Gotta e demenza senile: relazione accertata #EULAR2018

Uno studio presentato nel corso del congresso EULAR ad Amsterdam suggerisce l'esistenza di un'associazione tra la gotta e il rischio di demenza: stando ai risultati, la gotta sarebbe associata ad un innalzamento del rischio di demenza nell'anziano, smentendo osservazioni precedentemente pubblicate in letteratura di un ruolo protettivo cerebrale dell'iperuricemia.

Uno studio presentato nel corso del congresso EULAR ad Amsterdam suggerisce l'esistenza di un'associazione tra la gotta e il rischio di demenza: stando ai risultati, la gotta sarebbe associata ad un innalzamento del rischio di demenza nell'anziano, smentendo osservazioni precedentemente pubblicate in letteratura di un ruolo protettivo cerebrale dell'iperuricemia.

Un'associazione con risultati finora discordanti in letteratura
Lo studio presentato al congresso sull'associazione tra gotta e demenza non rappresenta una novità assoluta.
In letteratura, infatti, esistono studi contrastanti al riguardo: la maggior parte degli studi osservazionali finora pubblicati, inclusi gli studi di popolazione, ha effettivamente mostrato come l'iperuricemia fosse associata ad un maggior rischio di demenza, mentre un piccolo corpo di studi ha dimostrato l'esatto contrario.

La protezione cerebrale documentata nei pazienti con iperuricemia era stata spiegata con l'ipotesi che l’acido urico, rappresentando più del 50% della capacità antiossidante del plasma, potrebbe proteggere contro lo sviluppo o la progressione di malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson, proteggendo i nostri neuroni, almeno apparentemente, da un eccessivo stress ossidativo.

D'altro canto, la recente pubblicazione di un ampio studio francese di popolazione, condotto in soggetti anziani (>65 anni) ha dimostrato come l'iperuricemia sia associata ad un maggior rischio di demenza e a variazioni dei processi di invecchiamento cerebrale, documentati mediante imaging.

Nel tentativo di dirimere la questione, e quindi determinare se i pazienti anziani con gotta fossero effettivamente a maggior rischio di demenza, i ricercatori hanno condotto uno studio osservazionale di coorte che si è avvalso del 5% dei dati di erogazione di prestazioni sanitarie nell'ambito del programma di assistenza sanitaria USA Medicare.
I ricercatori si sono serviti di modelli di analisi di Cox multivariabili per valutare l'associazione tra gotta e demenza, corretti per alcuni fattori confondenti potenziali (età, etnia, sesso di apparenenza, comorbilità e farmaci comunemente utilizzati per malattie cardiache (statine, beta-bloccanti, diuretici, ACE-inibitori) e per la gotta (allopurinolo e febuxostat).

Legame gotta-demenza confermato nei pazienti più anziani
In questo modo, i ricercatori hanno identificato 65.324 pazienti con insorgenza di demenza su una coorte di 1,23 milioni di beneficiari del programma di assistenza sanitaria Medicare.
Dai risultati è emerso un tasso di incidenza grezzo di demenza nei pazienti gottosi pari a 17,9 per 1.000 persone-anno rispetto a 10,9 per quelli non affetti da gotta.
Dopo aggiustamenti dell'analisi di Cox per i fattori confondenti sopra menzionati, i ricercatori hanno osservato che la gotta era associata in modo indipendente ad un hazard ratio di incidenza di demenza più elevato rispetto ai soggetti non gottosi (HR = 1,17; IC95%= 1,13-1,21).

Non solo: i pazienti più anziani hanno avuto un hazard ratio di demenza da 3,3 a 6,3 volte più elevato rispetto ai pazienti gottosi di età compresa tra i 65 e i 74 anni. Questi erano in prevalenza di sesso femminile, di etnia Afro-americana o con un numero più elevato di comorbilità.

L'influenza delle comorbilità sull'associazione: analisi per sottogruppi
L'analisi per sottogruppi ha effettivamente indicato un incremento statisticamente significativo (dal 20% al 57%; p<0,0001) del rischio di demenza in pazienti gottosi non affetti da comorbilità chiave (coronaropatia, iperlipidemia, malattia CV, diabete o ipertensione). Tale aumento, però, non era rilevabile nei pazienti affetti da ciascuna di queste comorbilità, eccezion fatta per i pazienti con coronaropatia.

Riassumendo
Lo studio ha dimostrato l'esistenza di un'associazione indipendente tra la gotta e le demenza, che si quantifica in un incremento del rischio di demenza compreso tra il 17% e il 20%. Sono ora necessari nuovi studi che approfondiscano i meccanismi alla base di questa associazione.

Nicola Casella

Bibliografia
Singh JA, Cleveland JD. Gout and dementia in the elderly: A medicare claims study. EULAR 2018; Amsterdam: Abstract  OP0182
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