I pazienti che sviluppano artrite reumatoide (AR) in età avanzata si caratterizzano per un danno articolare di entità più severa, in parte ascrivibile con l'ingravescenza dell'infiammazione documentata  mediante imaging in questa fase della vita.

Queste le conclusioni di una metanalisi di 5 studi longitudinali di coorte, di recente pubblicazione online sulla rivista Arthritis Research & Therapy.

E' noto in letteratura come l'invecchiamento si associ con un riduzione delle funzioni del sistema immunitario innato e di quello acquisito. Quello che oggi, invece, non è ancora chiaro, è se le alterazioni suddette influenzino la severità di alcune malattie autoimmunitarie come l'AR.
A tal riguardo, ci sono stati studi che hanno valutato il danno articolare in pazienti anziani, ma i risultati sono stati contraddittori.

Di qui il razionale della metanalisi, avente lo scopo di verificare l'esistenza di una possibile associazione tra l'età avanzata e il danno articolare in presenza di AR.

A tal scopo, sono stati utilizzati i dati di 5 studi longitudinali di coorte (2 olandesi, 2 svedesi, 1 USA) per un totale di 1.875 pazienti, sottoposti a 7.219 batterie di radiografie delle mani e dei piedi sia all'inizio dello studio che nel corso del follow-up.
I pazienti avevano un'età media compresa tra i 49 e i 57 anni e in due casi su 3 erano di sesso femminile.
Il danno articolare è stato valutato mediante punteggio radiografico Sharp-van der Heijde, che tiene conto delle erosioni ossee insieme alla riduzione della rima articolare.

L'analisi dei dati dei 5 studi in pool e di 2 dei 5 studi presi separatamente ha documentato un incremento del danno articolare pari a 1,026 volte per gli studi in pool (1,034 volte per 2 dei 5 studi presi separatamente) per ogni anno aggiuntivo di vita dal momento della diagnosi di AR  (beta=1,026, P<0,001).

In tutti i time point durante il follow-up, i dati hanno mostrato l'esistenza di un'associazione tra l'età avanzata e i punteggi di riduzione della rima articolare (beta=1,030 e beta=1,020, P<0,001 per  entrambi).

Dato, però, che la riduzione della rima articolare può dipendere non solo dall'AR ma anche dalla degenerazione legata all'età, i ricercatori, non contenti, hanno analizzato separatamente le due componenti in uno dei 5 studi utilizzati nella metanalisi. I risultati hanno confermato che l'età correlava positivamente con entrambi i fattori nelle condizioni di partenza dello studio  (r=0.38, P

Nel cercare le cause dell'associazione tra età e danno articolare, i ricercatori hanno osservato che né la durata della sintomatologia, né la presenza di anticorpi ACPA, né il punteggio relativo alla riduzione della rima articolare, né i livelli di proteina reattiva C (CRP) sono in grado di mediare la correlazione sopra menzionata.

L'età invece, è risultata essere associata in modo significativo con il punteggio relativo all'infiammazione, documentato mediante imaging di Risonanza Magnetica (MRI), prevo aggiustamento dei basi in base ai livelli di CRP e al punteggio relativo alla riduzione della rima articolare (β=1.018, p=0.027). L'associazione tra età e danno articolare si è ridotta successivamente dopo inclusione del punteggio relativo all'infiammazione, documentato mediante MRI, a suggerire l'esistenza di una mediazione parziale (β=1,025, p=0,021).

Riassumendo, solo l'infiammazione misurata mediante MRI – più sensibile dei risultati clinici o dei marker di infiammazione come CRP – può essere considerata un mediatore parziale dell'influenza dell'età sul danno articolare.

“Saranno necessari nuovi studi per spiegare i meccanismi biologici responsabili della severità dell'infiammazione e dell'AR e le variazioni di questi parametri nel corso della vita del paziente – concludono gli autori.”

Nicola Casella


Mangnus L, et al "Studies on aging and the severity of radiographic joint damage in rheumatoid arthritis" Arthritis Res Ther 2015; DOI: 10.1186/s13075-015-0740-0.
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