Chirurgia sostituzione articolare, statine possono ridurne il ricorso in pazienti con artrite reumatoide

Ortopedia e Reumatologia

Un impiego aggressivo di statine potrebbe ridurre il rischio di interventi di artroplastica dell'anca e del ginocchio, stando ai risultati di uno studio pubblicato su Rheumatology. Nello specifico, tale effetto potrebbe essere osservato soprattutto in pazienti giā affetti da artrite reumatoide, mentre i risultati ottenuti in pazienti con osteoartrosi non hanno confermato il beneficio, eccezion fatta per il trattamento ad intensitā elevata.

Un impiego aggressivo di statine potrebbe ridurre il rischio di interventi di artroplastica dell'anca e del ginocchio, stando ai risultati di uno studio pubblicato su Rheumatology. Nello specifico, tale effetto potrebbe essere osservato soprattutto in pazienti già affetti da artrite reumatoide, mentre i risultati ottenuti in pazienti con osteoartrosi non hanno confermato il beneficio, eccezion fatta per il trattamento ad intensità elevata.

Razionale e disegno dello studio
Tra gli effetti pleiotropici extra-cardiovascolari delle statine vi è l'azione anti-infiammatoria: alcuni studi preliminari, infatti, hanno legato il loro impiego ad una ridotta attività di malattia nei pazienti affetti da AR, mentre gli studi condotti in pazienti affetti da OA hanno dato risultati contrastanti.

Su questi presupposti è stato implementato il nuovo studio che, attingendo ai dati di un ampio database sanitario del Regno Unito, si è proposto di approfondire l'associazione esistente tra le statine e la chirurgia di sostituzione articolare dovuta a OA e AR.

A tal scopo, i ricercatori hanno incrociato i dati relativi a più di 178.000 utilizzatori di statine con quelli di soggetti che non facevano ricorso a questa classe di farmaci mediante  “propensity score matching” (una tecnica effettuata in  base a punteggi utili ai fini della correzione dell'analisi dell'effetto casuale di un trattamento quando si è in presenza di dati non generati da studi clinici ma raccolti attraverso studi osservazionali o database amministrativi). Il follow-up ha avuto una durata media di 6,88 anni per i pazienti utilizzatori di statine e di 6,25 anni per gli altri.

L'aggressività del trattamento è stata classificata sulla base della capacità di questi farmaci di ridurre i livelli di colesterolo LDL. Abbiamo avuto, pertanto, i 3 gruppi seguenti:
  • pazienti con trattamento a bassa intensità (21%-28%)
  • pazienti con trattamento a media intensità (32%-38%)
  • pazienti con trattamento ad intensità elevata (42%-55%)

Tre pazienti su 4 ricadevano nella categoria del trattamento con statine a media intensità.

L'associazione tra trattamento con statine e riduzione chirurgia articolare sembra essere specifica per i soli pazienti con AR, eccezion fatta per trattamento ad elevata intensità
L'impiego di statine non è risultato associato al ricorso ad interventi di artroplastica del ginocchio e dell'anca dovuti ad OA (HR:0,97; IC95%: 0,94–1,01). Gli utilizzatori di statine che erano affetti da AR, invece, hanno mostrato una riduzione significativa della probabilità di ricorrere alla chirurgia articolare rispetto ai non utilizzatori di questi farmaci (HR:0,77; IC95%: 0,63–0,94).

I pazienti in trattamento con statine ad elevata intensità hanno mostrato un rischio ridotto di andare incontro a chirurgia articolare, indipendentemente dalla sede anatomica (HR:0,86; IC95%: 0,75-0,98), a chirurgia di sostituzione articolare del ginocchio dovuta ad AR (HR:0,10; IC95%: 0,02-0,65) e a chirurgia di sostituzione articolare dovuta ad OA (HR:0,79; IC95%:0,68-0,92).

Da ultimo, è stato documentato un moderato effetto dose-risposta per il ricorso alla chirurgia articolare indipendentemente dalla sede anatomica e all'artroplastica al ginocchio.

Riassumendo
In conclusione, le statine potrebbero ridurre il rischio del ricorso alla chirurgia articolare, soprattutto se somministrate ad elevata intensità e in individui affetti da AR. Le evidenze di questo beneficio sono risultate più stringenti per l'artroplastica del ginocchio rispetto a quella all'anca. Sono necessari, ora, nuovi studi che approfondiscano i meccanismi alla base di questo effetto delle statine e il loro impatto clinico nei pazienti affetti da AR.

Nicola Casella

Bibliografia
Sarmanova A et al. Statin use and risk of joint replacement due to osteoarthritis and rheumatoid arthritis: a  matched longitudinal cohort study. Rheumatology (Oxford). 2020 Feb 25. pii: keaa044. doi: 10.1093/rheumatology/keaa044. [Epub ahead of print]
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