Spondilite anchilosante, conferme di efficacia e sicurezza con secukinumab a 5 anni #ACR2018

Il trattamento con secukinumab è ben tollerato e non si associa all'emersione di nuovi segnali di safety: è quanto emerge dai dati relativi alla fase di estensione a 3 anni del trial di registrazione MEASURE 1, di durata biennale, presentati nel corso del congresso ACR. Lo studio di estensione, che ha portato a 5 anni il periodo di osservazione dei pazienti sottoposti al trattamento nel corso del trial MEASURE 1, ha peraltro documentato il mantenimento di efficacia del farmaco per tutta la durata del follow-up, confermandone anche i benefici nel lungo termine

Il trattamento con secukinumab è ben tollerato e non si associa all’emersione di nuovi segnali di safety: è quanto emerge dai dati relativi alla fase di estensione a 3 anni del trial di registrazione MEASURE 1, di durata biennale, presentati nel corso del congresso annuale ACR, tenutosi quest’anno a Chicago (USA). Lo studio di estensione, che ha portato a 5 anni il periodo di osservazione dei pazienti sottoposti al trattamento nel corso del trial MEASURE 1, ha peraltro documentato il mantenimento di efficacia del farmaco per tutta la durata del follow-up, confermandone anche i benefici nel lungo termine.

Secukinumab e interleuchina-17A (IL-17A)
Secukinumab è un anticorpo monoclonale totalmente umano che neutralizza selettivamente l’interleuchina 17A (IL-17A) circolante.

Il secukinumab è il primo inibitore di IL-17A che ha conseguito risultati positivi negli studi di Fase III per il trattamento della  PsA e della SA, ed è approvato in Europa e negli USA per queste patologie. Il secukinumab è approvato per il trattamento della SA e della AP in Ecuador e in Bangladesh, e per il trattamento della AP in Giappone.

Disegno dello studio
I ricercatori hanno valutato, per il loro studio di estensione a 3 anni, 274 pazienti che avevano acconsentito a continuare il trattamento dopo la fine del trial di fase 3 MEASURE 1.

Nello specifico, i pazienti del trial erano stati randomizzati al trattamento con secukinumab – 10 mg/kg endovena all’inizio dello studio, dopo 2 settimane e dopo un mese, per poi essere trattati mensilmente con il farmaco al dosaggio mensile di 75 o 150 mg – oppure a trattamento con placebo.

Sulla base della risposta ASAS20 a 16 settimane dall’inizio del trattamento, i pazienti appartenenti al gruppo placebo sono stati nuovamente randomizzati a trattamento con secukinumab ad uno dei due dosaggi testati sottocute a 16 settimane (pazienti non responder) o a 24 settimane (pazienti responder).

Gli outcome principali di efficacia dello studio erano rappresentati dalla valutazione a 260 settimane della percentuale di pazienti che soddisfacevano le risposte ASAS20, ASAS40 e ASAS5/6.

La safety era indicata come tasso di incidenza aggiustato per il tempo di esposizione (EAIR)/100 pazienti-anno per tutti i pazienti (n=360) che erano stati sottoposti ad almeno una dose del farmaco in studio.

Il dosaggio di secukinumab 150 mg sottocute è risultato essere quello più efficace
La fase di estensione del trial è stata completata dall’84,4% dei pazienti trattati con il dosaggio di secukinumab 150 mg e dall’83,6% di quelli trattati con il dosaggio inferiore (75 mg).

In corrispondenza della 64esima settimana della fase di estensione, 82 pazienti appartenenti al gruppo trattato con il farmaco al dosaggio minore sono passati al trattamento con il dosaggio più elevato: le risposte alla terapia in questi pazienti sono migliorare dopo titolazione della dose verso l’alto.

Risultati principali
Considerando i partecipanti allo studio con risposta inadeguata a trattamento pregresso con farmaci anti-TNF, un paziente su due è risultato responder al trattamento.

Non sono chiare le ragioni della mancata risposta al secukinumab di alcuni pazienti: a tal riguardo, i ricercatori auspicano la prossima messa in cantiere di uno studio che possa valutare se il trattamento di combinazione a base di farmaci anti-TNF e secukinumab possa risultare più efficace in questi pazienti.

Ciò detto, il trattamento con secukimunab è stato in grado di assicurare, a 5 anni, un’efficacia sostenuta su un ampio spettro di domini di malattia, tra cui i segni e i sintomi, la funzione fisica e il livello di alcuni marker obiettivi di infiammazione.

Quanto ai dati di safety, disponibili per 360 pazienti sottoposti ad almeno un trattamento con secukinumab, i tassi di incidenza di alcuni eventi avversi, corretti in base al tempo di esposizione al trattamento, sono stati pari, rispettivamente, a 0,1 per la colite ulcerosa, a 0,6 per la malattia di Crohn, a 1,8 per l’uveite e a 0,5 per alcune neoplasie maligne o non specificate.

Riassumendo
Stando ai risultati di questo studio di estensione sull’impiego real world del farmaco post-trial (assenza di nuovi segnali di safety), il trattamento con secukinumab rappresenta un’alternativa terapeutica allettante per i pazienti affetti da AS, visto che quasi un paziente su 2 non risponde ai farmaci anti-TNF in questa condizione clinica.

Dall’uditorio si sono sollevate, tuttavia, perplessità sulla posologia di impiego del farmaco in questione (150 mg), motivate con il fatto che le dosi impiegate di secukinumab nella psoriasi e, più in generale, nella malattia psoriasica, sono pari a 150 o a 300 mg.

Di qui l’auspicio che vengano condotti studi su questo set di malattia che prevedano anche l’impiego del dosaggio più alto di secukinumab finora impiegato in altri contesti clinici.

Nicola Casella

Bibliografia
Baraliakos X et al. Long-Term Evaluation of Secukinumab in Ankylosing Spondylitis: 5 Year
Efficacy and Safety Results from a Phase 3 Trial. ACR 2018; Abstract L13
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