Artrosi erosiva della mano, metotressato riduce progressione danno articolare e potrebbe facilitare rimodellamento osseo #ACR2019

Il trattamento con metotressato di pazienti affetti da artrosi erosiva della mano, pur non dimostrando superiore efficacia rispetto al placebo nell'alleviare il dolore e migliorare la funzione fisica a 3 e a 12 mesi, in grado di ridurre in modo significativo la progressione del dolore articolare e sembra facilitare i processi di rimodellamento osseo di questi pazienti. Queste le conclusioni di uno studio presentato nel corso del congresso annuale dell'American College of Rheumatology, che suggerisce un possibile impiego del farmaco in pazienti con infiammazione sistemica e locale iniziali (in quanto predittori di progressione erosiva di malattia artrosica).

Il trattamento con metotressato di pazienti affetti da artrosi erosiva della mano, pur non dimostrando superiore efficacia rispetto al placebo nell’alleviare il dolore e migliorare la funzione fisica a 3 e a 12 mesi, è in grado di ridurre in modo significativo la progressione del dolore articolare e sembra facilitare i processi di rimodellamento osseo di questi pazienti.

Sono queste le conclusioni di uno studio presentato nel corso del congresso annuale dell’American College of Rheumatology, che suggerisce un possibile impiego del farmaco in pazienti con infiammazione sistemica e locale iniziali (in quanto predittori di progressione erosiva di malattia artrosica).

Perché valutare l’efficacia di MTX nell’artrosi erosiva della mano
L’osteoartrosi (OA) della mano è una patologia articolare di frequente riscontro, che colpisce, prevalentemente, soggetti di mezza età ed anziani. E’ una malattia dell’articolazione in toto, che coinvolge la cartilagine, i legamenti e il tessuto osseo: si caratterizza, infatti, per la presenza di rotture della cartilagine, variazioni ossee, deterioramento di tendini e legamenti, nonché per il riscontro di vari livelli di infiammazione della sinovia.

Il trattamento di questa condizione dipende dalla sintomatologia e dalla severità di malattia, come pure dal diverso impatto che esercita sulle attività funzionali dei pazienti.
Il trattamento è essenzialmente sintomatico, basandosi, prevalentemente, sull’impiego di FANS.

Fino ad oggi, invece, non esistevano dati sull’efficacia di trattamenti in grado di arrestare il danno articolare associato a questa forma artrosica della mano.

L’esistenza di dati suffraganti l’ipotesi di un coinvolgimento, nell’OA della mano, di cascate di citochine infiammatorie note per indurre degradazione della cartilagine e riassorbimento osseo, come pure di osservazioni suggestive di segni e sintomi di malattia più simili all’artrite reumatoide o a quella psoriasica, a differenza dell’artrosi classicamente intesa, hanno indotto i ricercatori a valutare l’efficacia in questa condizione di un DMARDcs, il metotressato. Il farmaco è noto per alterare il decorso di alcune condizioni artritiche ad eziologia autoimmune (AR in primis), intervenendo sulla iperreattività del sistema immunitario, tipica di queste condizioni.

La mancanza di studi sistematici sull’impiego di MTX nell’artrosi della mano ha sollecitato la messa a punto del nuovo studio, prospettico, monocentrico, randomizzato e controllato in doppio cieco vs. placebo, della durata di un anno, che ha esaminato l’effetto del farmaco sia sul dolore che sulla progressione strutturale di malattia in pazienti con OA erosiva della mano.

A tal scopo, sono stati reclutati 64 pazienti affetti dalla malattia e randomizzati al trattamento settimanale con 10 mg di MTX o a placebo.
L’endpoint primario dello studio era rappresentato dalla valutazione del dolore a 3 mesi. Tra gli endpoint secondari valutati, invece, vi erano la valutazione di alcune caratteristiche cliniche (dolore misurato su scala VAS), radiografiche e di risonanza magnetica a 12 mesi.

I risultati
A tre mesi dall’inizio dello studio non sono state documentate differenze significative nella evoluzione del punteggio VAS “dolore” tra i 2 gruppi: il punteggio, infatti, è passato a 17,5 (da 28,4) nel gruppo MTX, e a 8,4 (da 25,2) nel gruppo placebo (p=0,2).

Le articolazioni soggette ad erosione, invece, sono migliorate in modo più significativo verso una fase di rimodellamento nei pazienti trattati con MTX rispetto a quelli del gruppo placebo (27% vs. 15%; p=0,03).

E’ stato anche osservato che le articolazioni con perdita dello spazio articolare erano meno soggette ad erosione nei pazienti trattati con il DMARDcs rispetto a quelle dell’altro gruppo (8% vs. 29%; p=0,2).

Da ultimo, l’analisi delle immagini a risonanza magnetica ha dimostrato che sia IL-6 che la presenza di sinovite erano fattori predittivi di evoluzione strutturale erosiva di articolazioni non erosive.

Riassumendo
Dai risultati è emerso che, mentre MTX non è più efficace del placebo nel migliorare il dolore e l’evoluzione funzionale a 3 e a 12 mesi in pazienti con artrosi erosiva della mano, il suo impiego è stato in grado, al contrario, di ridurre in modo statisticamente significativo la progressione del danno articolare rispetto al placebo, facilitando, molto probabilmente, i processi di rimodellamento osseo.

A questo riguardo, i ricercatori hanno osservato che la mancata efficacia superiore del DMARDcs sul dolore e la funzione potrebbe dipendere dall’origine multifattoriale del dolore documentato in questi pazienti – meccanico e non solo infiammatorio.

“E’ possibile – hanno argomentato i ricercatori alla fine della presentazione del lavoro al Congresso – che sia necessario trattare questi pazienti più precocemente per vedere degli effetti anche sulla sintomo dolore”.

“Ad ogni modo – aggiungono – i risultati dello studio mostrano un effetto strutturale del trattamento che facilita il rimodellamento osseo e che sembra rallentare la progressione strutturale erosiva dell’artrosi delle dita, con un effetto apparentemente più pronunciato nei pazienti con lesioni iniziali. Ciò va tenuto presente se si pensa che il problema principale per questi pazienti è rappresentato dalla deformità legata all’evoluzione strutturale di questa malattia”.

“Per questi motivi – concludono – i risultati di questo studio dovrebbero incoraggiare la messa a punto di nuovi studi che approfondiscano questo aspetto della patologia”.

NC

Bibliografia
Ferrero S et al. Methotrexate in Patients with Hand Erosive Osteoarthritis Refractory to Usual Treatments: A Randomized, Double-blind, Placebo-controlled Trial. Abstract 1759
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