Ancora una nuova proposta di criteri diagnostici per la Fibromialgia, più sensibili e specifici rispetto alle (innumerevoli) proposte del passato. Arriva dalla Oregon Health & Science University di Portland.

Un articolo di recente pubblicazione, uscito su Arthritis Care & Research, confronta l’affidabilità dei criteri diagnostici modificati ACR del 2011 (2011ModCr), gli ultimi criteri proposti dalla nota società scientifica Americana, con i vecchi criteri ACR 1990 e con nuovi criteri alternativi, più facili da applicare, che comprendono un più ampio spettro di sintomi e localizzazioni dolorose.

Secondo il National Institutes of Health, la Fibromialgia (FM) colpisce 5 milioni di Americani adulti; l’80-90% dei pazienti con diagnosi certa sono donne. Il disturbo si caratterizza per la presenza di dolore muscoloscheletrico a carico di specifici “tender point” diffusi su tutto il corpo e dolenti alla digitopressione, spesso associata a fatica.

I criteri 2011ModCr includono 19 punti dolorosa e 6 sintomi auto riferiti: disturbi del sonno, fatica, difficoltà cognitive, mal di testa, depressione e dolore addominale.
Il Prof. Robert M. Bennett ed i suoi colleghi specializzati in diagnosi e gestione del paziente fibromialgico, hanno condotto una survey multicentrica cross-sectional per validare i criteri 2011ModCr in un gruppo più eterogeneo di pazienti con dolore cronico; quel “tipo di paziente che i medici vedono ogni giorno”, spiegano gli autori.

Dal luglio 2012 al marzo 2013 gli autori hanno reclutato 321 pazienti dagli ambulatori di cinque reumatologi, due specialisti del dolore, e uno psicologo, in 4 diversi stati. I pazienti hanno completato 5 questionari che includevano un questionario già convalidato, basato su 10 item, riguardante l’impatto dei sintomi, nonché una valutazione del dolore e della dolorabilità in 28 punti, su scala visiva analogica 0-10.

I ricercatori hanno inoltre analizzato l'esperienza di utilizzo, da parte del paziente, di un criterio diagnostico alternativo (2013AltCr), nato dall’unione dei due questionari noti come “leveraged 28-item pain location inventory (28PLI)” e “symptom impact questionnaire (SIQR)”.

I criteri 2011ModCr hanno mostrato una sensibilità dell’83,5% ed una specificità del 67,2%, classificando correttamente il 73,8% dei pazienti. I criteri 2013AltCr sono invece risultati meno sensibili (80,7%), ma più specifici (79,6%) e hanno classificato correttamente l’80,1% dei pazienti.

Confrontando i criteri 2011ModCr ed i nuovi criteri 2013AltCr con i criteri ACR del 1990 sono emersi risultati interessanti.

Un risultato notevole, secondo gli autori, è stato quello di individuare, nel gruppo dei falsi positivi-2011ModCr, ovvero di quei pazienti che avevano la FM secondo i criteri modificati del 2011 ma non la avevano secondo i vecchi criteri del 1990, una prevalenza di uomini del 31%. Nel pazienti falsi positivi per i criteri 2013AltCr la prevalenza di uomini era invece del 34%. Inoltre sommando gli uomini veri positivi con gli uomini falsi positivi si ottenevano prevalenze del 16% quando applicati i criteri del 2011, e del 14% quando applicati i nuovi criteri del 2013. Se si considera che secondo i criteri ACR solo il 6% dei pazienti FM erano uomini, si deduce facilmente che con i vecchi criteri si escludevano con alta probabilità gli uomini dalla diagnosi di FM.

“Le donne provano più dolore degli uomini; gli uomini non vengono diagnosticati”, ha dichiarato il Dr. Bennett durante un’intervista rilasciata a Medscape Medical News. Anche per le donne, comunque, un medico può identificare un numero di punti dolenti sufficiente a formulare la diagnosi un giorno, ma potrebbe trovarne un numero insufficiente alla visita successiva. Il paziente “passa dall’avere al non avere la fibromialgia”, ha aggiunto. “Questi nuovi criteri sono più facili da applicare”.

Quindi i criteri ACR, un tempo considerate il gold standard, risulta difficile diagnosticare accuratamente la fibromialgia.“I criteri 2011ModCr abbracciano un più ampio spettro di pazienti con sintomi fibromialgici rispetto ai criteri ACR 1990”, riferisce l’autore.

La Sig.ra Jan Favero Chambers, presidentessa e fondatrice della National Fibromyalgia & Chronic Pain Association (Logan, Utah), in un’intervista a Medscape dichiara di essere grata per la “chiarezza che questi criteri apportano” alla diagnosi di fibromialgia, ma non si astiene dal commentare che “l’esistenza di 5 differenti criteri diagnostici potrebbe seminare confusione”.

I reumatologi sono a loro agio nell’applicare criteri diagnostici, ma le abilità diagnostiche dei medici di medicina generale sono diverse. Per come stanno adesso le cose, spiega Jan, le persone che cercano di capire cosa del loro organismo non funziona a dovere, visitano tra i 3 ed i 5 medici, spendendo migliaia di dollari prima di giungere alla diagnosi di fibromialgia.

Un altro parere ci arriva dalla Dott.ssa Laura Bazzichi, Dirigente Medico della U.O. di Reumatologia dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa, che da 15 anni si occupa di Fibromialgia.

“Bene il fatto che i nuovi criteri proposti siano di più facile applicazione e che permettano una valutazione della gravità della malattia, ma in assenza di marcatori obiettivi la difficoltà nel porre diagnosi rimane invariata. I nuovi criteri proposti, sia quelli modificati del 2011 che quelli del 2013, sono infatti utili nel follow up del paziente, ma meno utili per fare una diagnosi differenziale. La diagnosi di Fibromialgia resta infatti sempre e comunque una diagnosi di esclusione”, dichiara la Dott.ssa Bazzichi, intervistata da Pharmastar.

Gli autori dello studio pubblicato su Arthritis Care & Research tengono comunque a precisare che i criteri 2013AltCr necessitano di una validazione indipendente, effettuata su una casistica più ampia e variegata di pazienti che lamentano sintomi cronici.

"Abbiamo offerto una validazione indipendente dei criteri 2011ModCr che, rispetto a quanto riportato in studi precedenti, è stata effettuata su un campione di pazienti affetti da una vasta gamma di disturbi caratterizzati da dolore cronico" sottolineano gli autori.

E il loro paper si conclude con le seguenti parole: "Abbiamo anche esplorato criteri alternativi (2013AltCr) sulla base della scala SIQR e del numero di punti dolenti. Questi criteri alternativi sono paragonabili a quelli del 2011 in termini di sensibilità diagnostica, un po’ meglio in termini di specificità; questi criteri hanno soprattutto il vantaggio di utilizzare solo una combinazione di punti dolenti e di sintomi, riferiti al medesimo intervallo temporale".

Francesca Sernissi

Bennett R, Friend R, Marcus D, Bernstein C, Han BK, Yachoui R, Deodar A, Kaell A, Bonafede P, Chino A, Jones K. Criteria for the diagnosis of fibromyalgia: Validation of the modified 2010 preliminary ACR criteria and the development of alternative criteria. Arthritis Care Res (Hoboken).