Artriti associate a cristalli, bene anakinra in pazienti ospedalizzati

L'impiego dell'antagonista del recettore di IL-anakinra, è sicuro ed efficace in pazienti ospedalizzati con artriti associate a cristalli, compresi quelli con infezioni concomitanti, pazienti trapiantati ed individui recentemente sottoposti ad interventi chirurgici. Questo il risultato di un ampio studio osservazionale retrospettivo, recentemente pubblicato su The Journal of Rheumatology, che sembra suffragarne l'impiego in ambito ospedaliero.

L’impiego dell’antagonista del recettore di IL-anakinra, è sicuro ed efficace in pazienti ospedalizzati con artriti associate a cristalli, compresi quelli con infezioni concomitanti, pazienti trapiantati ed individui recentemente sottoposti ad interventi chirurgici.

Questo il risultato di un ampio studio osservazionale retrospettivo, recentemente pubblicato su The Journal of Rheumatology, che sembra suffragarne l’impiego in ambito ospedaliero.

Le artriti associate a cristalli: caratteristiche e opzioni attuali di trattamento
Sia la gotta che le artriti associate a cristalli si caratterizzano per il manifestarsi di attacchi artritici acuti. La gestione di entrambe le condizioni cliniche sopra citate è praticamente sovrapponibile e, stando alle linee guida ACR, ricordati dagli autori dello studio, si basa sulla somministrazione in prima battuta di FANS e di colchicina. Nelle recidive monoarticolari, si può ricorrere ad un’iniezione intra-articolare di glucocorticoidi, mentre in quelle poliarticolari si possono usare gli steroidi orali in presenza di controndicazioni ai FANS e alla colchicina, come in quelli con nefropatia cronica o allo stadio finale, o nell’anziano.

I dati disponibili, tuttavia invitano alla cautela nell’impiego di GC in pazienti con insufficienza cardiaca refrattaria o allo stadio finale, come pure in presenza di diabete scarsamente controllato.

Razionale d’impiego di anakinra e obiettivi dello studio
E’ proprio nei pazienti nei quali l’invito alla cautela nell’impiego di GC è d’obbligo che si può prendere in considerazione l’utilizzo di anakinra.

Anakinra è un antagonista del recettore dell'interleuchina-1 (IL-1) che inibisce gli effetti pro-infiammatori della citochina. E' indicato  in  pazienti adulti  per il trattamento dei segni e dei sintomi dell’artrite reumatoide (AR)  in associazione con metotrexato  con risposta inadeguata al solo metotrexato.

Il principale meccanismo di infiammazione indotta da cristalli di acido urico nella gotta è rappresentato dalla produzione di interleukina 1β (IL-1β) previa attivazione dell’inflammasoma of t NLRP3. Ciò, quindi, rafforza il razionale dell’individuare nella IL-1β un bersaglio terapeutico anche nei pazienti con artrite associate a cristalli.

“Alcuni studi osservazionali – ricordano i ricercatori nell’introduzione al lavoro – hanno documentato la capacità del farmaco di agire rapidamente contro il dolore e le tumefazioni negli attacchi acuti di gotta. Più limitati, fino ad ora, sono i dati sulle artriti associate a cristalli, anche se, anche in questo caso, è emerso un vantaggio derivante dall’impiego del farmaco sia negli episodi acuti che come terapia di mantenimento”.

L’obiettivo di questo studio osservazionale e retrospettivo monocentrico, pertanto, è stato quello di colmare il gap al riguardo, valutando efficacia e sicurezza di anakinra in pazienti con acuzie di gotta e artrite associata a cristalli.

Disegno dello studio e risultati principali
I ricercatori hanno preso in esame pazienti adulti trattati con anakinra dal 2014 al 2017 in un centro specialistico Usa. La valutazione retrospettiva di questi pazienti è stata resa possibile attraverso una rassegna delle loro cartelle cliniche, contenenti dati demografici, di laboratorio, relativi alla presenza di comorbilità, al coinvolgimento articolare e al dolore percepito, nonché dati sui trattamenti pregressi, la presenza concomitante di infezioni, e sulla posologia e la risposta al trattamento con anakinra.

Da questo lavoro di rassegna delle cartelle cliniche sono stati estrapolati i dati relativi a 100 pazienti, che avevano sperimentato 115 episodi separati di artrite. Questi avevano un’età media di 60 anni ed erano, in maggioranza, di sesso maschile (82% sul totale). Tra le comorbilità segnalate vi erano la nefropatia cronica o allo stadio finale (45%), l’insufficienza cardiaca (43%), il diabete mellito (27%), l’impiego cronico di anticoagulanti (22%) e una storia di trapianto cardiaco necessitante di farmaci immunosoppressori anti-rigetto (14%).

Nel complesso, il 58% dei partecipanti allo studio aveva riferito un numero di comorbilità superiori a 2. Il protocollo prevedeva che gli interventi chirurgici e le infezioni fossero considerati concomitanti se occorsi durante il periodo di ospedalizzazione e entro un mese dalla somministrazione di anakinra.

Su questi presupposti, sono state documentate infezioni concomitanti in 34 episodi di artrite e interventi chirurgici recenti in 29 episodi.

La decisione di utilizzare anakinra si è basata sul riscontro di comorbilità nell’84% degli episodi di artrite, in ragione dell’insuccesso terapeutico con gli altri trattamenti nel 48% dei casi.

La durata media di un episodio di artrite prima della somministrazione di anakinra era pari a 4,8 giorni.

Nel complesso, i ricercatori hanno documentato una risposta completa o parziale al trattamento con anakinra, in concomitanza con 84 episodi di artrite, entro 4 giorni dall’inizio del trattamento, mentre 66 episodi di artrite hanno trovato risposta (completa o parziale) entro un giorno dalla somministrazione dell’antagonista recettoriale di IL-1.

Inoltre, il trattamento è risultato ben tollerato: in due pazienti è stata documentata leucopenia (in un caso di nuova insorgenza, nell’altro da peggioramento di una condizione già pre-esistente al trattamento).

Riassumendo
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno sottolineato come “…lo studio in questione sia il più ampio tra quelli di natura osservazionale finora condotti sull’impiego di anakinra in pazienti ospedalizzati per il trattamento acuto delle artriti associate a cristalli”.

I risultati hanno documentato una risposta rapida al trattamento con anakinra, con un miglioramento significativo (in alcuni casi associato a risoluzione completa) di 3 episodi di artrite su 4.

Lo studio, inoltre, suffraga l’impiego di questo farmaco biologico in pazienti artritici con infezioni concomitanti, come pure in quelli trapiantati o appena sottoposti ad intervento chirurgico.

Nicola Casella

Bibliografia
Liew JW et al. Use of anakinra in hospitalized patients with crystal-associated arthritis [published online January 15, 2019]. J Rheumatol. doi:10.3899/jrheum.181018
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