Lupus, belimumab riduce danno d'organo e riacutizzazioni. Studio italiano

Ortopedia e Reumatologia

Uno studio italiano coordinato dal Prof. Doria e dalla sua equipe, pubblicato su Arthritis Care Research, prende in esame i risultati ottenuti con belimumab, primo anticorpo monoclonale mirato per la malattia. La ricerca ha preso in esame il mondo reale, ovvero i pazienti con LES attivo monitorati nella pratica clinica standard, con una durata di malattia media di circa 10 anni.

Controllo nel tempo e remissione della malattia in un numero limitato di malati. Queste le sfide che ancora attendono medici e pazienti quando affrontano il LES (Lupus Eritematoso Sistemico), patologia estremamente complessa e difficile da trattare, soprattutto nelle forme che interessano diversi organi e apparati, assumendo connotazioni di particolare gravità.

Nel tassello delle conoscenze scientifiche ora si inserisce uno studio italiano coordinato dal Prof. Doria e dalla sua equipe, pubblicato su Arthritis Care Research, che prende in esame i risultati ottenuti con belimumab, primo anticorpo monoclonale mirato per la malattia.

La ricerca ha preso in esame il mondo reale, ovvero i pazienti con LES attivo monitorati nella pratica clinica standard, con una durata di malattia media di circa 10 anni.
Sono stati inseriti nello studio 67 pazienti e sono stati monitorati i principali parametri relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco.

I pazienti trattati con belimumab hanno avuto un miglioramento sul fronte delle scale di valutazione dell’intensità dei sintomi e della qualità di vita, nei parametri di laboratorio, come gli anticorpi anti-dsDNA o la proteinuria nelle 24 ore e, infine, in termini di misurazione della qualità di vita.

In particolare, il trattamento con belimumab ha consentito di arrestare l’accumulo di danno a carico degli organi che si è verificato costantemente nei cinque anni precedenti la terapia con anticorpo monoclonale.
Inoltre il tasso di riacutizzazioni della malattia (flare) nei pazienti con LES, è risultato inferiore dopo uno o due anni di trattamento con belimumab rispetto a quanto osservato nel periodo precedente alla terapia: il calo dei flare è risultato del 67 per cento a un anno e addirittura del 71 per cento a 24 mesi. Percentuali simili sono state osservate in pazienti con poliartrite e con il solo interessamento cutaneo del lupus.

Sul fronte della sicurezza, il farmaco è risultato ben tollerato, con una limitata incidenza di eventi avversi. In particolare non sono state osservate reazioni infusionali o da ipersensibilità grave o comunque tale da portare alla sospensione del trattamento su un totale di 1185 infusioni.

Effects of Belimumab on Flare Rate and Expected Damage Progression in Patients with Active Systemic Lupus Erythematosus Iaccarino L. et al. Arthritis Care Res (Hoboken) 2017; 69:115-23.