Ortopedia e Reumatologia

Dermatomiosite giovanile, primi risultati incoraggianti con ciclofosfamide come terapia seconda linea

Il trattamento con ciclofosfamide migliora la sintomatologia cutanea, globale e muscolare legata alla dermatomiosite giovanile quando viene utilizzato come trattamento di seconda linea, e non Ŕ associato ad effetti collaterali nel breve termine, Queste le conclusioni di uno studio recentemente pubblicato su Arthritis and Rheumatology

Il trattamento con ciclofosfamide migliora la sintomatologia cutanea, globale e muscolare legata alla dermatomiosite giovanile quando viene utilizzato come trattamento di seconda linea, e non è associato ad effetti collaterali nel breve termine,

Queste le conclusioni di uno studio recentemente pubblicato su Arthritis and Rheumatology.

Razionale e disegno dello studio
La dermatomiosite giovanile (JDM) è una rara malattia autoimmunitaria severa che rappresenta, nel corso dell'infanzia, la miopatia infiammatoria idiopatica a maggior prevalenza, con un'incidenza di 2-4 casi per milione/anno.

Mentre alcuni pazienti rispondono al trattamento standard di prima linea, che si basa sull'impiego di glucocorticoidi (GC) e/o MTX, negli altri pazienti potrebbe essere necessario ricorrere ad un trattamento di seconda linea, per il quale non sono ad oggi disponibili molti dati di efficacia.

La ciclofosfamide rappresenta un possibile candidato: come è noto, il farmaco è un agente alchilante che interferisce con la replicazione del DNA ed è tossico soprattutto nelle cellule che si replicano velocemente. Viene utilizzato per il trattamento delle neoplasie, del LES severo e delle vasculiti.

“Ad oggi – ricordano gli autori nell'introduzione allo studio – i dati relativi all'efficacia di questo farmaco nella JDM provengono da case report e da un piccolo studio descrittivo, che ha riportato un miglioramento sostenuto della malattia cutanea, in particolare delle ulcerazioni, e del coinvolgimento muscolare ed extra-muscolare. Inoltre, secondo una consensus internazionale, la ciclofosfamide è utile nel trattamento della malattia severa o refrattaria, anche se esiste nella classe medica una certa reticenza a prescrivere tale farmaco per il timore di possibili effetti collaterali ”.

La valutazione d'efficacia di trattamenti di seconda linea nelle malattie rare rappresenta una sfida importante, dal momento che i trial clinici convenzionali non potrebbero essere fattibili in questo contesto e dovrebbero richiedere anni prima di reclutare un numero adeguato di pazienti sui quali testare il farmaco.

“Ciò premesso – continuano i ricercatori – i database delle malattie rare potrebbero rappresentare una fonte ricca di dati per la stima degli effetti dei trattamenti in questione mediante uno studio osservazionale”.
L'obiettivo di questo studio è stato quello di valutare l'efficacia del trattamento con ciclofosfamide in 428 pazienti con dermatomiosite giovanile, partecipanti allo UK Juvenile Dermatomyositis Cohort and Biomarker Study. I dati raccolti includevano informazioni demografiche e informazioni sulla malattia cutanea, quella globale e muscolare, nonchè su tutti i farmaci utilizzati da questi pazienti.

I ricercatori si sono avvalsi di analisi non aggiustate per fattori confondenti per esprimere il miglioramento clinico osservato dopo trattamento con ciclofosfamide, e di modelli struttuali marginali (MSM) per descrivere l'efficacia del farmaco, correggendo i dati per la presenza di indicazioni confondenti.

Risultati principali
Dai risultati dell'analisi non aggiustata, i ricercatori hanno documentato una riduzione della malattia cutanea, globale e muscolare (a 6, 12 e 24 mesi) in 56 pazienti trattati con ciclofosfamide. Non solo: i pazienti che erano stati trattati con ciclofosfamide per più di un anno mostravano una riduzione della malattia globale e di quella cutanea, rispetto a quelli che non erano stati sottoposti ancora a trattamento con l'agente alchilante.

Considerando questi pazienti, per esempio, è stato osservato come il punteggio modificato di attività di malattia per la malattia cutanea sia stato inferiore di 1,19 unità (p=0,0085), mentre il punteggio PGA (the physician's global assessment) di 0,66 unità (P = 0,027).

Inoltre, tre pazienti hanno sperimentato l'insorgenza di eventi avversi (AE) nel corso del primo anno successivo alla sospensione del farmaco.

Riassumendo
In conclusione, “...ciclofosfamide è efficace e non si associa ad effetti collaterali, stando ai dati provenienti da un'ampia coorte nazionale di pazienti affetti da dermatomiosite giovanile”.
“A differenza delle altre terapie biologiche utilizzate come trattamenti di seconda linea in questa condizione – aggiungono – ciclofosfamide è un farmaco non costoso, che necessita di impiego in cicli di trattamento di 6-7 mesi”.

NC

Bibliografia
Deakin CT et al. Efficacy and safety of cyclophosphamide treatment in severe juvenile dermatomyositis shown by marginal structural modelling. Arthritis Rheumatol. 2018;doi:10.1002/art.40418.
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