Impiego farmaci biologici e tubercolosi latente: ripetere i test non serve #ACR2019

Ripetere i test di routine per rilevare la presenza di infezione da tubercolosi latente in pazienti in terapia con farmaci biologici ha una scarsa rilevanza per la clinica ed è inutilmente costoso. Questo il responso di uno studio presentato al congresso dell'American College of Rheumatology, che suggerisce, invece, come sia necessario, invece, ripetere i test in questione nei soli pazienti che mostrano nuovi fattori di rischio di infezione tubercolare rispetto all'ultimo screening eseguito.

Ripetere i test di routine per rilevare la presenza di infezione da tubercolosi latente in pazienti in terapia con farmaci biologici ha una scarsa rilevanza per la clinica ed è inutilmente costoso. Questo il responso di uno studio presentato al congresso dell’American College of Rheumatology, che suggerisce, invece, come sia necessario, invece, ripetere i test in questione nei soli pazienti che mostrano nuovi fattori di rischio di infezione tubercolare rispetto all’ultimo screening eseguito.

Le discrepanze attualmente esistenti nelle Linee guida in tema di test per la tubercolosi latente nei pazienti in terapia con farmaci biologici
Ad oggi, non esiste una unanimità di vedute tra le diverse linee guida esistenti in merito all’opportunità di ricorrere ai test per la rilevazione della presenza di infezione da tubersolosi latente (LTBI) in pazienti reumatologici in terapia con farmaci biologici.

Così, ad esempio, mentre l’ACR raccomanda di ripetere lo screening per la presenza di LTBI in pazienti trattati con DMARDb solo nei soggetti con fattori di rischio di Tb (es: pazienti immigrati o residenti in zone endemiche, persone a stretto contatto con i pazienti - personale impiegato in residenze o comunità ristrette (carceri, case di cura strutture per i senza tetto), persone immunodepresse. La National Psoriasis Foundation Usa, invece, richiede la ripetizione del test per LTBI in tutti i pazienti trattati con farmaci biologici. Tuttavia, le evidenze a supporto dell’esecuzione annuale del test, in quanto clinicamente rilevanti e associate ad un buon profilo di costo-efficacia, sono piuttosto scarse.

Di qui il nuovo studio, che si è proposto di determinare il valore clinico e il rapporto costo-efficacia dello screening “seriale” per LTBI in pazienti in terapia con farmaci biologici, e di identificare i fattori di rischio nei pazienti che diventano positivi al QuantiFERON test (QFT), da una condizione iniziale negativi, mentre sono in terapia con DMARDb.

A tal scopo, gli autori dello studio hanno recensito retrospettivamente i dati provenienti da un centro di cure di terzo livello relativi al periodo 2007-2019. Sono stati analizzati i risultati degli screening di LTBI relativi a 10.914 pazienti trattati con farmaci biologici per condizioni reumatologiche, corredati di informazioni demografiche, indicazione della diagnosi primaria, farmaci biologici utilizzati, durata della terapia, numero di QFT eseguiti e risultati a livello del singolo paziente.

Sul totale dei pazienti trattati con DMARDb, 5.212 erano andati incontro ad almeno una ripetizione del QFT dopo inizio del trattamento con questi farmaci; questi pazienti sono stati inclusi per la successiva analisi finale. Le diagnosi di malattia reumatologica maggiormente rappresentate in questo campione era date dalla malattia intestinale infiammatoria (31%), dall’artrite reumatoide (29%) e dall’artrite psoriasica (25%).

La ripetizione del test non ha dato indicazione di più casi di LTBI
Dallo studio è emerso che ben l’87,5% dei 5.212 pazienti andati incontro ad almeno una ripetizione di QFT erano negativi a QFT, mentre solo nel 9,2% di questi pazienti ha presentato uno o più risultati indeterminati e il 3,3% più di un risultato positivo.

Considerando questi ultimi (positività al test), solo 61 sono diventati positivi dopo inizio del trattamento con farmaci biologici.

I ricercatori hanno anche sottolineato la scoperta di un solo caso di Tb attiva nell’intera coorte di pazienti in studio. Non solo: questo paziente si caratterizzava per la presenza di un fattori di rischio significativo di Tb – viaggio recente in area endemica di Tb.

In conclusione, lo studio suggerisce come l’utilità clinica e la cost-effectiveness della ripetizione dei test di screening in pazienti in terapia con farmaci biologici possa essere apprezzata qualora tale prassi non venga effettuata di routine (annualmente) ma sia guidata, invece, da un’analisi dettagliata dei fattori di rischio di esposizione all’infezione tubercolare, fatta a livello del singolo paziente.

NC

Bibliografia
Khanna U et al. Utility of Repeat Latent Tuberculosis Testing in Patients Taking Biologics. Presented at: 2019 ACR/ARP Annual Meeting; November 8-13, 2019; Atlanta, GA. Abstract 1485.
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