Il trattamento con idrossiclorochina non sembra portare a miglioramenti statisticamente significativi rispetto al placebo nel controllo dei sintomi di pazienti affetti da sindrome di Sjogren, una malattia cronica autoimmune e sistemica la cui prevalenza, nell’ambito delle malattie reumatiche, è seconda soltanto all’artrite reumatoide. Lo dimostrano i risultati di uno studio denominato JOQUER condotto da autori francesi e pubblicato su Jama.

Nella sindrome di Sjögren il sistema immunitario non riconoscendo le proprie cellule, tessuti e organi, attacca soprattutto le ghiandole esocrine (salivari, lacrimali) distruggendole e creando notevoli disturbi come bocca secca (xerostomia) e occhio secco (cheratocongiuntivite secca). Nei periodi di acuzie, alcuni pazienti possono presentare anche tumefazioni parotidea, artralgie e febbre.

Attualmente non esiste una terapia specifica risolutiva della Sindrome di Sjögren. Il trattamento di base consiste nell’utilizzo di farmaci antinfiammatori ed immunosoppressori e l’idrossiclorochina, un antimalarico,  è il farmaco immunosoppressore più prescritto per questi pazienti.

Lo studio JOQUER ha arruolato 120 pazienti con sindrome di Sjogren randomizzati a ricevere idrossiclorochina o placebo per un periodo di 24 settimane. Gli esperti hanno valutato la percentuale di pazienti in entrambi i gruppi che presentava una riduzione di almeno il 30% in almeno due o tre sintomi principali della malattia, quali secchezza, fatigue e dolore. Nella seconda parte dello studio, i ricercatori hanno trattato tutti i partecipanti con idrossiclorochina dalla settimana 24 alla settimana 48.

Alla fine delle prime 24 settimane, il 17,9% dei pazienti trattati con il farmaco e il 17,2% dei pazienti trattati con placebo ha mostrato una riduzione di almeno il 30% in almeno 2 o 3 sintomi della malattia (OR 1,01, 95% CI 0,37-2,78, p=0,98). A 48 settimane, il 30,4% dei pazienti trattati durante la prima fase con idrossiclorochina e il 18,8% dei pazienti trattati con placeo ha mostrato una riduzione di almeno il 30% in almeno 2 o 3 sintomi della malattia (OR 2,06, 95% CI 0,66-6,43, p=0,21).

Di seguito il commento della Dott.ssa Chiara Baldini, reumatologa e ricercatrice presso l'Università di Pisa, intervistata da PharmaStar. La Dott.ssa Baldini ha pubblicato numerosi studi sullo Sjogren, partecipando anche a ricerche e convegni di portata internazionale.

"Si tratta di uno dei pochi trial randomizzati controllati condotti su idrossiclorochina ed in questo stanno la forza e l'originalità dello studio. Sembra incredibile ma un farmaco così comunemente utilizzato nella SS, di fatto non è stato praticamente mai oggetto di trials clinici. Lo studio è indubbiamente ben disegnato ed è stato condotto da uno dei gruppi internazionali con esperienza clinica più' solida nella SS. Di fatto l'importanza dello studio sta nell'aver confermato la scarsa efficacia della idrossiclorochina nel controllare la sintomatologia soggettiva dei pazienti affetti da SS", spiega la Dott.ssa Baldini.

"Purtroppo, ad oggi, non solo l'idrossiclorochina ma  la maggior parte dei farmaci utilizzati nella SS si è dimostrata incapace di migliorare la sintomatologia soggettiva dei pazienti, ed in particolare la secchezza oculare ed orale. E' importante però sottolineare come i dati della letteratura riconoscono all'idrossiclorochina la possibilità di influenzare molti dei meccanismi patogenetici della SS. Se da un lato dunque il farmaco non sembra riuscire a migliorare il controllo della sintomatologia soggettiva dei pazienti, dall'altro sarebbe errato estendere questa affermazione alle manifestazioni extra ghiandolari della malattia dove invece l'idrossiclorochina ha ampie possibilità d'azione. Ciò è tutt'altro che trascurabile dal momento che le manifestazioni extra ghiandolari sono spesso quelle più severe e prognosticamente più sfavorevoli per il paziente" aggiunge.

La reumatologa conclude riassumendo così l'importanza dello studio: "in senso lato dunque l'articolo di Gottenberg et al pone l'accento su uno dei problemi più attuali della terapia della SS, il controllo dei diversi volti  della malattia e la necessità che la ricerca individui bersagli terapeutici sempre più mirati per permettere di personalizzare le strategie terapeutiche ai bisogni del singolo paziente".


Jacques-Eric Gottenberg et al., Effects of Hydroxychloroquine on Symptomatic Improvement in Primary Sjögren Syndrome The JOQUER Randomized Clinical Trial, JAMA. 2014;312(3):249-258. doi:10.1001/jama.2014.7682
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