Gotta e rischio progressione nefropatia cronica, quale legame?

Ortopedia e Reumatologia

La gotta si associa ad un rischio elevato di progressione di nefropatia cronica. E' quanto dimostrano i risultati di uno studio epidemiologico britannico di recente pubblicazione su BMJ Open, che suffragano l'ipotesi che questa patologia di pertinenza reumatologica rappresenti un fattore di rischio indipendente di malattia renale.

La gotta si associa ad un rischio elevato di progressione di nefropatia cronica. E' quanto dimostrano i risultati di uno studio epidemiologico britannico di recente pubblicazione su BMJ Open, che suffragano l'ipotesi che questa patologia di pertinenza reumatologica rappresenti un fattore di rischio indipendente di malattia renale.

Background e obiettivi dello studio
La nefropatia cronica (CKD) rappresenta un problema di salute di rilievo non trascurabile per l'impatto di questa condizione sulle risorse economiche dei sistemi sanitari pubblici, con almeno un individuo su 10 affetto da una qualche forma di qualsiasi alterazione della funzione renale.

Mentre l'attenzione sulla gestione di questa condizione si è focalizzata, tradizionalmente, sull'identificazione e il trattamento di alcuni fattori di rischio comuni di CKD, come l'ipertensione, il diabete e il fumo di sigaretta, sta aumentando l'interesse della comunità scientifica sul possibile ruolo di nuovi fattori di rischio, come l'acido urico e la gotta, che potrebbero contribuire, in modo indipendente, alla progressione di malattia e allo sviluppo di tassi piàù elevati di nefropatia cronica allo stadio finale (ESKD).

In letteratura si sono accumulate evidenze di un impatto elevato della gotta e dell'iperuricemia nella popolazione generale, soggetto ad ulteriori incremento con la progressione della CKD. Nonostante i progressi della terpia, la gotta rimane, ancora oggi, una condizione clinica non trattata in modo adeguato, con solo un terzo di pazienti che viene sottoposto a terapia ipouricemizzante orale e meno del 50% che raggiunge il controllo di malattia.

Studi osservazionali prospettici hanno documentato l'esistenza di forti associazioni indipendenti tra l'iperuricemia e la progressione del danno renale, con rischio elevato di insorgenza di CKD e di insufficienza renale.

E' plausibile che la gotta possa ulteriormente innalzare il rischio di CKD rispetto all'iperuricemia da sola, probabilmente grazie a livelli più elevati di acido urico, a periodi di esposizione più prolungati, a cicli ripetuti di infiammazione sistemica dovuti ad episodi di recidiva di gotta e ad una maggiore esposizione ai FANS.

Di qui la necessità di comprendere meglio la gotta e il suo ruolo potenziale sull'incremento del rischio di CKD.

L'obiettivo primario di questo studio è stato, pertanto, quello di valutare l'associazione della gotta con il rischio di CKD a stadi avanzati, in cura presso il servizio sanitario pubblico britannico.

La condizione di CKD avanzata era definita dalla necessità del ricorso alla dialisi a lungo termine o al trapianto di rene, dalla progressione a un eGFR sostenuto  (<10 mL/min/1.73 m²), dal raddoppio dei valori di creatininemia rispetto al basale e dalla mortalità associata alla CKD,

Disegno dello studio e risultati principali
I ricercatori hanno incrociato i dati relativi a 68,897 pazienti adulti affetti da gotta  (i cui dati erano residenti nello UK Clinical Practice Research Datalink) con quelli relativi a 554.964 pazienti controllo (non affetti da gotta).

Dall'analisi dei dati è emerso che l'incidenza di CKD era più elevata nei pazienti gottosi (8,54 per 1.000 pazienti-anno) vs. i controlli (4,08 per 1.000 pazienti-anno).

Dopo mancato aggiustamento/aggiustamento dei dati, è stato osservato che la gotta era associata ad un rischio più elevato di CKD a stadi avanzati (HR=2; IC95%=1,92 - 2,07 analisi non aggiustata; HR=1,29; IC95%=1,23 - 1,35 analisi aggiustata).

Questa associazione si è rafforzata in presenza di nefropatia allo stadio finale  (HR=2,13; IC95%= 1,73 - 2,61), risultando evidente per valori di eGFR <10 mL/min/1,73 m² (HR=1,45; IC95%= 1,30 - 1,61) e dopo raddoppio dei livelli di creatininemia (HR=1,13; IC95%=1,08 – 1,19).

Non è stata documentata, invece, l'esistenza di una correlazione tra la gotta e la mortalità associata a CKD (HR=1,14; IC95%= 0,99 – 1,31).

Punti di forza e debolezza dello studio
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno sottolineato come il maggior punto di forza dello studio sia stato l'ampio campione di pazienti considerati (>600.000) e l'adozione di un periodo di follow-up non trascurabile, che ha consentito di esaminare con elevata potenza statistica un numero molteplice di outcome.

Quanto ai limiti dello studio, per quanto si sia tenuto conto in ampia misura dei dati su alcuni fattori confondenti per l'analisi, ciò non ha reso possibile la comprensione dei motivi alla base della forte relazione esistente tra la gotta e il rischio di nefropatia cronica avanzata.

Riassumendo
La gotta è indipendentemente associata al rischio di CKD a stadi avanzati nella popolazione di pazienti assistiti dal sistema sanitario pubblico britannico. Il rischio è risultato più elevato per la nefropatia cronica allo stadio finale ma esteso anche ad altre misure surrogate di progressione di CKD. Questa relazione non sembra dipendere dalle condizioni mediche di partenza, da fattori legati allo stile di vita, dall'impiego di FANS o da differenze relative ad alcuni fattori socioeconomici misurati al basale.

Tali risultati si aggiungono alle evidenze crescenti che vedono nella gotta un fattore di rischio indipendente di progressione di malattia renale, per quanto siano necessari nuovi studi per stabilire se un controllo adeguato della condizione gottosa possa ridurre il rischio di progressione di CKD.

Nicola Casella

Bibliografia
Stack AG et al. Gout and the risk of advanced chronic kidney disease in the UK health system: a national cohort study. BMJ Open 2019
Leggi