Ortopedia e Reumatologia

Artrosi, gli studi sugli anti NGF possono riprendere

Un panel di esperti dell’Fda si è espresso in maniera unanimemente favorevole sul proseguimento della ricerca clinica sui farmaci antinerve growth factors (NGF), anche se andranno prese una serie di precauzioni a salvaguardia della sicurezza dei pazienti.

I trial su questi farmaci furono sospesi nel giugno del 2010 dopo che in uno studio condotto con tanezumab in pazienti con artrosi si verificarono gravi danni alle articolazioni tali da rendere necessaria la protesizzazione d'anca. In studi preliminari tanezumab era risultato molto efficace nel ridurre il dolore dell’artrosi.
Si ipotizza che il suo notevole effetto analgesico potrebbe aver indotto i soggetti che soffrono di questa patologia a svolgere attività non adatte alle proprie condizioni, accelerando così il decorso della malattia e peggiorando il danno articolare.

In  uno studio di fase II pubblicato sul NEJM i ricercatori hanno arruolato 450 pazienti con artrosi di grado moderato o severo, randomizzati a ricevere tanezumab o placebo. Dallo studio è emerso che il farmaco ha ridotto di una percentuale compresa tra il 45% e il 62% il dolore alle ginocchia rispetto a una riduzione del 22% ottenuta con placebo.

Nel dicembre del 2010, analoga sorte toccò ad altri due anti NGF: fulranumab, sviluppato da Johnson & Johnson, e REGN475 sviluppato congiuntamente dalla biotech Regeneron e dal partner Sanofi.

Gli esperti dell Fda hanno chiesto che questi farmaci non vengano assunti in concomitanza con altri farmaci anti artrosi come i FANS, che i farmaci anti NGF vengano impiegati alla dose attiva più bassa e che i pazienti siano informati dei possibili rischi. Inoltre, nel corso dello studio I pazienti dovranno essere sottoposti con un certa frequenza ad esami radiografico e alla risonanza magnetica per verificare la possibilità di un deteriorasi delle articolazioni.

Noto anche con il nome in codice RN624), tanezumab è un anticorpo monoclonale diretto contro il Nerve Growth Factor (NGF o Fattore di crescita dei nervi). Il farmaco è stato sviluppato dai laboratori di ricerca Pfizer e viene somministrato ogni 8 settimane per infusione endovenosa .

Quando i trial vennero interrotti, il farmaco era in fase II per la terapia di svariate forme di dolore, inclusa la lombalgia cronica, il dolore osseo da cancro e la cistite interstiziale ed era invece in fase III per il dolore al ginocchio e all'anca causati dall'artrosi. Gli studi che vennero sospesi sono circa una decina e riguardano sia quelli condotti in pazienti con artrosi sia quelli in cui l'artrosi era una patologia concomitante.

Il Nerve growth factor è una proteina segnale coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso nei vertebrati. Indirizza e regola la crescita degli assoni, tramite meccanismi di segnalazione cellulare.

L'NGF fu scoperto negli anni 50 da Rita Levi-Montalcini, che per circa trent'anni ha condotto studi su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d'azione. Per queste ricerche, nel 1986 la scienziata è stata insignita del Premio Nobel per la medicina.