Uno studio osservazionale su un gruppo di pazienti finlandesi affetti da artrite reumatoide mostra che in una percentuale significativa di casi, il trattamento con rituximab con un regime al bisogno ha permesso di ritardare la necessità di ritrattamento e la riacutizzazione della malattia. Il lavoro è stato pubblicato di recente sul Journal of Clinical Rheumatology

Per questo studio, gli autori hanno analizzato i dati delle cartelle cliniche di 151 pazienti colpiti da artrite reumatoide che sono stati trattati con rituximab e seguiti per almeno 12 mesi dopo l'inizio del trattamento. La maggior parte di essi stava assumendo contemporaneamente un farmaco antireumatico in grado di modificare la malattia (DMARD), come il metotressatom e la durata mediana della malattia era di 15 anni.

La maggior parte del campione era stata sottoposta a infusioni endovenose di rituximab 1000 mg nei giorni 1 e 15 il ritrattamento è stato effettuato in base alla riacutizzazione della malattia. Un piccolo sottogruppo di 17 pazienti è stato ritrattato con 500 mg di rituximab a distanza di 2 settimane e nella maggior parte dei casi il ritrattamento è stato fatto con 1000 mg.

I ricercatori hanno misurato la risposta clinica valutando la variazione del punteggio dell’indice DAS28, la risposta in base ai criteri EULAR e la percentuale di pazienti che raggiungevano la remissione della malattia o uno stato di bassa attività di malattia (definiti, rispettivamente, come un punteggio del DAS28 inferiore a 2,6 e inferiore a 3,2).

Complessivamente, 128 pazienti hanno fatto due cicli di trattamento, 76 ne hanno fatti tre e 42 quattro, e il tempo mediano di ritrattamento per i primi quattro cicli è andato da 11 mesi a 13 mesi.

Il punteggio mediano del DAS28 al basale era pari a 5,4 ed è sceso a 3,3 dopo il trattamento iniziale e di nuovo a 3,1 dopo la seconda infusione. Il DAS28 mediano basale prima del secondo ciclo di trattamento era pari a 4,6  e pari a 4,24 prima del terzo ciclo di trattamento.

I numeri indicano che il punteggio del DAS28 è diminuito in modo statisticamente significativo dopo il primo e il secondo ciclo di trattamento, con risposte simili nei pazienti che avevano fatto uno o nessun trattamento con un inibitore del fattore di necrosi tumorale (TNF) alfa rispetto a coloro che ne avevano fatti almeno due. Inoltre, riferiscono gli autori, i miglioramenti del punteggio del DAS28 sono risultati significativamente superiori nei pazienti sieropositivi rispetto a quelli sieronegativi.

Sul fronte della sicurezza e tollerabilità, sono stati segnalati 196 eventi avversi, di cui 64 ritenuti collegati a rituximab, e 82 eventi avversi gravi, di cui 12 ritenuti legati a trattamento. Inoltre, sono stati registrati due decessi, uno per un carcinoma polmonare a piccole cellule e uno dovuto a una leucemia acuta.

H, Valleala. Long-Term Real-Life Experience With Rituximab in Adult Finnish Patients With Rheumatoid Arthritis Refractory or With Contraindication to Anti–Tumor Necrosis Factor Drugs. J Clin Rheum. 2014; doi: 10.1097/RHU.0000000000000166.
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