedalizzazione nei pazienti con AR, quali lo status di fumatore (HR=1,33; IC95%=1,06-1,68), un evento pregresso di infarto del miocardio(HR=1,37; IC95%=1,03-1,82), e un punteggio di comorbilità (Charlson Comorbidity Index) più elevato (HR=1,1; IC95%=1,06-1,14).

Implicazioni dello studio
Pur con alcuni limiti metodologici intrinseci (disegno osservazionale dello studio e mancanza di informazioni sul trattamento con farmaci reumatologici), lo studio  si distingue per essere uno dei primi ad aver riportato dei trend di ospedalizzazione post-diagnosi di scompenso cardiaco in pazienti con AR rispetto alla popolazione generale.

Quanto al dato inatteso dell’impatto minore delle ospedalizzazioni da scompenso rispetto a quelle per cause non CV, i ricercatori hanno ricordato, in primo luogo, come vi sia stato un trend potenziale al miglioramento del tasso di ospedalizzazioni da scompenso dopo il 2010, speculare a quanto osservato nella popolazione generale, ascrivibile all’implementazione delle linee guida congiunte ACC/AHA sulla gestione dello scompenso cardiaco.

In secondo luogo, i risultati di questo studio sono risultati pressochè sovrapponibili a quelli osservati in studi Usa precedenti, condotti nella popolazione generale della contea di Olmsted, dai quali era emerso che le cause non CV  rappresentavano il fattore più importante di ospedalizzazione in pazienti con AR.

Le malattie respiratorie, in particolare, sono state una delle cause principali di ospedalizzazione nella coorte di pazienti con AR, in linea con report precedenti che avevano documentato un effetto determinante delle malattie polmonari sul consumo di risorse economiche sanitarie e sulla mortalità associata all’AR.

Nicola Casella

Bibliografia
Myasoedova E et al. Increased hospitalization rates following heart failure diagnosis in rheumatoid arthritis as compared to the general population. [published online July 15, 2019]. Semin Arthritis Rheum. doi:10.1016/j.semarthrit.2019.07.006
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