Psoriasi da moderata a severa, con secukinumab pelle libera e quasi libera da lesioni dopo 12-16 settimane

Sono stati presentati durante il meeting annuale dell' American Academy of Dermatology (AAD) 2019, recentemente svoltosi a Washington, i nuovi risultati dello studio CLARITY secondo cui oltre due terzi dei pazienti con psoriasi da moderata a severa trattati con secukinumab segnalano l'assenza di qualsiasi impatto della malattia sulla qualità della loro vita (QoL) fino alla settimana 16 rispetto ai pazienti trattati con ustekinumab (rispettivamente 68,4% vs 55,9%).

Sono stati presentati durante il meeting annuale dell' American Academy of Dermatology (AAD) 2019, recentemente svoltosi a Washington, i nuovi risultati dello studio CLARITY secondo cui oltre due terzi dei pazienti con psoriasi da moderata a severa trattati con secukinumab segnalano l’assenza di qualsiasi impatto della malattia sulla qualità della loro vita (QoL) fino alla settimana 16 rispetto ai pazienti trattati con ustekinumab (rispettivamente 68,4% vs 55,9%).

I nuovi dati dello studio CLARITY dimostrano che oltre due terzi dei pazienti trattati con secukinumab segnalano l’assenza di qualsiasi impatto della malattia sulla qualità della loro vita fino alla settimana 16, rispetto ai pazienti trattati con ustekinumab (rispettivamente 68,4% vs 55,9%).

La percentuale di pazienti che ha ottenuto una risposta DLQI 0 o 1 (Dermatology Life Quality Index) ha mostrato un miglioramento superiore con secukinumab rispetto ad ustekinumab: la risposta DLQI 0 o 1 è stata più elevata quando i pazienti sono stati trattati con secukinumab vs ustekinumab alla settimana 12 (64,0% vs 51,7%) e alla settimana 16 (68,4% vs 55,9%) (entrambi p <0,0001).

I nuovi risultati dello studio vanno ad aggiungersi a quelli dello studio CLARITY precedentemente pubblicati nel 2018, i quali hanno dimostrato che secukinumab è stato significativamente più efficace di ustekinumab nel fornire una pelle libera e quasi libera da lesioni a 12 e a 16 settimane. Secukinumab ha inoltre dimostrato di avere un profilo di sicurezza favorevole e coerente con i dati precedentemente riportati. Anche i dati dello studio CLEAR – presentati in precedenza – hanno dimostrato la superiorità di Secukinumab rispetto ad Ustekinumab nell’ottenere una clearance cutanea (tassi di risposta PASI 90) mantenuta a 52 settimane.5

La psoriasi non è semplicemente un problema estetico, ma una malattia cronica, persistente e a volte invalidante, che può compromettere anche gli aspetti apparentemente meno importanti della vita quotidiana delle persone.
Oltre a quelli di CLARITY, al meeting AAD sono stati presentati in forma di late-breaker anche i nuovi dati dello studio PROSE che ha valutato l’impatto della malattia psoriasica sulla QoL del paziente.
Questi risultati di QoL vanno ad aggiungersi a quelli dello studio SCULPTURE, pubblicati nel 2018, i quali hanno dimostrato che due terzi dei pazienti affetti da psoriasi a placche da moderata a severa trattati con Secukinumab non hanno segnalato alcun impatto della malattia sulla qualità della loro vita per 5 anni, come descritto dalla risposta DLQI (Dermatology Life Quality Index) 0/1 (72,7% a un anno e 65,5% a 5 anni).6