Artrite reumatoide: tofacitinib efficace e sicuro, dati a 2 anni

Uno studio pubblicato recentemente su Arthritis & Rheumatology ha dimostrato l'efficacia e la sicurezza di tofacitinib (associato a MTX) in pazienti affetti da artrite reumatoide (AR) fino a due anni dall'inizio del trattamento, suffragandone l'impiego nel lungo termine.

Uno studio pubblicato recentemente su Arthritis & Rheumatology ha dimostrato l’efficacia e la sicurezza di tofacitinib (associato a MTX) in pazienti affetti da artrite reumatoide (AR) fino a due anni dall’inizio del trattamento, suffragandone l’impiego nel lungo termine.

Tofacitinib è un noto inibitore orale di Jak chinasi per il trattamento dell’AR. Capostipite internazionale della classe degli inibitori delle Janus chinasi, già autorizzato da tempo in più di 80 Paesi nel mondo e ampiamente impiegato dal 2013 al 2017 per più di 100.000 pazienti nella pratica clinica internazionale. è dalla fine dello scorso anno rimborsato in Italia per il trattamento dell'AR.

I dati appena pubblicati si riferiscono allo studio ORAL Scan, di fase 3, della durata di 24 mesi, controllato vs. placebo, che ha valutato l’efficacia del farmaco, compresa la progressione strutturale, nonché la safety, in pazienti con AR attiva e risposta inadeguata a MTX.

Disegno dello studio
I pazienti erano stati randomizzati, secondo uno schema 1:1:1:1, ad uno dei 4 schemi di trattamento seguenti: 1) 5 mg tofacitinib bis die; 2) 10 mg tofacitinib bis die; 3) placebo e poi switch terapeutico a 5 mg tofacitinib bis die; 4) placebo e poi swithc terapeutico a 10 mg tofacitinib bis die.

Prima della procedura di randomizzazione ad uno dei 4 schemi terapeutici sopra indicati, tutti i pazienti erano già in trattamento continuo con MTX da almeno 4 mesi e con dose stabilizzata da almeno 6 settimane. Nel corso del trial, indipendentemente dal trattamento assegnato dalla randomizzazione, tutti i pazienti hanno continuato ad assumere MTX alla dose stabilizzata (almeno non inferiore a 25 mg/settimana).

Nelle sequenze temporali di trattamento con placebo, sono stati sottoposti a switch terapeutico a tofacitinib dopo 3 mesi i pazienti non responder – ovvero quelli che non avevano sperimentato un miglioramento superiore al 20% della conta di articolazioni tumefatte e dolenti.

I pazienti rimanenti a trattamento placebo a 3 mesi sono passati, successivamente, a trattamento con tofacitinib a 6 mesi.

Lo studio ha valutato i seguenti parametri clinici di efficacia: risposta ACR20/50/70; la variazione rispetto al basale del punteggio DAS28-ESR; la remissione di malattia - definita da un punteggio DAS28<2,6, un punteggio CDAI ≤2,8, un punteggio SDAI≤3,3, e in base ai criteri Booleani di remissione; la ridotta attività di malattia (LDA) – definita da un punteggio DAS28-ESR ≤3,2, un punteggio CDAI≤10, o un punteggio SDAI ≤11.

I ricercatori hanno monitorato anche le variazioni medie, rispetto al basale, del punteggio HAQ-DI relativo alla disabilità (a 3 mesi e a 12 mesi dall’inizio dello studio), nonché la progressione strutturale radiografica di malattia, espressa come variazione, rispetto al basale, del punteggio radiografico mTSS.

Risultati principali
Dei 797 pazienti inizialmente selezionati per l’inclusione nello studio, 539 (pari al 67,6%) hanno completato 24 mesi di trattamento.

Dai risultati è emerso che le risposte ACR20/50/70, le proporzioni di pazienti che hanno soddisfatto il raggiungimento della condizione di remissione di malattia o di LDA, e i miglioramenti documentati relativamente al punteggio DAS28-ESR, osservati a 12 mesi, si sono mantenuti a 2 anni.

Nello specifico, il 41% e il 49% dei pazienti trattati con tofacitinib 5 e 10 mg bis die, rispettivamente, hanno raggiunto la LDA a 24 mesi, definita da un punteggio CDAI≤10 e da un punteggio SDAI≤11 a 24 mesi. Inoltre, la LDA definita da un punteggio DAS28-ESR ≤ 3,2, nel 23% e nel 30% dei casi, rispettivamente.

Questi dati, dunque, mostrano una differenza nella proporzione di pazienti con LDA valutata con i 2 metodi sopra indicati. A questo riguardo, i ricercatori hanno avanzato l’ipotesi che le differenze osservate possano essere dovute al differente peso attribuito alle componenti individuali negli indici di valutazione – ad esempio un maggior peso della valutazione generale fatta dal medico (PGA) attribuito negli indici CDAI e SDAI rispetto al punteggio DAS28-ESR.

Ciò premesso, per ciascuno dei due gruppi in trattamento attivo è stata documentata una risposta LDA duratura (nessun paziente appartenente a questi gruppo ha sperimentanto più di un episodio di recidiva dopo 6 mesi.

Inoltre, tra 12 e 24 mesi, la quasi totalità dei pazienti in trattamento attivo non è andata incontro a progressione  del danno strutturale (mTSS ≤0.5), con variazioni minime dal basale sia per i punteggi mTSS che per quelli di erosione.

Da ultimo, il miglioramento del punteggio HAQ-DI di disabilità dal basale a 12 mesi è stato riconfermato anche a 2 anni, indipendentemente dal dosaggio di tofacitinib utilizzato.

Safety
Il profilo di sicurezza e di tollerabilità di tofacitinib fino a 24 mesi è risultato consistente con i dati ottenuti a 12 mesi e in altri trial di fase 3 relativi all’impiego del farmaco. Il tasso d’incidenza di infezioni serie a 24 mesi è risultato sostanzialmente sovrapponibile a quello documentato a 12 mesi, e indipendente dal dosaggio di tofacitinib utilizzato.

Focalizzando l’attenzione sulla tipologia di eventi avversi (AE) osservati e sulla loro frequenza, è emersa una sostanziale indipendenza dalla dose di tofacitinib utilizzata. Anche i tassi di abbandono del trattamento sono risultati sovrapponibili (e non superiori, ma simili, a quelli osservati nei gruppi placebo). L’AE di più frequente riscontro era costituito dalle polmoniti (2,2%) nel gruppo trattato con tofacitinib 5 mg e dall’herpes zoster e dalle infezioni a carico del tratto urinario (1,3% in entrambi i casi) per il gruppo trattato con tofacitinib 10 mg.

Riassumendo
In conclusione, i dati del trial ORAL-Scan a 24 mesi suffragano l’efficacia di tofacitinib nel trattamento dell’AR, in concomitanza con il trattamento con MTX. Il profilo di safety, inoltre, è risultato sostanzialmente sovrapponibile con i dati esistenti, provenienti da altri trial clinici randomizzati sull’impiego di tofacitinib.

NC

Bibliografia
van der Heijde D et al. Tofacitinib in combination with methotrexate in patients with rheumatoid arthritis: clinical efficacy, radiographic and safety outcomes from the 24-month phase 3 ORAL scan study [published online January 22, 2019]. Arthritis Rheumatol. doi:10.1002/art.40803
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