Dermatite atopica dell'adulto: per una malattia finora difficile da curare presto nuove terapie

C'è una patologia della pelle meno nota di altre, come l'acne o la psoriasi, ma decisamente più grave, almeno in certi casi, e in grado di condizionare pesantemente la qualità di vita dei pazienti. Parliamo della dermatite atopica, una patologia finora orfana di trattamenti realmente efficaci, se si esclude il cortisone, topico o sistemico, e un immunosoppressore, che però non possono essere presi per lungo tempo.

C’è una patologia della pelle meno nota di altre, come l’acne o la psoriasi, ma decisamente più grave, almeno in certi casi, e in grado di condizionare pesantemente la qualità di vita dei pazienti. Parliamo della dermatite atopica, una patologia finora orfana di trattamenti realmente efficaci, se si esclude il cortisone, topico o sistemico, e un immunosoppressore, che però non possono essere presi per lungo tempo.

Adesso, con la recente approvazione europea di dupilumab, sarà presto disponibile un nuovo trattamento, che agisce alla base dei meccanismi della malattia.

Ci siamo fatti raccontare i problemi dei pazienti che soffrono di dermatite atopica da un esperto, il professor Antonio Costanzo, Direttore Unità di Dermatologia all’Humanitas University di Milano.



Che cos’è la dermatite atopica?
La dermatite atopica è una malattia infiammatoria cronica della pelle che colpisce non solo i bambini, ma anche gli adulti. Nella sua forma da moderata a grave, è una malattia dall’elevato impatto sulla vita del paziente, a causa delle lesioni sulla pelle in particolare del viso, del collo e delle mani e, soprattutto, del prurito, incoercibile che tiene svegli la notte (questi pazienti si grattano nel sonno e non lasciano nemmeno dormire il partner). A questo spesso si accompagna perdita di produttività sul lavoro, manifestazioni di ansia e depressione, difficoltà nelle relazioni personali e sociali.

Inoltre, la malattia può evolvere in altri problemi coinvolgendo altri organi, come ad esempio il sistema respiratorio con l’asma, la poliposi nasale, la rinite allergica.
È una malattia che ha un’incidenza abbastanza bassa nell’adulto (2-5% in tutte le forme, mentre nella forma grave si stima siano circa 8.000 le persone in Italia).
C’è una base genetica: un difetto della barriera cutanea che permette ad agenti esterni di venire a contatto con il sistema immunitario cutaneo e quindi di indurre questa infiammazione, scatenata da delle interleuchine 4 e 13, che ordinano al sistema immunitario di infiammare la pelle provocando così il prurito e gli altri sintomi.

La pelle come si presenta?
La pelle si presenta eczematosa, infiammata, secca, desquamata con lesioni provocate dal grattamento per il forte prurito ed è presente un ispessimento (sclerotizzazione), ovvero un indurimento della pelle dovuto al ciclo continuo di lesioni e guarigioni. Le parti interne di braccia e gambe, soprattutto a livello delle pieghe cutanee, sono i punti maggiormente critici. Inoltre, spesso, alla già presente infiammazione si può aggiungere una sovrainfezione, causata ad esempio da stafilococco, che peggiora ancora di più il quadro clinico.

Come si tratta la dermatite atopica?
Si tratta essenzialmente con creme emollienti che servono a ristabilire l’integrità della barriera cutanea e con antinfiammatori topici, come il cortisone, quando la situazione è localizzata e non estesa. Quando si passa oltre un certo livello in base agli indici di gravità della malattia stabiliti dalla scala EASI (come un punteggio sopra al livello 20), si passa a una forma della malattia non più controllabile con i soli farmaci topici. In questi casi, spalmare una crema cortisonica su più del 10% della superficie corporea equivale a prendere il farmaco per bocca. Il farmaco più utilizzato, che però non può essere somministrato cronicamente perché dà effetti collaterali non indifferenti, è il cortisone. Si può utilizzare per pochi giorni per calmare il prurito, ma essendo una malattia cronica è difficile pensare a un paziente trattato con cortisone per lungo tempo.

Un altro farmaco approvato è la ciclosporina, un’immunosoppressore ad ampio spettro, che non agisce sulla causa del problema ma risolve le riacutizzazioni. Inoltre, non può essere utilizzato per più di 3-6 mesi a causa degli effetti collaterali, come l’induzione dell’ipertensione e la riduzione della funzionalità renale. Quindi c’è bisogno di farmaci più avanzati, con profili di efficacia e sicurezza anche a lungo termine.

