Un nuovo studio, presentato nel corso del Congresso annuale della Società Americana dei Chirurghi Ortopedici (AAOS) , ha mostrato come il risiedere in luoghi caldi e a soleggiamento elevato non sia sufficiente per migliorare i livelli di vitamina D nei pazienti con frattura all’anca.

Come è noto, la vitamina D rappresenta uno dei principali fattori responsabili della regolazione nell’uomo dell’omeostasi del calcio: l’80% del fabbisogno di vitamina D è garantito dall’irraggiamento solare mentre il 20% rimanente è assicurato dall’alimentazione.

L’ipovitaminosi D si associa in modo clinicamente rilevante al rischio fratturativo.

Il rischio elevato di fratture è da ascrivere principalmente alla riduzione di massa ossea e all’incremento del numero di cadute, riconducibile prevalentemente all’astenia da ipovitaminosi D.

E’ documentato in letteratura come la maggioranza dei pazienti con frattura all’anca, di tutte le età e indipendentemente dal sesso, mostrino livelli insufficienti o manifestamente deficitari di vitamina D.

Scopo dello studio presentato nel corso del Congresso è stato quello di valutare il contributo del clima favorevole alla produzione di vitamina D mediante irraggiamento solare in un gruppo di pazienti che risiedevano in una zona calda e soleggiata della California.

I ricercatori hanno considerato i livelli di vitamina D di 1539 pazienti, comprendenti 448 soggetti con frattura acuta dell’anca e 1091 pazienti con intervento di artroplastica totale dell’anca o del ginocchio.

I pazienti era suddivisi in base ai livelli rilevati di vitamina D nel sangue in pazienti con livelli deficitari, insufficienti o sufficienti di vitamina D, nonché in base all’età e al sesso.

I risultati hanno documentato che i livelli medi di vitamina D per i pazienti con frattura all’anca e per i pazienti sottoposti ad intervento di artroplastica totale dell’anca o del ginocchio erano pari, rispettivamente, a 26,38 ng/mL and 29,92 ng/mL. Un numero maggiore di pazienti con frattura all’anca rispetto all’altro gruppo mostrava livelli di vitamina D classificati come deficitari o insufficienti (65,8% vs 54%). In particolare, quelli di età uguale o superiore a 71 anni con frattura all’anca mostravano livelli di vitamina D deficitari o insufficienti superiori a quelli rilevati nel gruppo di confronto (66,7% vs 47,13%).

In conclusione, la maggioranza dei pazienti ultradiciottenni di entrambi i sessi con frattura all’anca ha mostrato livelli insufficienti di vitamina D, e quelli di età superiore ai 71 anni hanno mostrato livelli vitaminici significativamente più bassi del gruppo di controllo, costituito dai pazienti con intervento di artroplastica all’anca o al ginocchio.

Ciò depone a favore della necessità di ricorrere alla supplementazione alimentare con vitamina D per sopperire alle carenze vitaminiche non completamente eliminabili con la sola vitamina D ottenuta solo mediante esposizione solare in zone climaticamente favorevoli.

Johnson AL. Gauging the Effects of a Sunny Climate on Vitamin D Levels in Hip Fracture Patients; AAOS 2013; Abstract book.