Artriti, calprotectina utile marker predittivo di risposta agli anti-TNF

I livelli sierici basali di calprotectina sono in grado di predire il rischio di recidive di artrite reumatoide (AR) o di artrite psoriasica (PsA) in pazienti in terapia con farmaci anti-TNF. Queste le conclusioni di uno studio recentemente pubblicato su Arthritis Research & Therapy che potrebbero avere interessanti implicazioni in termini di ottimizzazione della terapia in questi pazienti.

I livelli sierici basali di calprotectina sono in grado di predire il rischio di recidive di artrite reumatoide (AR) o di artrite psoriasica (PsA) in pazienti in terapia con farmaci anti-TNF.

Queste le conclusioni di uno studio recentemente pubblicato su Arthritis Research & Therapy che potrebbero avere interessanti implicazioni in termini di ottimizzazione della terapia in questi pazienti.

Razionale e obiettivi dello studio
La calprotectina è un marker biologico acclarato di attività di malattia nell’AR e nella PsA e predice il rischio di recidive di artrite idiopatica giovanile.

E’ peraltro noto che livelli sierici a valle più elevati di farmaco sono associati ad una buona risposta alla terapia in pazienti trattati con inibitori di TNF-alfa.

Da ultimo, la sinovite documentata mediante ecografia Power Doppler rappresenta un utile predittore di recidiva e di progressione del danno strutturale in pazienti in remissione clinica.

L’obiettivo di questo studio, pertanto, è stato quello di mettere a confronto questi tool già noti in letteratura, analizzando l’accuratezza dei livelli sierici di calprotectina, di quelli sierici “a valle” dei farmaci impiegati e dell’attività Power Doppler (PD) come predittori di recidiva nei pazienti con AR e PsA in remissione o con ridotta attività di malattia (LDA), in terapia con farmaci anti-TNF.

Disegno dello studio e risultati principali
Lo studio ha incluso 47 pazienti con AR e 56 pazienti con PsA, in terapia con farmaci anti-TNF, in remissione di malattia o con LDA (DAS28<3,2).

Si è fatto impiego di analisi delle curve ROC per valutare il potenziale predittivo della calprotectina, dei livelli sierici “a valle” dei farmaci anti-TNF impiegati e del PD, mentre i modelli di regressione di Cox sono serviti a determinare le associazioni esistenti tra i fattori summenzionati al basale e l’insorgenza di recidive.

In totale, 95 pazienti hanno completato un anno di follow-up previsto dal protocollo di studio. Di questi, 12 sono andati incontro a recidiva di malattia.

Dalle analisi successive, è emerso che questi partecipanti allo studio mostravano livelli di calprotectina più elevati, livelli sierici “a valle” inferiori di farmaci anti-TNF e maggiore attività PD rispetto a quelli non andati incontro a recidiva.

Dopo analisi delle curve ROC, i ricercatori hanno documentato la capacità della calprotectina di predire in modo inequivocabile l’insorgenza di recidive di malattia (area sotto la curva – AUC= 1).
La capacità predittiva dei livelli sierici “a valle” di farmaco anti-TNF e di attività PD è risultata, invece, inferiore all’analisi delle curve ROC rispettive (AUC=0,790 e AUC=0,877).

I modelli di regressione univariata di Cox hanno mostrato che sia il tempo alla remissione-LDA (hazard ratio (HR) = 1,17, p< 0,001),  che i livelli  sierici di calprotectina (HR = 2.38, p< 0,001) e di farmaco anti-TNF “a valle” (HR = 0,47, p= 0,018), che l’attività PD (HR = 1,31, p< 0,001) erano associati in modo significativo alle recidive di malattia.

All’analisi multivariata, però, è emerso che solo i livelli basali di calprotectina erano in grado di predire, in modo indipendente, l’insorgenza di recidive (HR = 2,41, p= 0,002).

Da ultimo, i ricercatori hanno dimostrato che solo il punteggio DAS28-ESR di attività di malattia correlava con le variazioni longitudinali di concentrazioni sieriche “a valle” di farmaco anti-TNF.

Implicazioni e limiti dello studio
I risultati di questo lavoro hanno dimostrato che, nonostante sia il tempo alla remissione/LDA, che i livelli sierici di calprotectina che quelli di farmaco anti-TNF “a valle”, nonché l’attività PD, siano tutti associati in modo statisticamente significativo con le recidive di malattia, solo i livelli sierici al basale di calprotectina sono in grado di predire, in modo indipendente, questo outcome.

Una predizione più accurata delle recidive di malattia potrebbe, dunque, avere effetti benefici in termini di ottimizzazione, anche economica, delle risorse terapeutiche disponibili.

A questo riguardo, i ricercatori hanno ricordato come “…sia i livelli di calprotectina che quelli “a valle” dei farmaci anti-TNF impiegati siano stati già inclusi nel monitoraggio della risposta terapeutica in pazienti affetti da malattia infiammatoria intestinale, mentre nell’AR sono stati proposti alcuni algoritmi decisionali che ne prevedono l’inclusione”.


“Il campione relativamente limitato di pazienti e la bassa percentuale di pazienti recidivanti (12,6%) potrebbe rappresentare un limite intrinseco dello studio – ammettono i ricercatori nella discussione del lavoro -. Ad ogni modo, pur con questo limite, si è stati in grado di individuare differenze statisticamente significative tra pazienti recidivanti e non recidivanti, il che rappresenta un punto di forza del lavoro”.

I ricercatori hanno anche sottolineato l’impiego del punteggio DAS28 anche in pazienti con PsA in quanto “..alcuni studi suffragano l’impiego di DAS28 anche in questi pazienti in terapia con farmaci biologici”.


Nicola Casella

Bibliografia
Inciarte-Mundo J et al. Calprotectin strongly and independently predicts relapse in rheumatoid arthritis and polyarticular psoriatic arthritis patients treated with tumor necrosis factor inhibitors: a 1-year prospective cohort study [published online December 13, 2018]. Arthritis Res Ther. doi:10.1186/s13075-018-1764-z
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