La vita attuale di questi pazienti quindi è un’altalena, tra periodi di sollievo quando si assume il cortisone e periodi in cui il prurito ritorna?
Sì, e anche la malattia stessa è un’altalena, non è una malattia stabile, ha dei picchi e poi di nuovo periodi in cui è meno attiva. I pazienti devono imparare a gestire questa alternanza al meglio e tenere sempre una terapia costante.

Il sole fa bene o male?
In alcuni casi fa bene, non in tutti. Può addirittura, quando il paziente eccede, dare un effetto paradosso e quindi infiammare ancora di più la pelle.

L’acqua di mare?

L’acqua di mare provoca bruciore sulle lesioni cutanee di questi pazienti, provocate dal prurito, e inoltre secca la pelle. Questi pazienti hanno già una pelle molto secca per l’incapacità della loro barriera cutanea di trattenere l’acqua.

Quindi l’attesa nei confronti di dupilumab è elevata?
Sì, c’è bisogno di farmaci efficaci che possano controllare la malattia a lungo termine e l’ente europeo se n’è accorto e ha dato questa autorizzazione in Europa molto rapidamente. È un farmaco che per questa patologia è da considerarsi molto innovativo, oggi in commercio non c’è un farmaco con lo stesso profilo di efficacia e sicurezza e con la capacità di controllare la malattia per più di sei mesi.

Con dupilumab quali risultati si ottengono? Cosa si è visto dagli studi clinici finora condotti?
In più del 50% dei pazienti c’è un miglioramento dell’indice di gravità del 75%: questi pazienti migliorano significativamente già dopo 2 settimane, quindi dopo una sola somministrazione: scompare il prurito e proggressivamente scompaiono anche le lesioni cutanee, quelle infiammatorie più velocemente, le lesioni da grattamento cronico più lentamente. Quindi abbiamo un sollievo immediato dai sintomi della malattia, per quanto riguarda sia le manifestazioni cutanee sia il prurito.

Ogni quanto va preso il farmaco e per quanto tempo?

Negli studi clinici ha dimostrato un’efficacia sovrapponibile sia con una somministrazione ogni settimana sia ogni due settimane. Non sappiamo ancora se il trattamento sarà da somministrare continuativamente per tutta la vita oppure se è necessario fare dei cicli. Allo stato attuale, dagli studi clinici sappiamo che a distanza di un anno continua a essere efficace.

Il farmaco può dare qualche problema?

Negli studi finora condotti non ci sono stati reazioni preoccupanti nei pazienti trattati con il farmaco rispetto al placebo. Siamo ancora all’inizio, avremo più evidenze con l’uso nella pratica clinica quotidiana.

Qual è il meccanismo d’azione del farmaco?
Il farmaco blocca un recettore, ovvero una proteina di membrana sulla superficie delle cellule. La subunità del recettore che viene bloccato è quello comune alle interleuchine 4 e 13, due citochine coinvolte nel processo infiammatorio. Bloccando il segnale, il farmaco interrompe l’attività di queste citochine, sovra-espresse nella dermatite atopica, di svolgere la propria funzione e così viene bloccato il meccanismo alla base della malattia.

Come mai non si è capito prima come si instaura la malattia?
L’importanza di queste citochine in queste malattie infiammatorie cutanee, ma anche in altre malattie è stata scoperta negli ultimi 10-15 anni. Dalla scoperta al mettere in commercio un farmaco, la ricerca delle aziende farmaceutiche ci impiega una decina di anni.

I pazienti cosa dicono?

Per i pazienti gravi sarà una grande novità, che porterà con sé un radicale e positivo cambiamento e un significativo miglioramento della loro qualità di vita, sotto tutti gli aspetti, personali, lavorativi, sociali, psicologici.

Cosa si può ancora dire a questo proposito?

Oltre a questo farmaco si stanno studiando altri farmaci per la cura della dermatite atopica. E’ stata aperta una via di ricerca e una volta compreso il meccanismo, le aziende farmaceutiche stanno individuando diversi target all’interno di questo meccanismo che possano essere efficaci nel controllo della malattia. Questo farmaco è il primo, ma è un farmaco molto efficace e secondo me sarà più efficace di quelli che verranno dopo. Speriamo che l’AIFA ne tenga conto per approvarlo velocemente e consentire un accesso precoce per i pazienti. Le principali società scientifiche e le associazioni di pazienti hanno fatto domanda in questo senso. Si attende una decisione a breve.