Una nuova formulazione auto-iniettabile di metotressato (MTX), somministrata in pazienti affetti da artrite reumatoide (AR),  potrebbe essere in grado di aumentare la biodisponibilità del farmaco a vantaggio dei pazienti che hanno problemi di tollerabilità o che non rispondono adeguatamente al trattamento. Lo dimostra uno studio presentato al Congresso annuale dell’American College of Rheumatology (ACR), in corso a San Diego. Lo studio ha anche confermato osservazioni precedenti di letteratura secondo le quali concentrazioni sistemiche più elevate di MTX non sono associate ad un incremento del tasso di incidenza di AEs.

La somministrazione orale di MTX rimane un caposaldo della terapia dell’AR. Tuttavia, le difficoltà di assorbimento possono compromettere la biodisponibilità del farmaco mentre le tossicità a carico del sistema gastrointestinale possono limitare il dosaggio, anche se l’impiego di dosi più elevate di MTX potrebbe risultare più efficace.
Per aggirare i problemi legati alla biodisponibilità e alla intolleranza al trattamento, sono state sviluppate formulazioni parenterali del farmaco, più utilizzate nel nostro continente piuttosto che negli USA.

La presenza di dati in letteratura a favore del trattamento iniettivo con MTX in alcuni pazienti con AR con risposta insoddisfacente al trattamento orale, ha sollecitato il disegno di questo nuovo studio, che ha voluto comparare l’efficacia (in termini di biodisponibilità) e la sicurezza (incidenza di AEs) di un sistema auto iniettivo a dosi fisse rispetto al trattamento orale nel set di pazienti sopra menzionato.
A tal scopo, 49 soggetti adulti con AR, già in trattamento con MTX da più di 3 mesi, sono stati trattati con MTX ai dosaggi di 10, 15, 20 o 25 mg di MTX, in base alla posologia corrente e al controllo della malattia, previa randomizzazione al regime di somministrazione orale o a quello autoiniettivo all’addome o alla coscia. I pazienti reclutati in questo studio avevano un’età media di 61 anni e presentavano valori medi in BMI e di durata di malattia pari, rispettivamente, a 30,7 kg/m2  e 13 anni. Due pazienti su tre, inoltre, erano di sesso femminile.


L’analisi farmacocinetica delle formulazioni orale e sottocutanea ha mostrato che la biodisponibilità di quest’ultima era superiore a quella orale a tutti i dosaggi testati.
Mentre la somministrazione di MTX orale dava luogo ad un plateau alla dose di 15 mg, quella sottocutanea, al contrario, continuava a salire, con livelli di biodisponibilità relativa rispetto al farmaco orale pari al 121%, al 114%, al 131% e al 141% per le dosi, rispettivamente, di 10, 15, 20 e 25 mg.

I dati relativi alla sicurezza hanno mostrato come l’incidenza di AEs fosse transitoria e non richiedesse intervento alcuno. In particolare, nel gruppo trattato con la formulazione orale del farmaco, la nausea è risultata essere l’AE di più frequente riscontro. Tra i pazienti sottoposti a trattamento sottocutaneo, invece, sono stati riportati solo due casi di reazioni al sito di iniezione di grado 1.
Lo studio ha documentato anche il verificarsi di due AEs seri, tra i quali un decesso per infarto del miocardio in un uomo di 79 anni con storia pregressa di malattia cardiaca e un caso di sindrome sinusoidale (dopo completamento dello studio) in un uomo di 72 anni con storia pregressa di coronaropatia.

Nel complesso, dunque le 2 formulazioni di MTX (orale e sottocutanea) si sono dimostrate sicure e ben tollerate.

Il dispositivo auto iniettivo impiegato nello studio, prodotto da Antares Pharma, è stato approvato recentemente per l’impiego dalla FDA.

Schiff MH et al. Abstract 796: Drug Exposure Limitations of Oral Methotrexate (MTX) At Doses>15mgs May be Overcome By Using a SubcutaneousMTXAuto-Injector in Patients With Rheumatoid Arthritis (RA). Presented at: the 2013 American College of Rheumatology Annual Meeting; Oct. 26-30, San Diego.