Artrite reumatoide, prednisolone aumenta massa totale corporea ma non altera distribuzione grasso corporeo

L'adozione di due regimi terapeutici basati su dosi iniziali elevate di prednisolone, progressivamente decrescenti, si associa ad un incremento della massa totale ossea e della massa grassa nei pazienti con artrite reumatoide (AR) all'esordio. Il ricorso al loro impiego, tuttavia, non comporta una redistribuzione della massa grassa dalla periferia ai tessuti centrale (il vero evento driver dell'innalzamento del rischio CV di questi pazienti. Sono queste le conclusioni di uno studio olandese, di recente pubblicazione sulla rivista Rheumatology.

L'adozione di due regimi terapeutici basati su dosi iniziali elevate di prednisolone, progressivamente decrescenti, si associa ad un incremento della massa totale ossea e della massa grassa nei pazienti con artrite reumatoide (AR) all'esordio. Il ricorso al loro impiego, tuttavia, non comporta una redistribuzione della massa grassa dalla periferia ai tessuti centrale (il vero evento driver dell'innalzamento del rischio CV di questi pazienti.
Sono queste le conclusioni di uno studio olandese, di recente pubblicazione sulla rivista Rheumatology.

Razionale dello studio
Prednisolone è un noto glucocorticoide (GC) utilizzato nel trattamento iniziale dei pazienti affetti da AR, spesso in combinazione con altri DMARD. Accanto ai pregi indiscutibili del trattamento (riduzione dell'infiammazione rapida ed efficace), il ricorso a questo GC può, per contro, indurre un'alterazione del metabolismo calorico del paziente e dar luogo a processi di atrofia muscolare, accumulo e redistribuzione di adipe.

Ciò ha delle ripercussioni, in quanto i pazienti con AR si caratterizzano per la presenza di alterazioni della composizione corporea, che si manifestano essenzialmente con la riduzione del contenuto di massa grassa che (come è noto), si associa, spiegano gli autori nell'introduzione allo studio, con un incremento del rischio di ipertensione, diabete tipo 2 e malattie CV.

Ecco perchè, aggiungono gli autori, nella valutazione dell'effetto dei GC sulla composizione corporea dei pazienti con AR, alcuni parametri, quali la distribuzione del grasso (periferica o centrale) e la distribuzione proporzionale della massa totale dell'organismo in massa grassa, magra e ossea assumono un valore ben più importanti di altri parametri di utilizzo comune quali l'indice di massa corporea (BMI).

Di qui il nuovo studio, che si è proposto di studiare l'effetto di due regimi posologici di prednisolone a dosaggio elevato e progressivamente decrescenti sulla composizione corporea in pazienti con AR all'esordio, dopo 26 settimane di trattamento.

Disegno e risultati principali dello studio
I ricercatori hanno randomizzato 108 pazienti con AR all'esordio in due gruppi. Un gruppo è stato sottoposto al regime di trattamento COBRA, a base di prednisolone, al dosaggio iniziale 60 mg/die, progressivamente ridotto a 7,5 mg/die, in 6 settimane e in combinazione con metotressato e sulfasalazina. L'altro gruppo, invece, è stato sottoposto al regime di trattamento COBRA-LIGHT, sempre a base di prednisolone, al dosaggio iniziale di 30 mg/die, progressivamente ridotto a 7,5 mg/die in 8 settimane e in combinazione con MTX.

La composizione corporea è stata valutata mediante DXA – densitometria a raggi X - sia al basale (prima o subito dopo l'inizio del trattamento) che dopo 26 settimane di trattamento, con la registrazione dei parametri seguenti: massa corporea totale (TBM), massa totale grassa (FM), massa totale magra (LM) e rapporto adipe centrale/periferico.

I ricercatori hanno anche condotto analisi log-ratio per valutare la distribuzione proporzionale di TBM (tra LM, FM e massa ossea) e la FM (a livello del tronco, delle estremità e del capo).

Il sottogruppo di pazienti sottoposti a DXA prima dell'inizio del trattamento (n=38 su 108) è stato analizzato separamente.

I pazienti, presi in toto (n=108), presentavano un punteggio DAS medio pari a 4, un punteggio medio HAQ pari a 1,3 e un punteggio mediano di severità radiologica (punteggio Sharp van der Heijde) pari a 0 al basale.

I 38 pazienti sottoposti a DXA prima dell'inizio del trattamento, invece, presentavano un punteggio medio DAS pari a 3,9, un punteggio medio HAQ pari a 1,3 e un punteggio di severità radiografica pari a 0,3 al basale.

Sintetizzando i risultati principali, è emerso che la maggior parte dei pazienti inclusi nello studio è diventata sovrappeso o francamente obesa dopo 26 settimane di trattamento con prednisolone.

La massa totale corporea e quella grassa totale sono aumentate in modo significativo, in ragione di 1,6 kg (p<0,001) e di 1,3 kg (p<0,001) rispettivamente, nel gruppo sottoposto a DXA prima dell'inizio del trattamento con GC.

Al contrario il rapporto di adipe centrale/periderico e la distribuzione proporzionale di TBM e FM sono rimasti stabili nel tempo, con assenza di differenze tra i gruppi di randomizzazione (COBRA e COBRA-LIGHT).
Trend simili, infine, sono stati ottenuti nella popolazione del trial in toto.

Riassumendo
Pur in presenza di alcuni limiti metodologici dello studio (assenza gruppo placebo, breve durata del follow-up), nel complesso gli autori concordano nel ritenere che “...i risultati suggeriscono come la riduzione rapida dell'infiammazione e l'incremento di attività fisica, documentati in questo studio, siano in grado di controbilanciare gli effetti collaterali negativi del trattamento a breve termine con GC sulla composizione corporea in pazienti con AR all'esordio”.

Nicola Casella

Bibliografia
Konijn NCP, et al "The short-term effects of two high-dose, step-down prednisolone regimens on body composition in early rheumatoid arthritis" Rheumatology 2016: DOI: 10:1093/rheumatology/kew221.
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