Osteoporosi, con romosozumab benefici sulla densitÓ ossea maggiori nei primi 12 mesi

In donne in postmenopausa con ridotta massa ossea, i benefici di romosozumab sull'aumento della densitÓ minerale ossea (BMD) nel secondo anno di trattamento sono inferiori rispetto al primo anno. Questi i risultati dell'estensione di uno studio di Fase II pubblicato sul Journal of Bone and Mineral Research.

In donne in postmenopausa con ridotta massa ossea, i benefici di romosozumab sull’aumento della densità minerale ossea (BMD) nel secondo anno di trattamento sono inferiori rispetto al primo anno.

Questi i risultati dell’estensione di uno studio di Fase II pubblicato sul Journal of Bone and Mineral Research.

La ricerca ha anche evidenziato una brusca diminuzione della BMD quando i pazienti sono passati da romosozumab a placebo dopo due anni, mentre quelli passati a denosumab hanno mantenuto la BMD e hanno mostrato ulteriori aumenti.

«Non sembra esserci un vantaggio nell'utilizzare romosozumab per più di 12 mesi», ha detto Michael McClung dell'Oregon Osteoporosis Center di Portland, primo autore dello studio. «Come tutti gli altri farmaci per l'osteoporosi, fatta eccezione per i bifosfonati, i vantaggi e i benefici della terapia scompaiono rapidamente quando il trattamento viene interrotto».

Romosozumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che prende di mira la sclerostina, una proteina prodotta dagli osteociti che riduce la formazione ossea e ne aumenta il riassorbimento.

Lo studio pubblicato
Si tratta del seguito di uno studio di Fase II che ha valutato per 24 mesi 364 partecipanti inizialmente randomizzati a romosozumab (5 dosaggi diversi), placebo o alendronato per 12 mesi seguito da romosozumab per altri 12.

I 315 pazienti che hanno concluso i due anni di trattamento, sono stati randomizzati in rapporto 1:1 per ricevere placebo o denosumab per ulteriori 12 mesi. In totale 248 pazienti hanno completato i tre anni.

Sono stati valutati i cambiamenti percentuali della BMD rispetto al basale, i marcatori di turnover osseo (BTM) ai mesi 24 e 36, e la sicurezza.

Romosozumab ha aumentato marcatamente la BMD fino al mese 24, ma nel secondo anno in misura inferiore rispetto al primo. Le donne trattate con romosozumab che sono passate a denosumab hanno continuato a incrementare la BMD, che invece con il placebo è tornata vicina ai livelli di pretrattamento.

Con romosozumab il marcatore di formazione ossea, cresciuto dopo l'inizio del trattamento, è gradualmente diminuito al di sotto del basale entro il mese 12, ed è rimasto stabile fino al mese 24. Mentre il marcatore di riassorbimento osseo è diminuito rapidamente dopo l'inizio del trattamento, rimanendo al di sotto del basale fino al mese 24.

Questi dati suggeriscono che gli effetti del romosozumab sono reversibili dopo la sospensione, ma vengono migliorati dal successivo impiego di denosumab.

«Facendo seguire la terapia con denosumab a quella con romosozumab si ottengono miglioramenti impressionanti nella densità minerale ossea dell'anca e della colonna vertebrale, a conferma dei risultati dello studio FRAME pubblicato nel 2016», ha affermato McClung. «I risultati del nostro studio, coerenti a quelli dei precedenti studi FRAME e ARCH, dimostrano chiaramente che la sequenza “romosozumab seguìto da denosumab o un bifosfonato” dovrebbe diventare il trattamento di scelta per i pazienti ad alto o imminente rischio di frattura, una volta che romosozumab dovesse ricevere la regolamentare approvazione».

Romosozumab non ancora approvato
L’Fda ha respinto la domanda per l'approvazione di romosozumab come trattamento per l'osteoporosi nel 2017, dopo che è stato collegato a un aumento di
eventi cardiovascolari in uno studio di Fase III. L’agenzia ha chiesto alla casa farmaceutica di depositare una nuova domanda che includesse i dati di due ulteriori trial di Fase III. Lo scorso 8 gennaio, l’Ema ha accettato il deposito della domanda di registrazione e quindi è iniziato l’iter regolatorio che di solito dura 210 giorni. Dopodichè si saprà se il Chmp raccomanderà o meno l’approvazione del farmaco.

Bibliografia
McClung MR et al. Effects of 24 months of treatment with romosozumab followed by 12 months of denosumab or placebo in postmenopausal women with low bone mineral density: A randomized, double‐blind, phase 2, parallel group study. J Bone Miner Res 2018.
leggi