Artrite reumatoide, sospendere i farmaci anti-TNF per ragioni non mediche peggiora gli outcome di malattia

Ortopedia e Reumatologia
I pazienti con un buon controllo dell'artrite reumatoide (AR) grazie ai farmaci anti-TNF, ma che sono costretti a cambiare classe terapeutica o ad interrompere il trattamento per ragioni economiche, vedono peggiorare il controllo della malattia e, paradossalmente, ricorrono in misura maggiore alle strutture sanitarie (con conseguente aggravio dei costi) rispetto ai pazienti che non interrompono il trattamento.

Lo dimostra uno studio presentato nel corso dell'edizione annuale del congresso dell'ACR (American College of Rheumatology).

In condizioni ideali, i pazienti che raggiungono una risposta clinica stabile ad un farmaco anti-TNF proseguono il trattamento per più di dieci anni. Nella realtà USA, tuttavia (ma questo dovrebbe essere di monito anche per la nostra assistenza sanitaria, sempre più minacciata da nuovi tagli), questi possono essere costretti a cambiare farmaco o ad interrompere un trattamento che si è dimostrato efficace per l'AR per mere questioni economiche, come la perdita del lavoro e la perdita dell'assicurazione sanitaria.

Obiettivo dello studio è stato quello di valutare gli outcome clinici nel mondo reale associati con lo switch terapeutico non motivato da ragioni mediche in pazienti USA affetti da AR.

A tal scopo, sono stati raccolti per un anno i dati relativi a 83 pazienti che avevano cambiato terapia o semplicemente interrotto il trattamento con farmaci anti-TNF. Di questi 83 pazienti, il 70% aveva cambiato terapia mentre il 30% aveva interrotto il trattamento.

I dati relativi a questi 83 pazienti sono stati incrociati con quelli relativi a 83 pazienti controllo, visitati nella stessa struttura sanitaria, che continuavano il trattamento con farmaci anti-TNF.

Nel dettaglio, i pazienti che cambiavano terapia o interrompevano il trattamento con farmaci anti-TNF erano in prevalenza Ispanici rispetto al gruppo di controllo (27,7% vs 15,7%: p=0,041). I due gruppi mostravano, in condizioni basali, un'attività di malattia e un utilizzo di risorse sanitarie paragonabile.

Gli outcome primari erano rappresentati dalla risposta clinica (assenza di recidive di malattia), dal controllo di malattia e dall'utilizzo di risorse sanitarie, quantificato in base al numero di giorni di ospedalizzazione e dal numero di visite extraospedaliere o nei reparti di Medicina d'Urgenza.

I risultati ad un anno hanno documentato che, nei pazienti che cambiavano o interrompevano il trattamento con il farmaco anti-TNF utilizzato, la probabilità di essere ben controllati per l'AR era significativamente inferiore rispetto ai pazienti che continuavano il trattamento con il farmaco biologico prescritto (48% vs 84%; OR corretto= 0,15; p<0,001). Inoltre, il 16% dei pazienti che cambiavano o interrompevano il trattamento con il farmaco anti-TNF utilizzato aveva un'AR non controllata a fronte dell'1% di pazienti che continuavano il trattamento con il farmaco biologico.

I ricercatori hanno documentato che i pazienti che cambiavano o interrompevano il trattamento con il farmaco anti-TNF prescritto mostravano una risposta clinica inferiore rispetto a quelli che continuavano il trattamento. Dopo un anno di follow-up, la risposta clinica è stata raggiunta dal 51% dei pazienti che cambiavano o interrompevano il trattamento rispetto al 77% di quelli che continuavano il trattamento con il farmaco anti-TNF.

La probabilità, corretta per fattori confondenti, di sperimentare uno o più episodi di recidivazione di malattia nei pazienti che cambiavano o interrompevano il trattamento con un farmaco anti-TNF rispetto a quelli che continuavano il trattamento con il farmaco biologico prescritto è stata pari a 3,63 (p<0,001).

I pazienti che cambiavano o interrompevano il trattamento con il farmaco anti-TNF hanno sperimentato un maggiore utilizzo di risorse sanitarie. In particolare, è stato osservato che il 13,3% di questi pazienti è stato sottoposto a visite d'urgenza rispetto al 4,8% dei pazienti che non interrompevano il trattamento con il farmaco biologico prescritto. La probabilità di essere sottoposti ad almeno una visita in un reparto di Medicina d'Urgenza è risultata più elevata nei pazienti che cambiavano o interrompevano il trattamento con il farmaco anti-TNF rispetto agli altri (OR corretto= 9,85; p=0,008).
Inoltre, i pazienti del primo gruppo mostravano un rischio maggiore di recidive indipendentemente dal livello di severità di malattia.

In conclusione in questo studio di pazienti con AR condotto nel mondo reale, la sospensione del trattamento con un farmaco anti-TNF per ragioni non mediche si associa ad un peggioramento significativo degli outcome clinici e ad un incremento del consumo di risorse sanitarie.
Nel commentare i risultati, gli autori dello studio hanno affermato di voler condurre ulteriori analisi sul campione di pazienti allo scopo di determinare se i pazienti che cambiano terapia mostrano outcome differenti rispetto a quelli che sospendono sic et simpliciter il trattamento con il farmaco anti-TNF prescritto.

NC

Bibliografia
Wolf DC, et al "Outcomes associated with non-medical switching/discontinuation of anti-TNF inhibitors among patients with rheumatoid arthritis" ACR 2015; Abstract 555.
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