Nefrite lupica, risposta alla terapia predice la sopravvivenza

La sopravvivenza nei pazienti con nefrite lupica Ŕ associata al raggiungimento di una risposta completa alla terapia di induzione, stando ai risultati a 12 mesi ottenuti in uno studio di recente pubblicazione sulla rivista Lupus. Infatti, rispetto ai pazienti che non hanno centrato l'obiettivo, quelli che hanno soddisfatto l'outcome della risposta completa al trattamento a 12 mesi hanno mostrato una riduzione significativa della mortalitÓ (-82%).

La sopravvivenza nei pazienti con nefrite lupica è associata al raggiungimento di una risposta completa alla terapia di induzione, stando ai risultati a 12 mesi ottenuti in uno studio di recente pubblicazione sulla rivista Lupus.

Infatti, rispetto ai pazienti che non hanno centrato l’obiettivo, quelli che hanno soddisfatto l’outcome della risposta completa al trattamento a 12 mesi hanno mostrato una riduzione significativa della mortalità (-82%).

Entrando nei dettagli, i ricercatori hanno studiato 172 pazienti con nefrite lupica per i quali erano disponibili i dati sulla risposta terapeutica al trattamento di induzione a 6 e a 12 mesi. Di questi, 79 aveva raggiunto la risposta completa al trattamento a 6 mesi mentre 10 avevano conseguito l’obiettivo a 12 mesi.

La risposta completa al trattamento era definita da un rapporto proteine urinarie/creatinina <50 mg/mmol (approssimativamente equivalente ad una proteinuria <0,5 g per 24 ore) e da un tasso di filtrazione glomerulare stimato (eGFR) prossimo o nella norma, identificato con un tasso non al di là del 10% del valore normale di eGFR, se precedentemente alterato.

Lo studio ha mostrato che i tassi di sopravvivenza a 5, 10, 15 e 20 anni, rispettivamente, erano pari al 99,3%, 94,6%, 92% e 85,4%, in linea con gli studi precedenti.

Durante il periodo di osservazione dello studio, 9 pazienti sono deceduti e 6 sono progrediti a nefropatia allo stadio finale. All’insorgenza di nefrite lupica, i pazienti deceduti, rispetto agli altri sopravvissuti, erano in età più avanzata (valore mediano: 42 vs.34 anni)e mostravano sia livelli sierici significativamente più elevati di creatinina (mediana= 0,9 vs. 0,7 mg/dl) e più bassi di eGFR (56,4 vs. 78,7 ml/min/1,73 m2).

Da ultimo, l’appartenenza al sesso maschile e un indice di attività più elevato (0-24) erano in grado di predire il mancato raggiungimento dell’obiettivo della risposta completa alla terapia di induzione a 6 e a 12 mesi.

In conclusione, i risultati di questo studio suggeriscono che il raggiungimento della risposta completa a 12 mesi potrebbe predire la sopravvivenza di questi pazienti e che i pazienti di sesso maschile e con punteggio istologico dovrebbero essere attentamente monitorati per la predizione degli outcome renali e la prevenzione delle recidive a carico di questo apparato.

NC

Bibliografia
Ichinose K et al. Factors predictive of long-term mortality in lupus nephritis: a multicenter retrospective study of a Japanese cohort [published online January 30, 2019]. Lupus. doi:10.1177/0961203319826690
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