Malattia psoriasica, metanalisi attesta efficacia e sicurezza secukinumab ed ustekinumab, con alcune differenze #ACR2018

Se si mettono a confronto i nuovi DMARDb e i DMARDts nel trattamento della malattia psoriasica, secukinumab e ustekinumab sembrano essere le opzioni di trattamento più efficaci con le manifestazioni di malattia attiva (artrite psoriasica nel caso di secukinumab, psoriasi nel caso di ustekinumab). Questo il responso di una network metanalysis (o metanalisi "a rete"), recentemente presentata nel corso dell'edizione annuale del congresso ACR, in svolgimento a Chicago.

Se si mettono a confronto i nuovi DMARDb e i DMARDts nel trattamento della malattia psoriasica, secukinumab e ustekinumab sembrano essere le opzioni di trattamento più efficaci con le manifestazioni di malattia attiva (artrite psoriasica nel caso di secukinumab, psoriasi nel caso di ustekinumab).

Questo il responso di una network metanalysis (o metanalisi “a rete”), recentemente presentata nel corso dell’edizione annuale del congresso ACR, in svolgimento a Chicago.

Razionale dello studio
Molti DMARDts e DMARDb sono stati recentemente approvati nel trattamento della malattia psoriasica attiva (una definizione ombrello sotto la quale si estrinsecano diverse manifestazioni di malattia, dall’artrite psoriasica (PsA) alla psoriasi, dalla dattilite alla entesite).

Fino ad ora, tuttavia, ricordano gli autori nell’abstract del lavoro presentato al congresso, non esistevano studi sulla comparazione di questi farmaci in termini di efficacia e di sicurezza.

Di qui la nuova metanalisi, che si è proposta di mettere a confronto l’efficacia e la sicurezza di questi nuovi farmaci nel trattamento delle diverse manifestazioni di malattia psoriasica attiva.

Perché una metanalisi a rete?
La metanalisi in questione, tecnicamente definita come network meta-analysis, si differenzia dalle metanalisi tradizionali in quanto, mentre queste ultime riescono a confrontare due trattamenti uno contro l’altro (anche in presenza di un numero elevatissimo di trial) ma non sono in grado di analizzare i casi in cui i trattamenti da confrontare sono tre o più di tre, la metanalisi “ a rete” è in grado di fare confronti multipli indiretti. Il vantaggio è quello di ampliare la platea di dati disponibili sui quali effettuare le valutazioni statistiche tipiche della metanalisi.

Disegno dello studio
In primo luogo, è stata effettuata una ricerca bibliografica esperta sui principali database bibliografici biomedici, al fine di identificare quei trial clinici randomizzati che avevano valutato l’efficacia e la sicurezza di alcuni DMARDts (tofacitinib, apremilast) e di alcuni DMARDb (ustekinumab, secukinumab, ixekizumab, clazakizumab e abatacept) per il trattamento di malattia psoriasica attiva, con diagnosi di malattia da almeno 6 mesi, soddisfacenti i criteri di classificazione per l’artrite psoriasica, e con psoriasi a placche e artrite attiva allo screening.

L’analisi sistematica della letteratuta ha portato all’identificazione di 15 trial clinici randomizzati che soddisfacevano i criteri di inclusione sopra enunciati, per un totale di 6.004 individui e 17 farmaci diversi utilizzati.

Su questi è stata condotta la successiva metanalisi “a rete”.

Risultati principali
Tutti i trattamenti testati si sono rivelati superiori al placebo in termini di raggiungimento della risposta ACR20, con l’eccezione di clazakizumab 200 mg/25 mg, somministrato mensilmente.

Inoltre, tutti i trattamenti, con l’eccezione di abatacept 125 mg/settimana e clazakizunab 200 mg/mese, hanno soddisfatto i criteri ACR50.

Apremilast 30 mg/20 mg bis die, tofacitinib, secukinumab 300 mg/150 mg mensili, ustekinumab e ixekizumab si sono rivelati superiori nel soddisfacimento della risposta PASI75 (miglioramento della psoriasi).

La metanalisi “a rete” ha documentato l’efficacia del trattamento mensile con secukinumab 300 mg nel raggiungere le risposte ACR20 e ACR50.

Ustekinumab 90 mg per 12 settimane è risultato, invece, più efficace nel raggiungere la risposta PASI75.

Dati di safety
Gli eventi avversi (AE) sono risultati più frequenti con apremilast 30 mg/20 mg bis die, ixekizumab, e tofacitinib 10 mg bis die.

Considerando, invece, i SAE, questi non sono risultati significativamente differenti a seconda del trattamento considerato.

Dalla metanalisi “a rete” è emerso che la probabilità più bassa di AE e di SAE era documentabile con secukinumab 75 mg mensile e con ustekinumab 90 mg per 12 settimane, rispettivamente.

Ustekinumab, inoltre, ha mostrato il rapporto rischio-beneficio più alto mentre secukinumab si è rivelato più efficace nel migliorare le manifestazioni cutanee ed artritiche di malattia.

Informazioni su secukinumab ed ustekinumab
Il secukinumab è un anticorpo monoclonale totalmente umano che neutralizza selettivamente l’interleuchina 17A (IL-17A) circolante.

Il secukinumab è il primo inibitore di IL-17A che ha conseguito risultati positivi negli studi di Fase III per il trattamento della  PsA e della SA, ed è approvato in Europa e negli USA per queste patologie. Il secukinumab è approvato per il trattamento della SA e della AP in Ecuador e in Bangladesh, e per il trattamento della AP in Giappone.

Ustekinumab, come è noto, già approvato nel trattamento della malattia psoriasica (psoriasi e artrite psoriasica) nonché del morbo di Crohn, ha come bersaglio terapeutico due citochine (IL-12 e IL-23), legandosi alla subunità p40 condivisa da entrambe.


NC

Bibliografia
Lu C et al. Efficacy and safety of novel targeted synthetic DMARD and biological DMARD in active psoriatic arthritis: a systematic review, meta-analysis, and network meta-analysis. Presented at: ACR Annual Meeting; October 19-24, 2018; Chicago, IL. Abstract 696.
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