La supplementazione con vitamina D non sembra avere alcun impatto positivo sul progressivo peggioramento del dolore al ginocchio e sulla velocità del processo di perdita di spessore/volume della cartilagine nei soggetti affetti da osteoartrite (OA). Sono queste le conclusioni poco confortanti di uno studio Usa recentemente pubblicato sulla rivista JAMA che sembrano smentire precedenti documentazioni di letteratura di segno opposto che suggerivano come livelli elevati di questa vitamina liposolubile fossero in grado di rallentare la progressione della malattia.

“L’OA del ginocchio si caratterizza per un impatto funzionale significativo e per i considerevoli costi sociali in termini di produttività al lavoro, ritiro precoce dalla vita lavorativa e ricorso all’artroplastica – scrivono gli autori dello studio nell’introduzione al lavoro. - Ciò nonostante, ad oggi non sono conosciuti trattamenti medici in grado di alterare il decorso della malattia”.

La presenza di alcuni dati in letteratura che avevano documentato un ruolo protettivo della vitamina D nel rallentamento della malattia a livello strutturale, ha spinto gli autori del nuovo studio a saggiare l’efficacia della supplementazione di vitamina D sulla riduzione della progressione sintomatica e strutturale della malattia. A tal scopo è stato allestito un trial clinico della durata di 2 anni nel corso del quale 146 pazienti con OA del ginocchio, aventi un’età media di 62 anni e di sesso femminile nel 61% dei casi, reclutati nel corso di un quadriennio (2006-2009)  sono stati randomizzati al trattamento con placebo o con colecalciferolo orale alla dose di 2000 UI/die, con titolazione della dose fino a determinare un incremento dei livelli ematici della vitamina superiori a 36 ng/ml.

Gli outcomes primari misurati nello studio comprendevano la severità del dolore al ginocchio, misurata sulla scala del dolore WOMAC (0= dolore, 20= dolore intenso) e la perdita di volume cartilagineo, misurata mediante tecniche di imaging di risonanza magnetica (MRI). Tra gli outcomes secondari dello studio, invece, erano considerati la funzionalità fisica in toto, quella del ginocchio, misurata sulla scala di funzione WOMAC (0= assenza di difficoltà, 68= estrema difficoltà), e lo spessore della cartilagine.

Nel corso dello studio, completato dall’85% dei pazienti reclutati nella sperimentazione, è stato osservato che il 61,3% dei pazienti sottoposti a supplementazione con vitamina D aveva raggiunto il target di 36 ng/ml alla fine dello studio, con un incremento medio dei livelli ematici della vitamina pari, in media, a 16,1 ng/ml. Nel gruppo di controllo, invece, il target vitaminico è stato raggiunto solo nell’8,3% dei pazienti afferenti al gruppo placebo, con un incremento medio pari solo a 2,1 ng/ml. Il dolore al ginocchio era all’inizio dello studio leggermente più marcato nel gruppo trattato con vitamina D (media=6,9 sulla scala WOMAC del dolore) rispetto al gruppo placebo (media=5,8 sulla scala WOMAC del dolore), mentre la funzionalità del ginocchio era significativamente compromessa all’inizio del trial nel gruppo trattato rispetto al gruppo di controllo - media=22,7 sulla scala  WOMAC della funzionalità del ginocchio vs 18,5 (valore medio) registrato nel gruppo di controllo.

I ricercatori hanno documentato anche una riduzione del dolore al ginocchio per entrambi i gruppi, pur in assenza di differenze statisticamente significative (-2,31 nel gruppo di trattamento vs -1,4 nel gruppo placebo).

Infine, è stata osservata anche una riduzione del dolore al ginocchio per entrambi i gruppi, pur in assenza di differenze statisticamente significative (-2,31 nel gruppo di trattamento vs -1,46 nel gruppo placebo) come pure una riduzione del volume cartilagineo, anch’essa di entità simile tra i 2 gruppi (-4,3% nel gruppo trattato con vitamina D vs -4,25%  nel gruppo placebo).

“Ulteriori risultati provenienti da studi epidemiologici concomitanti lo svolgimento del trial hanno dato risultati controversi- scrivono gli autori nelle conclusioni del loro lavoro pubblicato. - Due studi, ad esempio, hanno suffragato l’esistenza di una forte correlazione tra la densità ossea  e lo sviluppo di OA del ginocchio, ma alcuni ricercatori coinvolti in queste osservazioni hanno postulato che tale associazione possa essere il frutto di fattori confondenti.” Inoltre, uno dei limiti potenziali di questo studio risiede nella focalizzazione sulla sola vitamina D, che è essenziale per la salute dell’osso ma lo è di meno per il mantenimento dell’integrità della cartilagine articolare.

Se dunque, i risultati del trial sembrano smentire un ruolo della supplementazione della vitamina D nel contrastare la progressione dell’OA del ginocchio, è ancora aperta la discussione sulla possibile rilevanza di un tale intervento nelle fasi precoci della malattia (il trial era disegnato su soggetti con elevata compromissione strutturale) e sulla degenerazione della cartilagine articolare.


McAlindon et al. Effect of vitamin D supplementation on progression of knee pain and cartilage volume loss in patients with symptomatic osteoarthritis: A randomized controlled trial. JAMA 2013;309(2):155-162
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