Ambrisentan può migliorare l’ipertensione polmonare da sforzo nei pazienti con sclerosi sistemica, stando ai risultati di un piccolo studio monocentrico e non controllato di autori americani, appena pubblicato su Arthritis & Rheumatism.

Tuttavia, gli autori sottolineano come siano necessari ulteriori studi, controllati con placebo, per confermare se il beneficio è realmente un effetto del farmaco e per determinare i regimi terapeutici ottimali per i pazienti con ipertensione polmonare da sforzo.

La prognosi dell’ipertensione polmonare è generalmente peggiore nei pazienti con sclerosi sistemica ed è possibile che l’ipertensione polmonare sotto sforzo possa rappresentare la fase iniziale di una condizione che alla fine evolverà verso l’ipertensione polmonare a riposo.

Gli autori, guidati da Rajeev Saggar, del St. Joseph Hospital & Medical Center di Phoenix, scrivono inoltre nella loro introduzione che una valutazione emodinamica dell’ipertensione polmonare nei pazienti con sclerosi sistemica potrebbe consentire una diagnosi più precoce, l'inizio di una terapia appropriata, e forse, un esito più favorevole.

Per testare l'effetto di ambrisentan, i ricercatori hanno sottoposto a prova da sforzo con cicloergometro da supini 12 pazienti sottoposti in contemporanea a cateterismo destro, una volta all'inizio dello studio e nuovamente dopo l'assunzione di 5 o 10 mg/die di ambrisentan per 24 settimane. L’endpoint primario era la variazione rispetto al basale della resistenza vascolare sistemica.
Al basale, i pazienti avevano una pressione media dell'arteria polmonare > 30 mmHg sotto il massimo sforzo e un gradiente transpolmonare > 15 mmHg.

Tre pazienti hanno sviluppato ipertensione polmonare a riposo dopo 24 settimane. Nel complesso, tuttavia, il trattamento con ambrisentan ha portato a un miglioramento significativo di varie misure di emodinamica cardiopolmonare sotto sforzo, tra cui la resistenza vascolare polmonare, che è diminuita, passando da 247,1 a 161,3 dyn/s/cm5 (P = 0,003).

La pressione arteriosa polmonare media sotto sforzo è passata da 41,5 a 37,4 mmHg (P = 0,02), mentre la resistenza polmonare totale è scesa da 405,7 a 312,7 dyn/s/cm5 (P = 0,0008) e la frequenza cardiaca massima sotto sforzo è passata da 131,5 a 119,2 dopo 24 settimane di trattamento. Inoltre, si è osservato un aumento medio della distanza percorsa a piedi in 6 minuti di 44,5 metri.
D'altro canto, però, non si è osservato alcun miglioramento significativo in nessuna delle tre misurazioni della qualità della vita utilizzate nello studio.

Tra gli eventi avversi manifestati dai pazienti si sono osservati edemi declivi, congestione nasale ed edemi delle vie respiratorie superiori; un paziente ha dovuto interrompere lo studio dopo aver sviluppato un edema declive intrattabile.

"I nostri risultati suggeriscono che la somministrazione cronica di ambrisentan per via orale può associarsi a un miglioramento significativo dell’emodinamica cardiopolmonare sotto sforzo e della capacità di esercizio nei pazienti con ipertensione polmonare associata a sclerosi sistemica” scrivono gli autori.

"Sebbene i nostri risultati siano promettenti, lo studio è limitato dal basso numero di pazienti, dal fatto di essere monocentrico, dall’assenza di un gruppo placebo, dall'inclusione della fibrosi polmonare e dal non aver eseguito in contemporanea l’elettrocardiogramma sotto sforzo" ammettono i ricercatori, i quali segnalano che lo studio va quindi visto come generatore di ipotesi e come base di partenza per eseguire uno studio controllato con placebo più ampio.

R. Saggar, et al. Exercise induced pulmonary hypertension in systemic sclerosis and treatment with ambrisentan: A prospective single center, open label, pilot study. Arthritis & Rheumatism 2012; doi: 10.1002/art.34614
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