In uno studio di fase II la terapia con odanacatib, inibitore della catepsina, ha determinato  un significativo aumento della densità minerale ossea in donne precedentemente trattate con bifosfonati. I dati del trial sono stati resi noti durante il 34° congresso annuale dell’American Society for Bone and Mineral Research, in corso a Minneapolis, Usa.

Lo studio è un trial di fase II, randomizzato e in doppio cieco, della durata di due anni, multicentrico, condotto con odanacatib in 243 donne con osteoporosi post menopausale precedentemente trattate con alendronato per 3 anni. In queste pazienti si è osservato un aumento del 2,67% della BMD misurato alla testa del femore rispetto al gruppo in placebo (p<0,001), ha reso noto il dott. Tobias De Villiers, del Mediclinic Panorama a Western Cape, in South Africa. Rispetto al dato basale del gruppo in odanacatib, l’aumento è stato dell’1,73% (p< 0,001).

Negli studi precedenti il farmaco era stato somministrato a pazienti non trattate in precedenza con altri farmaci mentre in questo caso le pazienti, provenienti da 12 paesi, erano già state trattate con bifosfonati per almeno 3 anni.

Al basale tutte le pazienti avevano un T score compreso fra -2,5 e -3,5 al collo del femore, o all’anca totale ma nessuna aveva precedente fratture. Il T-score è la differenza, espressa in numero di "deviazioni standard", fra il valore individuale osservato e il valore medio della popolazione sana di riferimento. Valori di T-score compresi fra +1 e -1 indicano una mineralizzazione ossea nella norma.

L’età media delle pazienti studiate era di 71 anni, con un’età dalla menopausa di 23 anni e la maggior parte era di razza caucasica. Le pazienti dono state randomizzate a placebo o odanacatib 50 mg. la settimana per 24 mesi associati a 5600 UI di vitamina D ogni settimana e calcio alla dose di 2400 mg./die.

Tra le pazienti trattate con placebo, la BMD misurata alla testa del femore e del trocantere è rimasta relativamente stabile durante il primo anno, probabilmente a causa degli effetti residui dei trattamenti precedenti. Comunque, durante il secondo anno, la BMD si è ridotta dello 0,94% e dell’1,35% rispettivamente a livello del femore e del trocantere. Inoltre, la BMD a livello dell’anca si è ridotta dell’1,87% nei due anni analizzati.

Rispetto al placebo, le differenze nella BMD osservate nelle pazienti assegnate a odanacatib nei due anni considerati erano pari al 2,7%, P<0,001 a livello dell’anca, del 3,18%, P<0,001 a livello del trocantere e del 2,57%, P<0,001 a livello della regione lombare della colonna vertebrale.

Nelle pazienti assegnate al farmaco, la variazione della BMD rispetto al basale era dell’1,83% a livello del trocantere, dello 0.83% in corrispondenza dell’anca e del 2,28% a livello lombare. Differenze significative nella BMD non sono state osservate a livello dell’avambraccio.

Il trattamento era, inoltre, associato a un cambiamento significavo dei livelli dei biomarker del metabolismo osseo. Ad esempio, odanacatib ha ridotto significativamente del 47% (P<0,001) i livelli di N-telopeptidi a catena crociata di collagene tipo l nelle urine, un biomarker del riassorbimento osseo. Inoltre, fenomeno non atteso, il farmaco ha aumentato i livelli di C-telopeptidi a catena crociata di collagene tipo l.

Per quanto riguarda i biomarker di formazione ossea, il farmaco ha aumentato del 31,2% (P=0,011) i livelli di pro collagene di tipo 1 nel siero, dimostrando un effetto anti riassorbitivo.
Gli eventi avversi erano simili nel gruppo assegnato a odanacatib e in quello placebo. L’evento avverso più frequente erano le infezioni del tratto urinario, che sono state osservate rispettivamente nell’11,5% e nel 16,5% dei pazienti, lombalgia (11,5% e 9,9%) e artralgia (9% e 9,9%).

Fratture sono state osservate in sei soggetti trattati con il farmaco e il 16 controlli. Undici pazienti assegnati al medicinale hanno interrotto lo studio a causa di eventi avversi, rispetto a 4 controlli.
Uno studio di fase III condotto per analizzare gli effetti del farmaco sul rischio di fratture è stato recentemente terminato dal comitato di monitoraggio dei dati dello studio. Dopo un’analisi ad interim è stata osservata un’efficacia significativa e un rapporto rischio-beneficio favorevole per il farmaco per quanto riguarda il rischio di fratture.

Odanacatib è un potente inibitore selettivo della catepsina K, un enzima umano coinvolto nel riassorbimento osseo. L'enzima, una cistein-proteasi espressa selettivamente negli osteoclasti, gioca un ruolo essenziale nella distruzione dell'osso e della cartilagine promuovendo la degradazione delle proteine della matrice come il collagene e l'elastina.

De Villiers T, et al "Effects of odanacatib on BMD and overall safety in the treatment of osteoporosis in postmenopausal women previously treated with alendronate" ASBMR 2012; Abstract 1027.