Farmaci anti-TNF e vaccino anti-herpes zoster: nessun problema di safety #ACR2019

Ortopedia e Reumatologia

I risultati di uno studio presentato nel corso del congresso annuale dell'American College of Rheumatology (ACR) hanno confermato la sicurezza del vaccino a virus vivo contro l'herpes zoster in pazienti in trattamento con farmaci anti-TNF per varie indicazioni in reumatologia. Lo studio, pertanto, dissipa i dubbi legati alla pratica vaccinale di questi pazienti in ragione del rischio potenziale di infezioni legato al trattamento con i farmaci anti-TNF.

I risultati di uno studio presentato nel corso del congresso annuale dell’American College of Rheumatology (ACR) hanno confermato la sicurezza del vaccino a virus vivo contro l’herpes zoster in pazienti in trattamento con farmaci anti-TNF per varie indicazioni in reumatologia.

Lo studio, pertanto, dissipa i dubbi legati alla pratica vaccinale di questi pazienti in ragione del rischio potenziale di infezioni legato al trattamento con i farmaci anti-TNF.

Mentre negli individui sani l’eccesso di TNF nel sangue viene modulato naturalmente, in quelli affetti da condizioni reumatologiche, invece, la presenza di livelli elevati di questo fattore di crescita a livello ematico e delle articolazioni è causa di maggiore infiammazione e persistenza dei sintomi.

I presupposti dello studio
I farmaci deputati all’inibizione del TNF possono alterare l’ effetto della malattia sull’organismo, controllando l’infiammazione a carico delle articolazioni, del tratto gastrointestinale e della cute.

Fino ad ora, in letteratura erano stati condotti studi poco approfonditi sulla valutazione della sicurezza dei vaccini con virus vivi in pazienti, in terapia con farmaci biologici, potenzialmente immunocompromessi.

Lo studio VERVE (The Varicella Zoster Vaccine) è un trial clinico controllato e randomizzato (schema 1:1), in doppio cieco, che ha valutato l’efficacia e la sicurezza di un vaccino vivo attenuato contro l’herpes zoster in pazienti potenzialmente immunocompromessi, in ragione del trattamento con farmaci anti-TNF e altri agenti immunosoppressori, come i glucocorticoidi a dosaggio ridotto.

“Dato che i pazienti affetti da malattie reumatologiche sono a maggior rischio di riattivazione di herpes zoster – noto anche come virus della varicella - la prevenzione di questa condizione particolarmente dolorosa è molto importante – hanno sottolineato i ricercatori nell’introduzione al lavoro -. La varicella si manifesta, nella maggior parte dei pazienti, si presenta con un’eruzione cutanea caratterizzata da macule e papule accompagnate da febbricola, mal di testa e malessere generale. Le complicanze possono essere temibili e possono andare dalla malattia disseminata, al coinvolgimento oculare e all’ictus”.

“Mentre la necessità di prevenire questa condizione è d’obbligo nei pazienti affetti da malattie reumatologiche – continuano - l’impiego di vaccini a base di virus vivi attenuati potrebbe rappresentare un rischio potenziale per la safety, essendovi una possibilità, sia pur remota, che questi vaccini così costituiti possano dar luogo ad una forma attenuata di infezione”.

Uno degli obiettivi principali di questo trial, pertanto, è stato quello di comprendere il livello di safety di questo vaccino vivo attenuato contro l’herpes zoster e di verificarne il possibile effetto infettivo in alcuni partecipanti allo studio.

I risultati
I partecipanti al trial avevano un’età pari ad almeno 50 anni, erano utilizzatori correnti di farmaci anti-TNF per le indicazioni previste in reumatologia e risultavano naive ad un intervento di profilassi vaccinale pregresso contro l’herpes zoster.

I ricercatori hanno reclutato 617 pazienti provenienti da 33 centri. Questi avevano un’età media di 62 anni ed erano in maggioranza di sesso femminile (66%). L’87% era di etnia Caucasica, il 9% di etnia Afro-Americana e il 4% di etnia Ispanica.

Il 59% dei partecipanti allo studio assumeva farmaci anti-TNF perché affetto da artrite reumatoide (AR), mentre il 24,5% era affetto da artrite psoriasica (PsA). Al basale, i pazienti erano trattati con uno dei 5 farmaci anti-TNF attualmente disponibili sul mercato (adalimumab, infliximab, etanercept, golimumab e certolizumab).

La valutazione di safety dell’intervento di profilassi vaccinale è stata effettuata a 6 settimane, la finestra specifica di rischio per la possibile osservazione di infezioni legate al vaccino, secondo le indicazioni dell’ente regolatorio Usa (Fda).

I ricercatori hanno valutato clinicamente alcuni casi sospetti di infezione da varicella, insieme alla raccolta dei dati di PCR, per differenziare l’infezione wild-type da quella legata al vaccino, con tanto di fotografie digitali dei pazienti.

Inoltre, hanno raccolto campioni di cellule mononucleari periferiche del sangue (PBMC), sia all’inizio dello studio che a 6 settimane, per valutare l’immunità dei partecipanti legata all’herpes zoster.

Da ultimo, è stato effettuato un follow-up dei dati di safety fino a 6 mesi.

Dai risultati è emerso che, fino a 6 settimane, non vi erano casi di infezione confermata di varicella (disseminata o locale), sia sostenuta da ceppo virale wild type che da vaccino.
Otto pazienti che avevano sviluppato un rash cutaneo sono stati sottoposti a test per la presenza di virus della varicella mediante PCR, ma nessuno di questi è risultato positivo per infezione.

Le implicazioni dello studio
Lo studio VERVE, condotto in più di 600 pazienti trattati con farmaci anti-TNF per varie indicazioni in reumatologia, non ha documentato casi di infezione di varicella legati al vaccino o di riattivazione virale nel periodo di 6 settimane post-vaccinazione considerato a rischio.

“Il significato clinico del trial risiede nell’aver fornito evidenze dirette di elevata qualità metodologica sulla sicurezza del vaccino anti herpes zoster, ottenuto con virus vivi, nei pazienti ai quali era precedentemente sconsigliato per il rischio infettivo potenziale – hanno affermato i ricercatori nel commentare il lavoro presentato al Congresso”.

“Inoltre – hanno aggiunto – lo studio sembra rassicurare sulle possibilità d’impiego di vaccini a virus vivi per indicazioni diverse dall’herpes zoster nei pazienti reumatologici sottoposti a trattamento con farmaci anti-TNF, in determinate circostanze”.

Gli obiettivi futuri dichiarati dal team di ricerca che ha realizzato questo studio sono quello di studiare il nuovo vaccino adiuvato contro la varicella, al fine di comprenderne meglio la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia in pazienti con AR e malattie infiammatorie intestinali, utilizzando gli stessi metodi utilizzati nel trial VERVE. A questo proposito, è prevista per il 2020 la partenza di un nuovo trial che si adopererà a tal scopo.

NC

Bibliografia
Curtis J et al. Results from a Randomized Controlled Trial of the Safety of the Live Varicella Vaccine in TNF-Treated Patients. Presented at: 2019 ACR/ARP Annual Meeting; November 8-13, 2019; Atlanta, GA. Abstract 824
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