A distanza di anni dalla sua somministrazione, l'ormone della crescita (GH) è in grado di continuare a ridurre il rischio di frattura e di aiutare a preservare la densità ossea nelle donne in post-menopausa affette da osteoporosi (OP).
Questa la conclusione principale di uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (1).

Gli effetti benefici sull'osso derivanti dalla somministrazione di GH in pazienti con deficit dell'ormone sono noti da tempo in letteratura (2) come pure l'associazione tra il deficit di GH e l'incremento dell'incidenza di fratture (3).
“Uno studio controllato vs placebo, che prevedeva la somministrazione di GH per 3 anni in donne con OP in post-menopausa ha documentato un incremento del contenuto minerale osseo del 14% nelle donne trattate con l'ormone vs placebo (p< 0,001) ad un anno dal termine del trattamento assegnato. - ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro.”

Di qui il razionale del nuovo studio, avente l'obiettivo di di valutare i dati relativi al contenuto osseo e all'incidenza di fratture dopo un follow-up di 10 anni condotto in donne che erano state trattate con GH per 3 anni (4) - ovvero 7 anni dopo la sospensione dell'ormone – rispetto a donne non trattate con l'ormone, selezionate in modo randomizzato dalla popolazione seguita in parallelo. Lo studio, inoltre, si è proposto di valutare anche eventuali variazioni della qualità della vita (QoL) nel corso del follow-up.

A tal scopo, sono state reclutate nello studio 80 donne, di età compresa tra i 50 e i 70 anni, affette da OP e in trattamento con terapia di sostituzione estrogenica (HRT). I dati relativi a questo campione di pazienti sono stati incrociati con quelli relativi ad una popolazione controllo di 120 donne, incrociata per età, provenienti dal World Health Organization Monitoring of Trends and Determinants in Cardiovascular Disease project, uno studio di screening di popolazione, il terzo condotto dall'OMS in Svezia.

Entrando nel dettaglio, le donne in post-menopausa affette da OP e in trattamento con HRT provenivano da un trial randomizzato e controllato in doppio cieco, della durata di 18 mesi, nel corso del quale erano state randomizzate a trattamento con iniezioni, rispettivamente, di placebo, 1 UI di GH o 2,5 UI di GH (4).
Dopo 18 mesi, le donne trattate con placebo sospendevano il trattamento, mentre quelle allocate al trattamento attivo sono state trattate per altri 18 mesi. Dopo questi 3 anni, i ricercatori hanno continuato a seguire queste pazienti per ulteriori 7 anni dalla fine del trattamento con GH al fine di monitorare la densità ossea, l'incidenza di fratture e la QoL da loro percepita.
Tutte le donne del trial sopra menzionato a 18 anni, inoltre, erano state sottoposte a supplementazione con 750 mg di calcio e 400 UI di vitamina D sia in concomitanza con il trattamento (con GH o placebo) che nel corso del follow-up (pazienti che continuavano il trattamento attivo per altri 18 mesi).

I risultati del follow-up a 10 anni dall'inizio del trial hanno mostrato che le pazienti trattate con la dose di GH maggiore (2,5 UI) presentavano livelli di densità minerale ossea superiori a quelle trattate con la dose inferiore dell'ormone o appartenenti al gruppo placebo (P=0,01, GH 1,0 U, e
P= 0,0006, GH 2,5 U vs placebo).
Inoltre, è stata documentata in entrambi i gruppi trattati con GH una riduzione del numero di fratture (dal 56% al 28% - p=0,0003) e, al contempo, un incremento del numero di fratture nel gruppo placebo (dall'otto per cento al 32% - p=0,0008).
In pratica, il tasso di frattura nelle donne trattate con GH si è dimezzato, mentre quello delle donne afferenti al gruppo controllo si è pressochè quadruplicato, in ragione di nuove diagnosi di OP nel corso del follow-up.

Lo studio, al contrario, non ha documentato variazioni della QoL tanto nel corso del trattamento con GH quanto nel follow-up di 10 anni, né ha rilevato differenze rispetto ai controlli.

Lo studio non era esente da alcuni limiti metodologici, quali la ridotta numerosità del campione di pazienti e l'eterogeneità delle formulazioni di HRT e di altre opzioni terapeutiche impiegate. Ciò può aver introdotto dei bias nella valutazione della prevenzione delle fratture ascritte al trattamento con GH. In compenso, un punto di forza risiede nell'essere stato il primo studio controllato vs placebo, condotto in pazienti con OP in post-menopausa, ad avere avuto un tempo di follow-up così lungo (10 anni).
 
In conclusione, lo studio dimostra come il trattamento con GH sia efficace tanto nel preservare la densità ossea quanto nel ridurre il tasso di fratture dopo 10 anni di follow-up, mentre non sembra influenzare la QoL percepita dalle pazienti affette da OP post-menopausale.

Nicola Casella

Bibliografia
1. Krantz E. et al. Effect of Growth Hormone Treatment on Fractures and Quality of Life in Postmenopausal Osteoporosis: A 10-Year Follow-Up Study. J Clin Endocrinol Metab 100:
    3251–3259, 2015
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2. Isaksson OGP et al. Mechanism of the stimulatory effect of growth hormone on longitudinal bone growth. Endocr Rev. 1987;8:426–438
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3. Rosén T et al. Increased fracture frequency in adult patients with hypopituitarism and GH deficiency. Eur J Endocrinol. 1997;137:240–245.
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4. Landin-Wilhelmsen K et al. Growth hormone increases bone mineral content in postmenopausal osteoporosis: a randomized placebo-controlled study. J Bone Miner Res   2003;18:393–405.
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