Artrite reumatoide, upadacitinib supera adalimumab. Studio su Arthritis and Rheumatology

Pubblicati su rivista Arthritis and Rheumatology i risultati dello studio clinico registrativo di Fase 3 SELECT-COMPARE. Lo studio ha valutato upadacitinib rispetto a placebo e ad adalimumab, in 651 pazienti affetti da artrite reumatoide in fase attiva di grado da moderato a grave che avevano avuto una risposta inadeguata al metotressato (MTX) e che rimanevano in trattamento di fondo con MTX a dose stabile.

Pubblicati su rivista Arthritis and Rheumatology i risultati dello studio clinico registrativo di Fase 3 SELECT-COMPARE. Lo studio ha valutato upadacitinib rispetto a placebo e ad adalimumab, in 651 pazienti affetti da artrite reumatoide in fase attiva di grado da moderato a grave che avevano avuto una risposta inadeguata al metotressato (MTX) e che rimanevano in trattamento di fondo con MTX a dose stabile.

Si tratta di uno dei sei studi del programma SELECT che arruoleranno complessivamente 4.900 pazienti con artrite reumatoide.

Efficacia del farmaco
I risultati hanno dimostrato che a 12 settimane i pazienti che hanno ricevuto upadacitinib (15 mg) una volta al giorno hanno raggiunto gli endpoint primari con tassi significativamente più elevati di risposta ACR20 e di remissione clinica (definita in base al punteggio DAS28-PCR <2,6 [Disease Activity Score 28 C-Reactive Protein]) rispetto ai pazienti trattati con placebo.

I pazienti del braccio upadacitinib hanno anche migliorato significativamente la qualità della vita, la fatica e la durata della rigidità mattutina dal basale alla settimana 12 rispetto a quelli del placebo o delle braccia adalimumab. La progressione radiografica - misurata dal punteggio medio mTSS alla settimana 26 - è stata significativamente ridotta tra i partecipanti trattati con upadacitinib contro placebo, ma non contro adalimumab.

Sono stati raggiunti anche tutti gli endpoint secondari chiave, compresi tassi significativamente più elevati di risposta ACR50, in pazienti che hanno ricevuto upadacitinib contro placebo o adalimumab [n=327] in combinazione con metotrexate alla settimana 12 [p≤0,001].

 I pazienti trattati con upadacitinib hanno mostrato miglioramenti significativi rispetto ai pazienti che hanno ricevuto adalimumab nella riduzione del dolore [-32]  contro -25.6, p=≤0,001], misurata con la scala visiva analogica (VAS), e miglioramenti nella funzione fisica [0.60 contro -0.49, p≤0,01], misurata con l'indice di disabilità del questionario di valutazione della salute (HAQ-DI), alla settimana 12.

L’artrite reumatoide è una malattia cronica e debilitante che, secondo le stime, interessa 23,7 milioni di persone in tutto il mondo. Le attuali raccomandazioni di trattamento sottolineano l’importanza di stabilire come target terapeutico la remissione clinica e la bassa attività di malattia; ciononostante, molti pazienti che convivono con la malattia non ottengono tali risultati.

Il raggiungimento della remissione clinica permette ai pazienti di tornare a vivere una vita normale e di ridurre la probabilità di danno articolare grave.

Sicurezza del farmaco
Fleischmann e il team di ricercatori affermano che il profilo di sicurezza di upadacitinib in SELECT COMPARE "era generalmente paragonabile a quello di adalimumab," ma i tassi di herpes zoster, creatinina fosfochinasi e linfopenia erano più alti con l'inibitore di JAK1. Il profilo di sicurezza del nuovo farmaco è risultato sovrapponibile a quello dei precedenti studi di Fase 3.

Gli eventi avversi si sono verificati nel 64,2% dei pazienti con upadacitinib, nel 53,2% di quelli con placebo e nel 60,2% di quelli del gruppo adalimumab. Un totale di 0,8%, 0,5% e 0,3% dei pazienti, rispettivamente, hanno contratto un'infezione da herpes zoster, e i corrispondenti livelli medi di creatinina fosfochinasi e linfociti sono stati 83.92, 0.87, 24.17 U/L e 0.06, 0.02 e 0.34 x 109/L.

"Complessivamente, upadacitinib 15mg ha dimostrato un profilo favorevole di rischio/beneficio per il trattamento della RA", scrivono gli autori dello studio.

Aspetti regolatori
Upadacitinib è un farmaco orale in fase di sperimentazione clinica che non è ancora stato approvato da alcuna autorità regolatoria. L’approvazione in Usa è attesa per il terzo trimestre del 2019, in Europa il via libera arriverà il prossimo anno. La domanda di registrazione in Usa è stata depositata il 20 dicembre del 2018 e nel mese di febbraio, l’agenzia americana ha accettato di esaminare il dossier del farmaco con la procedura accelerata (priority review).

Il parere dell’esperto
“Nel corso degli ultimi due decenni sono stati ottenuti progressi importanti nel trattamento dell’artrite reumatoide e la remissione clinica è diventata possibile per un maggior numero di persone che convivono con questa patologia,” ha affermato il Prof. Luigi Sinigaglia,  Presidente Nazionale della Società Italiana di Reumatologia. “I risultati positivi dello studio SELECT-COMPARE sono estremamente incoraggianti, poiché dimostrano un impatto significativo sia sui segni e sintomi di malattia che sulla progressione radiografica rispetto a placebo, oltre a evidenziare superiorità in termini di risposta ACR, dolore ed HAQ verso adalimumab, insieme a miglioramenti significativi in parametri importanti quali la remissione e la bassa attività di malattia.”

Informazioni relative ad upadacitinib
Scoperto e sviluppato da AbbVie, upadacitinib, molecola ad uso orale è un inibitore selettivo sperimentale della proteina  JAK-1 che è stato studiato nel trattamento dell’artrite reumatoide in fase attiva di grado da moderato a severo e altre malattie immunomediate. Sono attualmente in fase di svolgimento studi di Fase 3 con upadacitinib per il trattamento dell’artrite psoriasica, malattia di Crohn, dermatite atopica e colite ulcerosa; upadacitinib è inoltre oggetto di studio per il trattamento della spondilite anchilosante e dell’arterite a cellule giganti.