Stando ai risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Arthritis & Rheumatism (1), affiliata all’American College of Rheumatology, la cefalea, pur rappresentando una condizione di frequente riscontro nei pazienti affetti da lupus eritematoso sistemico (Les), potrebbe non essere una manifestazione diretta della malattia e potrebbe risolversi con il tempo.

Come è noto, il Les è una malattia sistemica autoimmune nella quale si ha iperattività del sistema immunitario, che, pertanto, attacca articolazioni ed apparati dell’organismo, compreso il sistema nervoso. Alcuni studi suggeriscono come fino al 38% degli eventi neurologici e psichiatrici osservati nei pazienti affetti da lupus siano da considerare come un esito della malattia autoimmunitaria. Tuttavia, l’associazione tra disordini cefalalgici e lupus è ancora oggi oggetto di discussione, con documentazioni di letteratura che riportano tassi di prevalenza molto “ballerini”, oscillando tra il 24% e il 72%.

“Esistono evidenze in conflitto tra loro che legano la cefalea, compresa l’emicrania, con l’attività di malattia del lupus – spiega il dr. John Hanly, autore principale dello studio, operativo presso la Dalhousie University and the Queen Elizabeth II Health Sciences Centre, Halifax, Nova Scotia Canada. – Molte della discrepanze osservate negli studi precedenti potrebbero essere dovute alla mancanza di una definizione univoca di cefalea, che rappresenta una morbidità comune nella popolazione generale, specialmente nel sesso femminile”.

Per dirimere la questione, è stato messo a punto questo studio, condotto dallo SLICC (the Systemic Lupus International Collaborating Clinics) un network di ricerca costituito da 30 centri medici internazionali, nel corso del quale sono stati reclutati 1.732 pazienti affetti da lupus nel periodo 1999-2011. I pazienti reclutati erano sottoposti annualmente a visita medica per la valutazione della presenza di cefalea e di altri eventi neuropsichiatrici. I partecipanti (89% di sesso femminile, 48% di etnia Caucasica) avevano un’età media di 35 anni.
All’inizio dello studio, quasi il 18% dei partecipanti era affetto da cefalea – 61% emicrania, 37% tensiva, 7% intrattabile non-specifica, 3% a cluster e 1% ipertensione intracraniale.

A distanza di 10 anni, i ricercatori hanno documentato un incremento della proporzione di pazienti che erano stati colpiti da cefalea (dal 18% al 58%). Solo il 2% dei pazienti, però, aveva riferito il manifestarsi di cefalea da lupus, descritta secondo l’indice SLEDAI 2000 (Systemic Lupus Erythematosus Disease Activity Index) come una “cefalea severa, persistente, che potrebbe essere di natura emicranica ma non responsiva agli analgesici narcotici.”

Non solo: lo studio ha documentato l’assenza di un’associazione tra la cefalea e la presenza di autoanticorpi specifici per il lupus o l’utilizzo di farmaci utilizzati nel trattamento del Les come steroidi, antimalarici e farmaci immunosoppressori. “Mentre i pazienti affetti da lupus con cefalea hanno riportato una minore qualità della vita, la maggioranza dei casi si è risolta spontaneamente senza l’impiego di terapie specifiche per il lupus – ha concluso il dr. Hanly.”

Nell’editoriale di accompagnamento al lavoro pubblicato (2), l’estensore del commento concorda con le conclusioni dello studio: “Gli autori suggeriscono in modo convincente come la cefalea da lupus non rappresenti un segno di attività di malattia, mentre potrebbe essere legata ad altre manifestazioni neurologiche. Pertanto, il criterio SLEDAI per l’identificazione della cefalea da lupus non sembra avere più senso e dovrebbe essere abbandonato come metodo per la valutazione delle riacutizzazioni di lupus”.

1.    Hanly JG et al. Headache in Systemic Lupus Erythematosus: Results From a Prospective, International Inception Cohort Study. Arthritis & Rheumatism. Volume 65, Issue 11, pages 2887–2897, November 2013. Leggi
2.    Lockshin MD. Splitting Headache (Off). Arthritis & Rheumatism Volume 65, Issue 11, pages 2759–2761, November 2013. Leggi