Gotta, il rischio di recidive si riduce con alimentazione ricca di omega 3

Uno studio di recente pubblicazione su Arthritis & Rheumatology ha dimostrato che l'assunzione di acidi grassi polinsaturi omega-3 (PUFA) mediante alimentazione a base di pesce riduce il rischio di recidive di gotta nell'adulto, previo aggiustamento dei dati in base all'assunzione di purine. Tali risultati non sono stati replicati con la supplementazione di PUFA, anche se tale dato va interpretato alla luce di alcuni limiti metodologici del lavoro, ammessi dagli stessi ricercatori.

Uno studio di recente pubblicazione su Arthritis & Rheumatology ha dimostrato che l'assunzione di acidi grassi polinsaturi omega-3 (PUFA) mediante alimentazione a base di pesce riduce il rischio di recidive di gotta nell'adulto, previo aggiustamento dei dati in base all'assunzione di purine. Tali risultati non sono stati replicati con la supplementazione di PUFA, anche se tale dato va interpretato alla luce di alcuni limiti metodologici del lavoro, ammessi dagli stessi ricercatori.

Razionale e disegno dello studio
Il trattamento della gotta con farmaci ipouricemizzanti si associa spesso, nonostante la migliore terapia, ad un tasso ancora elevato di recidive, ricordano i ricercatori nell'introduzione al lavoro. La ricerca di opzioni alternative di gestione della gotta ha portato a concentrarsi sugli acidi grassi omega-3 (n-3 PUFA), in ragione dei loro effetti anti-infiammatori documentati da tempo.

La presenza di studi sull'efficacia di questi acidi grassi nel trattamento di alcune condizioni artritiche, accompagnata dal numero ridotto di studi sul loro impiego nella gotta ha sollecitato il nuovo lavoro, che si è ripromesso di esaminare la correlazione tra gli n-3 PUFA e il rischio di recidiva di attacchi gottosi, ipotizzando che il consumo di questi nutrienti, sotto qualsiasi forma, dovesse abbassare il rischio di ricaduta di malattia.

Su questi presupposti è stato implementato il nuovo lavoro, che ha analizzato retrospettivamente i dati di uno studio condotto tra il 2003 e il 2012 (the Boston University Online Gout Study), che aveva reclutato 724 pazienti affetti da gotta (età media: 54,5 anni; 78,5% di sesso maschile; 88,7% di etnia Caucasica; BMI medio= 32,1 kg/m2; durata media di malattia= 8 anni), allo scopo di esplorare i fattori di rischio associati a frequenti recidive di malattia nel corso di un anno.

I pazienti reclutati avevano completato, online, un questionario in concomitanza con un attacco gottoso e a cadenza trimestrale dall'ultimo attacco, riportando informazioni sull'esposizione agli acidi grassi omega-3 forniti dalla dieta o da intervento di supplementazione nelle 48 ore immediatamente precedenti.

L'outcome primario del nuovo studio è stato quello della probabilità di avere un attacco di gotta nel cosiddetto “periodo a rischio” e nei periodi successivi. Tra gli outcome secondari, invece, vi era il rischio di recidiva in base alla determinazione del rapporto tra acidi grassi omega-3 e omega-6.

E' stata effettuata, successivamente, un'analisi di regressione logistica multivariabile, con aggiustamento dei dati per l'assunzione di alcol e di purine, come pure per l'impiego di diuretici e di farmaci anti-gotta, al fine di valutare le correlazioni tra il consumo di n-3 PUFA e le recidive di attacchi gottosi.

Risultati principali
Sul totale dei pazienti reclutati nello studio, l'85% era affetto da gotta acuta, stando ai criteri ACR 1977, mentre il 48% dei pazienti assumeva un trattamento contro la malattia. Dopo completamento della survey online, il 22% dei pazienti ha riferito di assumere acidi grassi omega-3 in qualche forma (19% mediante alimentazione, 4,6% mediante supplementazione) nelle 48 ore immediatamente precedenti.

Dopo aggiustamento dei dati per più fattori confondenti, è emerso che la supplementazione con n-3 PUFA (mediante olio di pesce, olio di fegato di merluzzo o  per via diretta) non aveva un effetto sul rischio ricorrente di recidive (aOR=1,01; IC95%=0,63-1,60; P =.0,98).

Al contrario, l'assunzione di pesci grassi con l'alimentazione ha ridotto il rischio di recidive in modo statisticamente significativo (-33%; aOR=0,77; IC95%=0,61-0,96; P =0,02).

Ragionando in un'ottica dose-risposta, è stato osservato che l'assunzione di una portata di pesce grasso ricco di acidi omega-3 ha ridotto numericamente il rischio di recidive (aOR=0,79; IC95% =0,61-1,03; P =0,08), mentre il consumo di 2 o più portate ha ridotto in modo statisticamente significativo il rischio di recidive gottose ricorrenti (aOR=0.74; IC95%=0,54-0,99; p =0,04).

Analizzando, invece, il rischio di recidive di gotta in base al rapporto tra acidi grassi omega-3 e omega-6, in contrasto con l'osservazione di un rapporto elevato visto sopra, il consumo di almeno 2 portate di cibo neutrale non è risultato associato a nessuna riduzione del rischio  (aOR=1,19; IC95% =0,85-1,66), mentre un rapporto basso nei cibi consumati ha innalzato in modo significativo il rischio di attacchi gottosi recidivanti (aOR=1,34; IC95% =1,10-1,63).

Punti di forza e debolezza dello studio
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno ricordato come, tra i punti di forza del loro lavoro vi siano stati  la numerosità del campione, il disegno case-crossover dello studio e la robustezza statistica, derivante dall'aggiustamento dei dati per fattori confondenti.

Tra i limiti metodologici intrinseci del lavoro, ammessi dagli stessi ricercatori, vi sono stati il mancato utilizzo del gold standard diagnostico della gotta – dato dall'aspirazione dei cristalli di urato – l'esposizione ai PUFA riferita dagli stessi pazienti, lo spettro elevato di livelli di n-3 PUFA nell'alimentazione a base di pesce, la mancanza di informazioni sui valori di uricemia o di PUFA nel sangue, e la mancanza di informazioni relative all'ingestione di altri alimenti ricchi in purine.

Tutto ciò potrebbe aver sottovalutato l'influenza positiva della supplementazione sulle recidive di gotta.

Alla luce di queste considerazioni, se lo studio ha sottolineato l'effetto potenzialmente benefico degli n-3 PUFA nel limitare il rischio di recidive di malattia, il consumo di questi nutrienti da fonti specifiche e in dosi adeguate per la prevenzione di questi eventi necessita di ulteriori studi confermativi, di adeguata potenza statistica e di disegno prospettico.

NC

Bibliografia
Zhang M et al.  Effect of dietary and supplemental omega‐3 polyunsaturated fatty acids on risk of recurrent gout flares [published online March 25, 2019]. Arthritis Rheumatol. doi:10.1002/art.40896
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