Gotta e nefropatia cronica, primi risultati incoraggianti da trattamento treat-to-target

Ortopedia e Reumatologia

L'adozione di un approccio di trattamento treat-to-target con inibitori di xantina ossidasi in funzione ipouricemizzante potrevve migliorare la funzione renale in pazienti gottosi funzione renale compromessa (nefropatia allao stadio 3). Ciò è quanto ipotizza uno studio di recente pubblicazione su Rheumatology International - il primo, a detta degli autori, ad aver studiato le variazioni dei tassi di filtrazione glomerulare a seguito del ricorso ad una strategia T2T con farmaci ipouricemizzanti affetti da gotta e complicanza renale.

L'adozione di un approccio di trattamento treat-to-target con inibitori di xantina ossidasi in funzione ipouricemizzante potrevve migliorare la funzione renale in pazienti gottosi funzione renale compromessa (nefropatia allao stadio 3).

Ciò è quanto ipotizza uno studio di recente pubblicazione su Rheumatology International – il primo, a detta degli autori, ad aver studiato le variazioni dei tassi di filtrazione glomerulare a seguito del ricorso ad una strategia T2T con farmaci ipouricemizzanti affetti da gotta e complicanza renale.

Razionale e disegno dello studio
Alcuni studi hanno mostrato che l'iperuricemia e la gotta si associano ad alcune comorbilità, compresa la nefropatia. La terapia ipouricemizzante con inibitori di xantina ossidasi si è dimostrata in grado di migliorare la funzione renale in pazienti affetti da nefropatia cronica; tuttavia, le raccomandazioni correnti sulle restrizioni di dosaggio rendono difficile trattare questa popolazione di pazienti con la terapia ipouricemizzante.

L'obiettivo dello studio è stato quello di valutare l'efficacia e la sicurezza degli inibitori di xantina ossidasi utilizzando l'approccio T2T in pazienti con gotta e nefropatia cronica allo stadio 3.

In questo studio multicentrico osservazionale retrospettivo, i ricercatori hanno passato in rassegna le cartelle cliniche relative a pazienti con gotta e nefropatia cronica allo stadio 3 che erano stati sottoposti a trattamento con inibitori di xantina ossidasi (allopurinolo o febuxostat), utilizzando un approccio di trattamento T2T per almeno 12 mesi.

E' stata effettuata una valutazione dei dati di questi pazienti all'inizio del trattamento farmacologico e a distanza di 6 e di 12 mesi.
Tra le caratteristiche demografiche e cliniche esaminate vi erano l'età, il sesso di appartenenza, l'uricemia, le comorbilità, le abitudini relative al fumo e l'impiego di alcol.

E' stato utilizzato, inoltre, un modello matematico ad hoc per analizzare gli effetti di alcune variabili indipendenti sul tasso stimato di filtrazione glomerulare (eGFR).

Lo studio ha incluso i dati completi relativi a 50 pazienti (44 di sesso maschile), aventi un'età media pari a 72,90±8,94 anni), che soddisfacevano i dati di inclusione; di questi, l'82% aveva raggiunto il target terapeutico di uricemia durante i 12 mesi di durata dello studio.

Risultati principali
Il miglioramento di eGFR è risultato maggiore nel corso dei primi 6 mesi ed ha mostrato un incremento mediano di 7,54 ml/min/m2 (SE=1,25), che si è stabilizzato nel corso di 12 mesi.

L'analisi di regressione ha mostrato che i valori di eGFR correlavano in modo significativo con il tempo, i livelli di uricemia, il genere di appartenenza e il trattamento (β-coefficient±SE, -7,54±1,25 mL/min/m2 , -1,57±0,26 mL/min/m2 , -11,17±3,70 mL/min/m2 , and -7,21±2,45 mL/min/m2 , rispettivamente).

Non sono state rilevate differenze statisticamente significative in termini di variazioni di eGFR tra febusostat e allopurinolo, né sono stati documentati eventi avversi a seguito del ricorso alla terapia ipouricemizzante.

L'analisi multivariata, che ha incluso tutti i fattori considerati nelle analisi precedenti e in relazione allo status di fumatore, ha mostrato che eGFR variava in relazione con i livelli di acido urico nel sangue  (β-coefficient±SE=-1,58±0,26 ml/min/m2; p <0,001), ad un tasso di 1,5 mL/min/m2 per ciascun decremento unitario (1 mg/dl) di uricemia.

Valori più elevati di eGFR sono stati osservati in concomitanza con la somministrazione di colchicina e nel sesso maschile, mentre valori più bassi di eGFR sono stati rilevati in concomitanza con l'età e tra i fumatori.

Lo studio era comunque gravato da alcuni limiti metodologici intrinseci, quali il disegno retrospettivo, la limitata numerosità del campione di pazienti, la mancanza di un gruppo di controllo e di dati sul dosaggio di trattamenti concomitanti, oltre alla presenza di alcuni fattori confondenti, compreso l'effetto natriuretico di alcuni farmaci utilizzati.

Riassumendo
“Il ricorso ad un approccio T2T nell'impiego della terapia ipouricemizzante è d'aiuto nel preservare e migliorare la funzione renale in pazienti affetti da gotta e nefropatia cronica moderata – scrivono gli autori dello studio nelle conclusioni del lavoro – senza eventi avversi seri nella pratica clinica, a suggerire l'esistenza di una finestra di opportunità per questo sottogruppo di pazienti”.

NC

Bibliografia
Novella-Navarro M et al. A treat-to-target approach for gout confers renoprotective effect in patients with chronic kidney disease stage 3 [published online January 25, 2020]. Rheumatol Int. doi:10.1007/s00296-020-04517-4
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