Con una pubblicazione online ahead-of-prit sulla rivista Annals of Rheumatic Diseases, EULAR (The European League Against Rheumatism), forte di una task force multidisciplinare di 21 esperti di varia estrazione, ha reso note le raccomandazioni per la gestione non-farmacologica dell’artrosi dell’anca e del ginocchio.

Il documento, frutto di una ricerca sistematica della letteratura ottenuta da Medline e da altre otto banche dati  biomediche, condotta fino a febbraio 2012, ha anche effettuato una classificazione della forza dell’evidenza clinica disponibile sull’argomento. Il risultato di questo lavoro di valutazione della letteratura disponibile ha consentito la messa a punto di undici raccomandazioni evidence-based per la gestione di base non-farmacologica dell’OA di anca e ginocchio.

I temi trattati sono stati molteplici, dalla valutazione all’ approccio generale al paziente, dalle informazioni sul paziente e l’educazione aii cambiamenti dello stile di vita, dall’esercizio fisico alla perdita di peso,  dalle tecnologie alle calzature e al lavoro.

In sintesi, le raccomandazioni EULAR (tutte con almeno una evidenza “forte” di tipo 1a e 1b, tranne la raccomandazione nr. 10 e alcune indicazioni per le quali non è stato possibile determinare il grado di evidenza e che non sono qui riportate) sono state le  seguenti:
  1. Nei soggetti con OA all’anca o al ginocchio, la valutazione iniziale deve essere improntata ad un approccio biopsicosociale che includa, tra gli aspetti principali, lo stato fisico, le attività quotidiane, lo status dell’individuo (lavoro/istruzione, ruolo sociale), l’umore, i bisogni di educazione alla salute, le convinzioni sullo stato di salute e la motivazione all’autogestione
  2. Il trattamento dell’OA dell’anca e del ginocchio dovrebbe essere individualizzato secondo i desideri e le aspettative dell’individuo, la localizzazione dell’OA,  i fattori di rischio (come età, sesso, comorbidità, obesità e fattori meccanici avversi), la presenza di infiammazione, la severità delle modificazioni strutturali, il livello di dolore e di restrizione delle attività quotidiane, la partecipazione alla vita sociale e la qualità della vita
  3. Tutti i soggetti con OA dell’anca o del ginocchio dovrebbero essere sottoposti ad un piano di intervento individualizzato che includa, nello specifico, interventi a favore dell’informazione sull’OA, di indirizzo ad un regime individualizzato di attività fisica regolare nonché ad una riduzione del peso, se in sovrappeso o obesi
  4. In presenza di raccomandazioni a favore del cambiamento dello stile di vita, i soggetti con OA all’anca o al ginocchio dovrebbero essere sottoposti ad un programma individualizzato di intervento, basato su obiettivi a breve e a lungo termine, piani di intervento, con visite periodiche di controllo e possibilità di aggiustare il programma in corso
  5. Per essere efficaci, i programmi di informazione sull’OA dovrebbero indirizzarsi in modo specifico a chiarire la natura dell’OA, le sue cause, le conseguenze di questa condizione e la prognosi. Tali conoscenze dovrebbero essere sempre ricordate e sviluppate nel corso delle visite di follow-up, magari con l’accompagnamento di materiale stampato o multimediale (a seconda del gradimento del paziente)
  6. La scelta delle modalità di apprendimento allo svolgimento di attività fisica ad hoc dovrebbe sempre tener conto delle preferenze del paziente (sessioni individuali o in classe) ed essere improntata allo svolgimento frequente di esercizi ad intensità moderata, in congiunzione con il normale svolgimento delle attività quotidiane.
  7. Tra gli esercizi quotidiani che dovrebbero essere svolti dai soggetti affetti da OA all’anca o al ginocchio non dovrebbero mancare quelli di rafforzamento muscolare di entrambe le gambe (esercizi sostenuti isometrici), assieme a quelli aerobici e di stretching
  8. L’educazione alla perdita di peso dovrebbe basarsi su un regolare automonitoraggio del peso corporeo, l’incremento di attività fisica, l’osservanza di un regime dietetico strutturato, la riduzione dell’assunzione di grassi (soprattutto quelli saturi) e di zuccheri, la limitazione all’uso di sale, l’aumento dell’introito alimentare di frutta e verdura, la limitazione della grandezza delle porzioni, l’osservanza di programmi di educazione alimentare e la focalizzazione su eventuali disturbi comportamentali legati all’assunzione smodata di cibo
  9. Si raccomanda l’impiego di calzature confortevoli
  10. Non si deve trascurare l’opportunità di ricorrere, se necessario, ad ausili alla deambulazione, alla domotica e alla tecnologia automobilistica per la riduzione del dolore associato all’OA e la riduzione della mobilità
  11. Il ritorno al lavoro delle persone con OA, a rischio di disabilità, deve essere favorito con interventi di counselling sui fattori modificabili legati all’attività lavorativa quali il cambiamento di comportamenti sul lavoro (mansioni e orario), l’uso della tecnologia di assistenza, la modifica del propria postazione di lavoro e il supporto dai superiori, dai colleghi e dalla famiglia
Fernandes L. et al. EULAR recommendations for the non-pharmacological core management of hip and knee osteoarthritis. ARD Online First, published on April 17, 2013 as 10.1136/annrheumdis-2012-202745
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