I livelli sierici di pentosidina, una molecola appartenente alla classe degli “advanced glycation endproducts” (AGE), che si accumula nel sangue a seguito del deterioramento del collagene, sembrano essere associati al rischio di fratture e potrebbero essere considerato come un fattore predittivo indipendente di fratture vertebrali nelle donne in post menopausa. E’ quanto emerso da uno studio presentato in occasione dell’European Congress on Osteoporosis and Osteoarthritis (ECCEO).

Come spiegato dagli esperti, i livelli di pentosidina sono associati alla resistenza delle ossa e quando valutati insieme all’indice di massa corporea forniscono un quadro completo della densità minerale ossea (BMD).

Nelle 616 donne analizzate nello studio, di età compresa tra i 50 e i 79 anni, la BMD media al basale era di 24,3 ± 3,5 kg/m2, la BMD a livello spinale era di 0,819 ± 0,144 g/cm2 e i livelli di pentosidina erano di 0,40 µg/ml (0,029-1,055).

Al basale sono stati identificati 71 casi di deformità vertebrali prevalenti (VDf) in 52 donne. Durante un follow-up di 10 anni, si sono verificate 148 fratture in 94 donne, per un’incidenza di 16,8/10.000 persone all’anno.

Nell’analisi di regressione logistica, i livelli di pentosidina aumentavano in modo lineare con il rischio di fratture vertebrali. Questa associazione era indipendente dall’età, dall’indice di massa corporea, dalla BMD a livello spinale e dalle fratture prevalenti. L’OR era di 1,26 (IC 95% 1,01-1,57),

Da questa analisi è emerso quindi che livelli elevati di pentosidina sono associati a un aumento del rischio di fratture.

Higher Levels of Serum Pentosidine Are Associated With Elevated Risk of Vertebral Fractures in a 10-Year Follow-up of Japanese Female Population: The Japanese Population-Based Osteoporosis (JPOS) Cohort Study. Abstract P425

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Elisa Spelta
Medical Writer