Lupus, bassa attivitā di malattia: frequenza e predittori

Ortopedia e Reumatologia

Quasi il 44% dei pazienti affetti da lupus eritematoso sistemico (LES) soddisfa i criteri di "ridotta attivitā di malattia lupica" (LLDAS), stando ai risultati di un ampio studio pubblicato su Arthritis Research & Therapy.

Quasi il 44% dei pazienti affetti da lupus eritematoso sistemico (LES) soddisfa i criteri di “ridotta attività di malattia lupica” (LLDAS), stando ai risultati di un ampio studio pubblicato su Arthritis Research & Therapy.

Lo studio è di particolare rilevanza in quanto, per la prima volta nel LES, è stato definito un target di trattamento che è raggiungibile e che, con il tempo, avrà un ruolo simile a quello osservato per la condizione di “bassa attività di malattia” nell'artrite reumatoide (AR).

Gli strumenti attualmente a disposizione per misurare l'attività di malattia nel LES sono complessi, ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro, contribuendo alla varietà di risultati ottenuti nel trial clinici sull'impiego di nuove terapie più specifiche.

Poichè la definizione di remissione nel lupus è ancora oggi oggetto di discussione e dal momento che, se si accetta una definizione più stringente di questo stato, questo viene raggiunto solo dal 2% dei pazienti con LES, si capisce come, allo stato attuale, sia difficile utilizzare la remissione come target di trattamento.

In altre malattie ad eziologia autoimmunitaria, prevalentemente l'AR, è stato dimostrato come il raggiungimento di un'attività di malattia minima si traduca in un miglioramento degli outcome di malattia dei pazienti.

Di recente, in una consensus internazionale sul trattamento del LES, è stato proposto l'utilizzo della condizione di bassa attività di malattia lupica (LLDAS) come target di trattamento,  analogamente a quanto fatto nell'AR.

Stando a questa consensus, si raggiunge la LLDAS quando sono soddisfatti tutti i seguenti criteri: 1) SLEDAI-2 K (SLE Disease Activity Index) ≤4, in assenza di attività negli organi principali (sistema renale, SNC, sistema cardiopolmonare, vasculiti, febbre) e di anemia emolitica o attività GI; 2) assenza di recidive, misurata dall'indice SFI (SLE flare index); 3) un punteggio SELENA-SLEDAI physician global assessment (PGA) ≤1 (su una scala da 0 a 3); 4) una dose corrente di prednisolone (o equivalente) ≤7,5 mg/die; 5) dosi di mantenimento standard, ben tollerate, di farmaci immunosoppressori e di farmaci biologici approvati, esclusi quelli sperimentali. 

Obiettivo del nuovo studio, pertanto, è stato quello di determinare la frequenza e i predittori di LLDAS mediante analisi dei dati raccolti durante la fase di reclutamento dei pazienti.

Sono stati ammessi allo studio 1.846 pazienti adulti con LES, in prevalenza di sesso femminile, provenienti da 12 centri dislocati in 9 paesi. L'età media della diagnosi di LES era di 29,34 anni, mentre la durata media di malattia era pari a 8,64 anni. Più della metà dei pazienti inclusi nello studio era di etnia cinese.

I risultati hanno mostrato che tutti i pazienti soddisfacevano almeno un criterio per definire la presenza di LLDAS. Il più comune (99,6% dei casi) era legato all'impiego di farmaci immunosoppressori, il meno comune (63,4% dei casi) era dato dal punteggio SLEDAI-2 K ≤4, in assenza di attività in un organo/sistema principale.
Circa il 43,9% dei partecipanti allo studio, invece, soddisfaceva tutti i 5 criteri per la definizione di LLDAS.

I risultati dell'analisi di regressione logistica multivariata hanno mostrato che le variabili associate negativamente, in modo significativo, con il raggiungimento di LLDAS era rappresentate da una durata di malattia  ≤1 anno (OR=0,31; IC95 %=0,19-0,49, P < 0,001) e una storia di rash discoide (OR=0,66; IC95 %=0,49-0,89, P = 0,006) o di malattia renale (OR=0,60; IC95 %= 0,48-0,75, P < 0,001).

I ricercatori hanno anche documentato che i pazienti provenienti da paesi ricchi avevano probabilità maggiori di essere in LLDAS rispetto a quelli provenienti da paesi poveri (OR=1,57; IC95 %= 1,25–1,98, p < 0,001), a suggerire l'importanza di includere dati socioeconomici nella valutazione dei fattori predittivi di LLDAS.

Nel commentare i risultati, gli autori dello studio ipotizzano che, se il raggiungimento o il mantenimento di LLDAS si traduce in un miglioramento degli outcome di questi pazienti, questa nuova definizione potrebbe rappresentare un nuovo target di trattamento da utilizzare nei trial clinici sull'impiego di nuovi farmaci.
Per contro, il fatto che la maggioranza dei pazienti lupici non raggiunga la condizione LLDAS è indice di inadeguatezza del trattamento corrente del LES.

Nicola Casella

Bibliografia
Golder V, et al "Frequency and predictors of the lupus low disease activity state in a multi-national and multi-center cohort" Arthritis Res Ther 2016; DOI: 10.1186/s13075-016-1163-2.
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