Ortopedia e Reumatologia

Sarilumab, nuovo biologico anti-IL-6, migliora segni e sintomi dell'artrite reumatoide

L'anticorpo monoclonale sperimentale anti-interleuchina 6 (IL-6) sarilumab, in combinazione con metotrexate, si è dimostrato efficace nel ridurre i segni e i sintomi dell'artrite reumatoide (AR) nello studio randomizzato di fase III SARIL-RA-MOBILITY. Ma non solo, il nuovo biologico ha anche migliorato la funzionalità fisica e rallentato la progressione del danno articolare, centrando così tutti e tre gli endpoint primari stabiliti dal protocollo. Ad annunciarlo sono le due aziende che stanno sviluppando il farmaco - Sanofi e Regeneron Pharmaceuticals - con un comunicato stampa.

Lo studio SARIL-RA-MOBILITY è il primo dei cinque trial registrativi che costituiscono il corposo programma di sviluppo di sarilumab, il primo anticorpo monoclonale interamente umano diretto contro la subunità alfa del recettore dell’IL-6 e somministrato per via sottocutanea.

Il trial, della durata di 52 settimane, ha coinvolto circa1200 pazienti adulti con AR attiva moderata o grave, che non avevano risposto completamente al solo metotrexate, trattati con due diversi dosaggi di sarilumab (200 mg o 150 mg) o placebo per via sottocutanea, a settimane alterne, e in tutti e tre i casi in combinazione con metotrexate.

Entrambi i bracci assegnati al trattamento con l’anticorpo hanno mostrato miglioramenti clinicamente rilevanti e statisticamente significativi (P < 0,0001) rispetto al braccio di controllo dei tre endpoint primari: il miglioramento del 20% dei segni e sintomi della malattia secondo i criteri dell’American College of Rheumatology dopo 24 settimane di trattamento (risposta ACR20), il miglioramento rispetto al basale della funzionalità fisica misurata mediante l’Health Assessment Question-Disability (HAQ-DI) dopo 16 settimane e l’inibizione del danno strutturale alle articolazioni dopo 52 settimane, misurata mediante la variazione rispetto al basale del punteggio di Sharp modificato da van der Heijde (mTSS).

Secondo quanto riferiscono le due aziende, la risposta ACR20 a 6 mesi è stata del 66% nel gruppo trattato con sarilumab 200 mg, 58% con sarilumab 150 mg e 33% con il placebo.

"Il blocco dell’IL -6 sta emergendo come approccio terapeutico importante contro l'artrite reumatoide" dichiara Neil Graham, di Regeneron Pharmaceuticals, in un comunicato stampa, aggiungendo che l’azienda è incoraggiata da questi risultati di fase III, che dimostrano come entrambi i dosaggi del farmaco somministrati ogni due settimane siano efficaci.

Il trattamento con il nuovo biologico si è associato anche a un miglioramento della funzionalità fisica dopo 4 mesi e i pazienti trattati con la dose più alta hanno mostrato un decremento di circa il 90% della progressione radiografica dopo 52 settimane, fanno sapere Sanofi e Regeneron.

Inoltre, il trattamento con entrambi i dosaggi di sarilumab ha portato a un miglioramento significativo rispetto al placebo sia della risposta ACR50 sia della risposta ACR70 a 6 mesi (endpoint secondari del trial). Infatti, la risposta ACR50 a 24 settimane è stata del 46% nel gruppo trattato con 200 mg, 37% in quello trattato con 150 mg e 17% nel gruppo placebo, mentre la risposta ACR70 è stata, rispettivamente, del 25% e 20% contro 7% (P < 0,0001 per tutti i confronti).

Gli eventi avversi più comuni sono stati le infezioni, la cui incidenza è stata del 39,6% nel gruppo sarilumab 200 mg, 40,1% nel gruppo sarilumab 150 mg e 31,1% nel gruppo di controllo. L’incidenza delle infezioni gravi, invece, è stata rispettivamente del 4%, 2,6% e 2,3%, mentre quella degli eventi avversi tali da portare all’abbandono dello studio rispettivamente del 13,9%, 12,5% e 4,7%.

Inoltre, nei pazienti trattati con il biologico si è osservato un calo dose-dipendente della conta dei neutrofili, ma la neutropenia di alto grado non si è associata a infezioni gravi, e si sono osservati anche aumenti degli enzimi epatici e del colesterolo LDL.

Ulteriori dati di efficacia e sicurezza, riferiscono Sanofi e Regeneron, saranno presentati in uno dei prossimi congressi del settore.

Nel frattempo, è già partito l’arruolamento di altri tre studi del programma SARIL-RA, COMPARE, TARGET eASCERTAIN, mentre il quinto della serie SARIL-RA EXTEND e un trial sulla sicurezza a lungo termine sarilumab a cui parteciperanno i pazienti che completeranno gli studi MOBILITY, TARGET o ASCERTAIN.

Alessandra Terzaghi